Filobus, Traguardi: «Tirano la corda». Tosi: «Barini a casa»

È passato più di un mese dall'annuncio del sindaco di Verona Federico Sboarina sul futuro del filobus: «scelte concrete che non escludano nessuno scenario». Il movimento civico Traguardi lamenta mancanza di chiarezza, mentre Flavio Tosi attacca il presidente di Amt Barini.

cantieri del filobus in borgo roma Opera filovia
Cantieri del filobus. Foto d'archivio.

È passato più di un mese dall’annuncio del sindaco di Verona Federico Sboarina sul futuro del filobus: «scelte concrete che non escludano nessuno scenario». Era sembrata un’apertura rispetto alla posizione monolitica fino ad allora scelta dall’amministrazione: l’iter è già iniziato e non si può fermare.

Fra i 14 milioni di euro dell’avanzo di amministrazione del 2019, di cui il Comune ha annunciato l’investimento in opere pubbliche, quasi la metà, 6 milioni 500mila euro, andranno ai parcheggi scambiatori per la filovia ad est e ovest della città.

Caterina Bortolaso, Traguardi
Caterina Bortolaso, Traguardi

Secondo il movimento civico Traguardi la cittadinanza merita maggiore chiarezza da parte dell’amministrazione. «Abbiamo sempre sostenuto che lasciare cantieri a metà costituisse un maggior danno» commenta Caterina Bortolaso, consigliera di 2^ circoscrizione e vicepresidente di Traguardi, «ma ora l’amministrazione sta tirando la corda: ci sono intere parti della città bloccate da mesi che attendono una risposta che tarda ad arrivare, e altre, come via Mameli, sulle quali pende una spada di Damocle: arriveranno i lavori o no?».

«Bene che il Sindaco annunci di rinegoziare le condizioni» aggiunge Giacomo Cona, segretario di Traguardi, «abbiamo già proposto che l’opera venisse strutturalmente rivisitata, senza limitarsi ad uno stop che saprebbe solo di spreco di tempo e denaro».

Giacomo Cona, segretario Traguardi
Giacomo Cona, segretario Traguardi

«Il completamento del sottopasso unico per le auto in via città di Nimes, con la possibilità di costruire un grande spazio verde e pedonale tra stazione e mura magistrali, e l’inserimento di una linea circolare sarebbero opere di grande utilità per una mobilità pubblica veramente innovativa – conclude Cona – scaricare unicamente le colpe sull’emergenza sanitaria è quanto meno pretestuoso: la città ha bisogno di un mezzo di trasporto pubblico locale efficiente e di un nuovo volto urbanistico e viabilistico».

«Siamo quasi a fine luglio, con la previsione di un settembre di viabilità a pieno regime, con il ritorno dei ragazzi a scuola», aggiunge Bortolaso, «non possiamo più accettare il silenzio dell’amministrazione».

Non è nuovo a critiche alla gestione dei cantieri della filovia l’ex sindaco e consigliere comunale Flavio Tosi, che ora punta il dito contro il presidente di Amt Francesco Barini. «È in scadenza di mandato, il minimo che farebbe un’Amministrazione seria sarebbe mandarlo a casa con tanti saluti vista la disastrosa gestione del filobus. Invece l’assessore alle Partecipate Polato, per mere logiche di lottizzazione politica (Barini è un suo uomo) e contro ogni meritocrazia, ne vuole la conferma a tutti i costi e sta facendo carte false per ottenerla».

Continua Tosi: «Barini, con la complicità del sindaco Sboarina, ora non vuole più fare il filobus. È la summa dell’approssimazione e dell’ignoranza amministrativa di questi personaggi. Sul filobus sono già stati firmati contratti con le aziende da 140 milioni, tra cui 40 milioni sono solo per i mezzi ordinati. E sono già stati spesi oltre 6 milioni di lavori, di cui buona parte non convertibili in eventuali altre opere sostitutive, pensiamo alle centinaia di pali che possono servire solo a tenere i fili del Filobus. Ma siccome Barini e Sboarina non sanno come procedere e gestire l’opera ora hanno detto basta, come se si potesse magicamente tornare indietro senza subire cause civili e contenziosi che terrebbero i cantieri aperti e fermi per anni».

Paolo Meloni, Flavio Tosi, Patrizia Bisinella filobus
Paolo Meloni, Flavio Tosi, Patrizia Bisinella davanti ai cantieri del filobus, giugno 2020

Sul rinnovo del cda, «assistiamo a continui rinvii – dice Tosi – e non è un caso. Infatti noi come Lista Tosi e Fare! Verona, essendo le forze arrivate al ballottaggio e che rappresentarono nel 2017 oltre il 24% dei voti, in Amt abbiamo un rappresentante nel cda, posto che spetta alle minoranze, unico nostro esponente negli enti. E per il rinnovo abbiamo proposto Alberto Benetti, uomo dalla grande esperienza amministrativa. Ma Polato sta facendo di tutto per respingere Benetti, che teme, probabilmente poiché preparato com’è farebbe le pulci all’operato del suo Barini».

Si aggiunge al coro di critiche anche il Partito Democratico, con il consigliere comunale Federico Benini. «Mai come oggi il destino del filobus e quello di Amt sono stati tanto intrecciati. Una guida competente per l’azienda della mobilità cittadina significa avere più possibilità per apportare al progetto filobus le modifiche che sono necessarie. Non risulta tuttavia essere questa la questione al centro dell’attuale stallo delle nomine che investe anche Solori e Verona Mercato».

«Al centro ci sono, come al solito, correnti e fazioni politiche che si accapigliano per le poltrone. Così dal 4 luglio i termini per la presentazione delle candidature sono slittati prima al 13 e poi al 20. In particolare, in Amt l’oggetto del contendere sembra essere la ricandidatura di Barini alla presidenza, sostenuto dall’assessore Polato ma non dal Sindaco che, anzi, in occasione dell’annuncio delle modifiche al progetto filobus, lo aveva clamorosamente sconfessato. Ma c’è un solo modo per uscire dall’impasse: si mettano da parte le logiche di spartizione e si ragioni per competenze».