Cattolica, le proposte del “Movimento del buon governo”

Sono le "regole del buon governo": una serie di proposte, da parte di un gruppo di soci di Cattolica Assicurazioni, con l'obiettivo di cambiare il sistema di governance della società. Al centro territorialità e forma cooperativa.

Si è radunato ieri sera in Gran Guardia a Verona un gruppo di soci di Cattolica Assicurazioni, per ascoltare le proposte del “Movimento del buon governo“. In vista dell’assemblea straordinaria del 7 marzo prossimo, hanno presentato ai soci le proposte di modifica dello statuto che saranno messe ai voti.

Monsignor Renzo Beghini, presidente della Fondazione Toniolo, ha tenuto un discorso introduttivo, portando anche i saluti del vescovo Giuseppe Zenti, mentre il professor Giorgio Mion, dell’Università di Verona, ha sostituito con il proprio intervento quello previsto di Stefano Zamagni, che non ha potuto essere presente. L’avvocato Maurizio Galbiati ha spiegato alla platea i punti tecnici della proposta di modifica dello statuto.

Nel pubblico, presente anche il consigliere di amministrazione ed ex amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni Alberto Minali.

  • movimento del buon governo - cattolica assicurazioni
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Questi i punti proposti dai soci che si riconoscono nel “Movimento del buon governo”:

  • Cooperativa è territorialità: Cattolica è nata a Verona come cooperativa e tale deve rimanere. A Verona deve mantenere la sua sede.
  • Rinnovo delle regole di composizione del cda: vengono rafforzati i requisiti di professionalità e indipendenza degli amministratori, nell’interesse della Compagnia.
  • Limiti di età e mandati: dal CdA decade chi ha 75 anni o chi è stato amministratore per più di 9 anni nei precedenti 15 anni, in modo da garantire un efficiente ricambio, anche generazionale, nella governance della Compagnia.
  • Un nuovo ruolo per il presidente: il Presidente non ha un ruolo esecutivo e non svolge funzione gestionali, ma solo di garanzia, come prescritto nei migliori modelli di governance.
  • Più poteri per all’assemblea: l’Assemblea nomina direttamente il Presidente e il Vice-Presidente del CdA.
  • Semplificazione della governance e riduzione dei costi: viene ridotto da cinque a tre il numero dei componenti dei comitati endo-consiliari.
  • Trasparenza degli emolumenti per tutti gli incarichi: l’Assemblea stabilisce direttamente i compensi degli amministratori per ciascun anno e per tutti gli incarichi ricoperti.
  • Dialogo costruttivo tra maggioranza e minoranza: nel CdA viene rafforzata la presenza degli Amministratori di minoranza: diventano 2.
  • Parità di genere: per garantire l’equilibrio tra i generi, si prevede che almeno 6 dei membri del CdA appartengano al genere meno rappresentato.
  • Rafforzamento dei requisiti di indipendenza e professionalità, nell’ottica di assicurare l’ottimale assetto del CdA: rafforzamento dei requisiti di indipendenza e professionalità, nell’ottica di assicurare l’ottimale assetto del CdA.

«Abbiamo scritto e presentato ai soci e agli azionisti queste nuove regole, per confermare con convinzione il nostro impegno in Cattolica e verificare che le norme della Cooperativa rispondano all’esigenza di garantire la trasparenza» è il messaggio ai soci pubblicato sul sito del Movimento del buon governo.

«Oggi, la finanza gode di una cattiva fama, perché non sembra più poggiare sulle fondamenta dell’etica e soprattutto sulla sapienza della fede e della tradizione cristiana, che non hanno mai visto nell’uso del denaro il male assoluto».