Agsm, filobus, Cattolica: l’estate calda di Verona
L’ondata di caldo sta facendo alzare la temperatura, quella atmosferica, tanto che l’Ulss 9 Scaligera ha lanciato un piano di prevenzione dedicato in particolare alla popolazione anziana. L’estate di Verona però è caldissima anche sul fronte economico e finanziario.
Cattolica Assicurazioni

Uno spartiacque per la finanza scaligera sarà l’assemblea dei soci di Cattolica Assicurazioni di domani. C’è attesa per la pubblicazione nelle prossime ore del risultato del voto dei soci, chiamati a esprimersi su varie questioni, tra cui l’approvazione della trasformazione della società cooperativa in società per azione.
L’atmosfera in Cattolica aveva iniziato a scaldarsi già dallo scorso autunno, con il ritiro delle deleghe ad Alberto Minali. Poi, poco prima del lockdown, il “Movimento del buon governo” ha stilato una serie di proposte con l’obiettivo di cambiare il sistema di governance della società. A fine maggio la doccia fredda: l’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, chiede a Cattolica di realizzare entro settembre 2020 un aumento di capitale da 500 milioni di euro. Alla porta della società veronese, fondata nel 1896, si presenta un colosso del settore assicurativo: Assicurazioni Generali.
L’istituto triestino si impegna a diventare azionista rilevante con il 24,4 per cento di Cattolica attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato per 300 milioni di euro condizionato alla trasformazione di Cattolica in società per azioni.
Un gruppo di soci però non ci sta. Si riunisce in “Casa Cattolica“, presentata il 4 luglio scorso, e propone un’alternativa a quella che viene definita «svendita a Generali», lanciando il progetto “Cattolica 1896“.

Si alza la tensione: alcuni volti della politica locale (tra gli altri Valdegamberi, Lega, Traguardi) e lo stesso vescovo di Verona Giuseppe Zenti esprimono dubbi sull’operazione. La società intanto reagisce e prova a tranquillizzare i dipendenti.
Domani, comunque vada, sarà uno spartiacque per l’economia e la finanza veronese.
Agsm
Non meno importante la questione di Agsm. Da anni si parla di aggregazione con la vicentina Aim, e da tempo è noto l’interesse della lombarda A2a. La politica cittadina è divisa: le opposizioni chiedono una gara pubblica, mentre la maggioranza stessa evidenzia, anche recentemente, delle crepe.

Dal via libera all’integrazione con Aim, un mese fa, le discussioni non si sono certo fermate. Il consigliere comunale Michele Bertucco due settimane fa aveva annunciato un esposto in procura, poiché la multiutility veronese gli avrebbe negato la possibilità di visionare e avere copia, nei termini previsti dal Regolamento del Comune di Verona, della documentazione relativa agli incarichi di advisory conferiti in relazione al Piano di aggregazione con Aim e A2A.
Bertucco rincara la dose: «La contesa sulla questione del partner industriale per Agsm va avanti in un clima sempre più degradato: il presidente Agsm Finocchiaro tira diritto per la sua strada di avvicinamento ad A2a, proprio mentre i possibili concorrenti di A2a, a partire da Alperia e Dolomiti Energia, stanno facendo di tutto per portare in dote la stessa dotazione impiantistica offerta dai lombardi».

«Peccato che nel frattempo il maggior partito di maggioranza, la Lega di Salvini, con una mozione depositata il 19 giugno, voglia dichiarare chiusi i giochi per la ricerca del partner industriale per Agsm, mentre il capo di Verona Domani, Matteo Gasparato, piccolo ma fondamentale tassello della maggioranza, dall’alto di una accusa di peculato per la quale il pubblico ministero ha chiesto una pena di 5 anni, spara a zero su Finocchiaro e su Confindustria» ricostruisce Bertucco. «E il Sindaco che fa? Tace. O dorme, che è la stessa cosa».
Il consigliere comunale ed ex sindaco Flavio Tosi commenta: «Sboarina si riempie la bocca di veronesità sul piano identitario, in realtà il suo è un campanilismo ottuso, fuori dal mondo e dal tempo. Verona con lui in questi tre anni è regredita sul piano economico, sociale e culturale».
«Se fosse per Sboarina, Cattolica dovrebbe scavarsi una trincea intorno e sparare a chi non è nato a Verona. Mentre al sindaco chissà perché va bene regalare ai milanesi Agsm, senza ottenere nulla in cambio» è l’analisi al vetriolo di Tosi.
Filobus
Se Bertucco e Tosi lamentano il silenzio del sindaco Federico Sboarina su Agsm, è stato forte e chiaro il messaggio sul filobus: si possono cercare alternative al progetto attuale. Un cambio di posizione inatteso, motivato dal sindaco con queste parole: «Tutte le conseguenze del Covid-19 hanno portato a una situazione completamente diversa per il trasporto pubblico, con le limitazioni per ora imposte, l’aumento del traffico privato e gli incentivi alla mobilità alternativa. Quando questa amministrazione ha ereditato l’opera, era inevitabile andare avanti. Ora, con uno scenario cambiato, dobbiamo chiederci se questa opera sia ancora attuale».

Risposta nuovamente respinta da Tosi, mentre Traguardi e Pd restano scettici. Michele Croce, intanto, raccoglie le istanze dei gruppi “no-filobus”.
Se ne parla oggi in consiglio comunale. «Andremo al “vedo” di quello che ha tutte le sembianze di un cinico bluff da parte del sindaco: da ormai due mesi Sboarina parla infatti di un “Piano B” che dovrebbe cambiare il progetto del filobus rendendolo più “sostenibile”, ma finora il Sindaco non ha portato a casa nulla di concreto» è l’osservazione di Michele Bertucco.
«Affinché i suoi annunci possano incontrare un briciolo di credibilità, occorre infatti un accordo con l’Ati che sta eseguendo i lavori in forza di un contratto sottoscritto nel 2016, nonché un accordo con il Ministero che deve acconsentire AD effettuare i cambiamenti necessari ai mezzi già ordinati mantenendo il criterio della guida vincolata» prosegue il consigliere di Verona e Sinistra in Comune.

Aggiungono i consiglieri comunali del Pd Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani: «L’amministrazione forse non si rende conto che il blocco dei cantieri del filobus e lo stato di perenne incertezza che aleggia sul progetto non sta danneggiando le opposizioni, ma la città di Verona, la quale non può permettersi di arrivare a settembre, con la ripresa delle scuole e, si spera, anche di tutte le attività economiche, con una viabilità mutilata a causa dei cantieri infiniti».
«Il consiglio straordinario di stasera sul filobus serve dunque a mettere il sindaco davanti alle proprie responsabilità: non solo deve dire alla città una parola chiara su quali sono, nel concreto, i riscontri oggettivi ai suoi annunci di modifica del progetto filobus, ma deve prendere impegni precisi anche per la liberazione dei quartieri dai cantieri».
In Evidenza
Raccolta differenziata: a Verona si comincia da bambini

Abbandono rifiuti a Verona, nuove regole e sanzioni più pesanti

“DifferenziaMente”: il progetto di Amia alla Domenica della Sostenibilità

Atlante dell’Acqua 2026: la fotografia di Legambiente

A “Vita in Campagna” Amia insegna il compostaggio domestico

Scatta l’Ecobonus per moto e scooter: fino a quattromila euro di contributi

Anche Verona tra i “Comuni Plastic Free” premiati a Roma

A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro






