CASA CATTOLICA, presentato il progetto Cattolica 1896

Conclusa qualche minuto fa la conferenza stampa a cui hanno partecipato il coordinatore Germano Zanini, il presidente di Apindustria Confimi Verona Renato Della Bella e il consulente Giulio Fezzi. Le ipotesi proposte sono ancora più concrete dopo la fissazione odierna da parte del Tribunale delle Imprese di Venezia dell’udienza del prossimo 17 agosto per la sospensiva dell’assemblea di aumento di capitale del 27 giugno.

Da sinistra Renato Della Bella, Germano Zanini e Giulio Fezzi

Dopo la fissazione da parte del Tribunale delle Imprese di Venezia dell’udienza del 17 agosto p.v., a seguito dell’impugnativa dell’Assemblea di aumento di capitale di Cattolica Assicurazioni da parte di oltre 30 soci rappresentanti delle diverse associazioni, con l’appoggio di ambienti vicini alla Curia di Verona e di esponenti dell’imprenditoria locale e di alcuni sindaci della provincia scaligera, CASA CATTOLICA ha presentato questa sera alle 18 il progetto “CATTOLICA 1896: IL PIANO INDUSTRIALE STAND-ALONE 2020-2024 DEL GRUPPO CATTOLICA”, per la cui attuazione sono state presentate alla comunità finanziaria tre concrete proposte di partnership, alcune delle quali già molto concrete e apparse nei giorni scorsi sulla stampa.

Dopo attento esame e valutazione, infatti, CASA CATTOLICA ha dato il via libera alla proposizione, in modo aperto e trasparente, a tutti i soci, al mercato ed ai possibili nuovi partner i tratti essenziali del Progetto 1896, ovvero il Piano Industriale Stand-Alone 2020-2024 del Gruppo Cattolica che è stato tracciato, anche con preliminari condivisioni, ed è pronto per l’esecuzione laddove l’imminente Assemblea dei Soci del 31 luglio p.v. dovesse non approvare le proposte dell’attuale Consiglio di Amministrazione che si sostanzierebbero – nei propri effetti – nella trasformazione della società cooperativa in società per azioni per il successivo ingresso rilevante nel capitale del Gruppo Generali con un ampio sistema di vincoli e di tutele a favore dello stesso Gruppo Generali.

Il Progetto CATTOLICA 1896, elaborato sulla base di informazioni pubbliche e considerazioni prospettiche, è stato realizzato grazie al comune lavoro e alla messa a sistema di idee, competenze e relazioni di un nutrito gruppo di soci, professionisti e possibili partner “di buona volontà”.

La mission del progetto è quella di affermare Cattolica quale unica vera public company assicurativa quotata italiana, preservando e facendo leva sui suoi valori fondativi sedimentati ed affinati in oltre 130 anni di storia, e costruendo un moderno ed autonomo player assicurativo omnicanale, multispecialistico ed effettivamente customer-centrico.

Ciò in forme e modi che possono preservare anche lo status e/o lo spirito fondativo della cooperativa.

Il Piano industriale delineato per la realizzazione della Mission citata ed il raggiungimento degli importanti target 2024, che saranno descritti nel seguito, prevede la messa in opera di un programma di rilancio e trasformazione articolato su otto diversi Driver di Azione, ciascuno dei quali declinato in un set di iniziative concrete di pronta attuabilità:

