Filobus, le opposizioni: «Il Covid-19 non c’entra con lo stop dei cantieri»

Duro attacco di Flavio Tosi ieri nei confronti del sindaco Sboarina. Critiche sulla gestione dei cantieri anche da Bertucco, mentre Pd e Traguardi concordano sul fatto che la pandemia non abbia alcuna colpa nei ritardi dei lavori.

Paolo Meloni, Flavio Tosi, Patrizia Bisinella filobus
Paolo Meloni, Flavio Tosi, Patrizia Bisinella davanti ai cantieri del filobus, giugno 2020

Duro affondo di Flavio Tosi nei confronti del sindaco Federico Sboarina. Ieri il consigliere comunale ed ex primo cittadino, assieme ai consiglieri Paolo Meloni e Patrizia Bisinella, si è recato in via Della Corte in Borgo Venezia dove da qualche mese sono fermi i lavori per il filobus.

«Ci sono stati due mesi di stop per il Covid, ma il cantiere qui è fermo già da prima. Segno dell’incapacità di gestire la città da parte del sindaco Sboarina. Ci sono cantieri per chilometri in queste stesse condizioni».

«Siccome Sboarina non sa gestire i cantieri, propone una non-soluzione: non fare il filobus e cercare altro» ha detto Tosi, in riferimento alle ultime novità sulla filovia.

«Però hai speso milioni per i cantieri, per i pali, per i mezzi ordinati» dice Tosi rivolgendosi a Sboarina. «Ti sei impegnato con il Ministero, quindi il punto non è fermare l’opera e aprire cause e contenziosi. La soluzione è gestirli bene i cantieri. Sboarina non sei capace di gestire la città».

Francesco Barini, Amt

Francesco Barini
Francesco Barini, Presidente AMT

«Sulla questione filovia il nostro cartomante e sensitivo Tosi a quanto pare gioca di nuovo a prevedere il futuro… chissà se anche questa volta farà l’uccello del malaugurio» ha scritto in una nota il presidente di Amt Francesco Barini, in riferimento alle critiche ricevute sulla gestione della società. «E comunque, ricordo al consigliere che le opere fatte sono funzionali all’opera e che niente viene buttato via».

Alberto Bozza

Alberto Bozza
Il consigliere comunale Alberto Bozza

«Sboarina dice che il Filobus nasce dalla precedente amministrazione dimenticando che invece trattasi di una soluzione molto migliorativa rispetto alla madre dei progetti e cioè la Tranvia, risalente a vent’anni fa e approvata dal sindaco Zanotto» ha aggiunto sul tema il consigliere comunale Alberto Bozza. «Dimentica anche di raccontare che Amt ha fatto predisporre e approvare un progetto presunto “esecutivo”, ha stabilito i tempi con un cronoprogramma irrealizzabile e ha ordinato i mezzi. Pensa davvero che addurre come unica motivazione dei ritardi di oggi dei lavori, tali da far ripensare all’opera, sia da attribuire solo al Covid? Perché, mentre qualche suo collega di giunta durante il Covid procedeva alle asfaltare in qualche via della città, i cantieri del filobus erano deserti, eppure non era vietato lavorarci».

Partito Democratico

«La crisi da coronavirus non ha niente a che vedere con la ridefinizione del progetto del filobus, altrimenti avremmo notizia di cantieri fermi anche per la metropolitana di Milano, che invece ha ripreso i lavori già a maggio, per la Tav e per tutte le altre opere pubbliche trasportistiche» dicono i consiglieri comunali del Pd Federico Benini ed Elisa La Paglia.

Elisa La Paglia
Elisa La Paglia

«Non facciamo ridere e non facciamoci ridere dietro. Invitiamo il Sindaco a confrontarsi in commissione consiliare sulle modifiche al progetto che sono auspicabili oggi come lo erano sei mesi fa quando avevamo depositato la mozione che per volontà politica non è stata ritenuta ammissibile».

«Con soltanto un po’ di coraggio e di umiltà, si potevano forse risparmiare alla città altri sei mesi di agonia fatti di cantieri infiniti e di centinaia di alberi tagliati per far spazio al grande cantiere per l’unificazione dei sottopassi su cui oggi il Sindaco fa retromarcia» aggiungono i dem.

Traguardi

«Che il progetto del filobus fosse pieno di difetti, a partire dalla vetustà di un’opera progettata quindici anni fa, non l’abbiamo certo scoperto grazie al Covid – esordisce Beatrice Verzè, consigliera di Traguardi in Quinta Circoscrizione – ma nonostante le insistenze nostre e di molti altri in città, l’amministrazione ha voluto procedere coi cantieri, salvo poi pentirsene. È inaccettabile, una presa in giro per i cittadini che hanno subito per mesi disagi causati da cantieri ora rivelatisi inutili, e per tutti coloro che invocano a Verona interventi strutturali nel trasporto pubblico».

«La domanda, legittima, a cui noi rappresentanti di circoscrizione dobbiamo rispondere ora è “a cosa è servito aver bloccato per mesi la città se poi l’opera non si fa?” – spiega Caterina Bortolaso, consigliera in Seconda Circoscrizione – e in effetti è impossibile dare una risposta sensata. È assurdo aver mandato a monte un progetto, per quanto difettoso, dopo aver ribaltato la città».

Michele Bertucco

«È stato un salto nel vuoto il passaggio dalla tranvia al filobus deciso dalla prima amministrazione di cui faceva parte anche l’attuale Sindaco. E ora Sboarina spinge la città in un nuovo salto nel vuoto ipotizzando un cambio di progetto in corsa sulla base di nessuna certezza» diceva pochi giorni fa Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune.

Michele Bertucco
Michele Bertucco

«Non c’è l’ok del Ministero, solo una disponibilità di massima a valutare alternative che rispettino il criterio della guida vincolata. Non c’è l’ok delle imprese che hanno in mano un contratto firmato nel 2012 con lavori consegnati nel 2016. Non ci sono le varianti urbanistiche che da sole porterebbero via ancora altri mesi, soltanto per la fase progettuale. Più che un Piano B, che abbiamo visto non esistere, le riunioni di Sboarina con i tecnici del ministero e con i rappresentanti delle ditte appaltatrici sembrano un espediente del Sindaco per trarsi d’impaccio rispetto ad una gestione pietosa dei cantieri che finora non è riuscita a farsi erogare nulla dal Ministero, nemmeno i soldi degli stati di avanzamento lavori».