  1. Fine-tuning e rilancio del business danni: mediante l’effettiva valorizzazione della potenzialità della rete agenziale, anche valorizzando le opportunità assicurate dalle nuove tecnologie digitali, dall’avvio di percorsi di integrazione e dall’adozione – in via selettiva – di modelli di servizio accentrati e condivisi. Sarà altresì avviata una attenta operazione di selezione bi-direzionale del portafoglio, premiando i comportamenti virtuosi e facilitando il write-off di posizioni non di qualità.
  2. Ristrutturazione del business vita: mediante il lancio di un progetto di gestione proattiva del back-book di Ramo I (eventualmente valutando moderne tecniche riassicurative) e sviluppando un nuovo set di prodotti “capital-light”.
  3. Modernizzazione dell’approccio alla bancassicurazione: in questo ambito saranno realizzate una molteplicità di iniziative volte, tra l’altro, ad “assorbire” la rilevante perdita conseguente l’attesa cessazione della partnership con UBI. Nello specifico sarà dato “tutto motore” alla diffusione dell’”offerta protection” su tutte le partnership di bancassicurazione, con ampio beneficio in termini di profittabilità e sarà revisionata per un rilancio di produttività profittevole la partnership con il BancoBPM.
  4. Lancio di una nuova business line direct-to-consumer: saranno messe a terra le – già pronte – capabilites di business e tecnologiche per il lancio di una nuoba linea di business “direct to consumer” dedicata alla vendita diretta e allo sviluppo di affinities.
  5. Implementazione di un modello di factory assicurative multispecialistiche: per favorire la specializzaizone e la valorizzazione dei talenti, le “fabbriche prodotto” assicurative saranno specializzate per linea di offerta e target di clientela. Nell’ambito delle linee di offerta specializzate, nuovo spazio sarà dato alle componenti più innovative quali, tra le altre, l’instant e la micro insurance, eventualmente integrando e levereggiando capabilities dal mercato.
  6. Set-up di una open-platform di partnership industriali-equity verticali e specializzate: a sostegno del patrimonio e del migliore bouquet di servizio per la propria clientela e i propri partner, saranno realizzate una molteplicità di partnership strategiche-industriali-equity con player specializzati in diversi ambiti quali, tra gli altri: la riassicurazione, l’asset management (vita finanziario, vita tradizionale e danni/protection), l’Assistenza, la Tutela Legale, l’Instant/ Micro Insurance e la tecnologia digitale (vita, danni e sistemi di governance).
  7. Efficienza del modello industriale e taglio dei costi improduttivi: mediante la massima valorizzazione delle competenze e delle capacità interne, unitamente ad una profonda e completa revisione del modello di Governo e degli assetti organizzativi. Saranno realizzate le opportune integrazioni tra società non core, valutato l’effettivo apporto di alcune partecipazioni e/o investimenti collaterali nonchè azzerate le spese improprie per un target di saving sulle spege generali compreso tra il 10% e il 20%.
  8. Capital Management by design: ad evitare il riproporsi di situazioni sperimentate negli ultimi anni e per rendere maggiormente resiliente il Gruppo a shock esterni, sarà sottoposto all’organo di vigilanza un bouquet di iniziative e strumenti di patrimonializzazione – che tenga in considerazione anche l’evoluzione attuale e prospettica del business ed il rinnovato slancio industriale – tra cui il capitale, il debito ibrido, la dismissione di asset core (es. il venir meno dell’accordo con UBI), la dismissione di asset non-core e specifici trattati di riassicurazione. Saranno altresì sviluppati e perfezionati il modello interno di capitale e, più in generale, un concetto ed una estesa cultura del Rischio e del Capital management “by design”.

Lo sviluppo del piano industriale consentirà al Gruppo di raggiungere, in via autonoma, i seguenti target economici, finanziari e patrimoniali al 2024:

  • Sviluppo profittevole del business danni con raccolta premi danni a 2,3 miliardi
  • Raccolta vita a 4,1 miliardi (tenendo presente la non auspicata perdita dell’accordo con UBI Banca)
  • Raccolta premi complessiva basata su un mix favorevole, sostanzialmente stabile a 6,4 miliardi
  • Combined Ratio dei rami danni al 90%
  • Utile netto a oltre 165 milioni (CAGR 17% rispetto al 2019)
  • Solvency Ratio superiore a 180%
  • Ipotesi di Dividend Payout ratio al 60%

LE TRE CONCRETE PROPOSTE DI PARTNERSHIP

Con riferimento agli interventi di patrimonializzazione, ove la richiesta fosse confermata dall’Autorità di Vigilanza nonostante le mutate condizioni di mercato e le nuove prospettive del Gruppo, il Piano prevede una molteplicità di alternative, tra le quali sono anche possibili combinazioni “miste” che, agli estremi, prevedono:

  • L’approfondimento della partnership con Vittoria Assicurazioni dopo le dichiarazioni apparse sulla stampa da parte della stessa Compagnia che sarebbe disponibile ad una joint venture paritaria salvaguardando i posti di lavoro e gli equilibri tra le due realtà.
  • l’intervento di uno (o più) soggetti istituzionali, in primis di Fondazione Cariverona, o di anchor investor di natura industriale, eventualmente in una SpA quotata “spin-offata” dalla cooperativa che manterrebbe il proprio status e la quotazione in borsa.
  • l’intervento preminente, nel capitale della cooperativa, di anchor investors di lungo termine di Verona e della regione del Garda, affiancati – oltre che dalla attuale compagine societaria – da un rilevante bouquet di partner industriali multispecialistici coinvolti come previsto nel Piano Industriale al punto 6. In questo ultimo progetto sarebbero coinvolti anche tutti i soci di UBI, la Banca del territorio lombardo, non allineati con il progetto di fusione di Banca Intesa.

In questo momento tutta la finanza che si identifica nei valori della Dottrina Sociale della Chiesa, sia essa di natura assicurativa o bancaria, è sotto attacco e rischia di scomparire per sempre. Per questo motivo, l’impegno di CASA CATTOLICA sia visto e interpretato come un deciso gesto di salvaguardia del territorio, dei suoi interessi e dei suoi valori fondanti.