Strada di gronda, cantieri nel 2026: parte l’iter l’opera a sud-ovest di Verona

Fissate le tappe per la strada di gronda, che dovrà facilitare la viabilità a sud-ovest di Verona. Progettazione nel 2024, approvazioni e conferenza dei servizi nel 2025, cantieri nel 2026.

Strada di gronda - mappa (2) Tommaso Ferrari
L'assessore Tommaso Ferrari mostra la mappa della strada di Gronda (ottobre 2023)
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Strada di Gronda, si parte con l’iter amministrativo. Il primo step è il cronoprogramma che elenca i macro passaggi per arrivare all’obiettivo di cantierizzare l’opera nel 2026. Nel 2024 la progettazione e nel 2025 le approvazioni, la conferenza dei servizi e tutte le autorizzazioni necessarie per l’esecuzione dei lavori.

Nel documento redatto dagli Uffici vi sono anche la descrizione dell’opera nei diversi tratti che la compongono e le previsioni di spesa.

Questo è il primo atto formale che segue l’accordo siglato lo scorso ottobre tra Comune di Verona, Società A4 Autostrada Brescia, Verona, Vicenza, Padova e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la realizzazione del collegamento viario a nord ovest della città di Verona, tra la bretella T4-T9 in corrispondenza dell’interporto di Verona e la tangenziale sud in corrispondenza con lo svincolo ‘Alpo’.

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L’accordo garantisce anche la copertura finanziaria dell’opera, che vi ha destinato i 53 milioni di euro in passato destinati al cosiddetto traforo delle Torricelle e mai realizzato.

Le prossime fasi riguardano il documento di fattibilità delle alternative progettuali, ovvero lo studio delle soluzioni migliori in termini di svincoli e viabilità; quindi l’inserimento dell’intervento nel programma triennale dei lavori pubblici, la predisposizione del documento di indirizzo alla progettazione per arrivare ad appaltare le diverse fasi di progettazione di un’opera ritenuta strategica per scaricare i quartieri di Verona Sud dal traffico di attraversamento e dal traffico pesante.

La realizzazione della strada di gronda, infatti, si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione viaria di questa parte del territorio di cui fa parte anche la Variante alla Statale 12, il progetto del ribaltamento del casello di Verona Sud, la realizzazione della linea ferroviaria Alta velocità/alta capacità. Una visione di ampio respiro che si traduce in opere che per l’Amministrazione Tommasi vogliono essere risolutive e ispirate ad un modello di città sempre più attrattiva e vivibile, anche sul fronte della mobilità privata.

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Rendering strada di gronda verona
I tratti rossi a nord e a sud sono rispettivamente quelli riguardanti Rfi e variante alla Statale 12. I tre tratti blu, azzurro e giallo compongono il completamento della nuova strada di gronda.

Il progetto della strada di gronda

Il nuovo progetto prevede la sistemazione degli attuali svincoli di ingresso e uscita così come la realizzazione di una nuova bretella a due corsie per senso di marcia comprensivi di svincoli su via Mantovana, via Chioda, via Sommacampagna, oltre a quelli all’altezza dell’Alpo e della bretella t4-t9 Fenilon/San Massimo.

Un’opera che dovrebbe alleggerire la congestione quotidiana sullo svincolo di Verona Nord, come confermano i modelli di simulazione trasportistici: la bretella sarà un bypass da nord a sud su cui verrà scaricato il traffico che oggi interessa strade cittadine come via Albere e via Mantovana e anche per le direzioni che interessano Viale del Lavoro; si potrà finalmente evitare di entrare in città, nei quartieri o circumnavigare il centro storico, perché ci saranno collegamenti diretti da nord a sud e svincoli ad hoc per inserirsi nelle arterie collegate. Ne beneficeranno tutti i quartieri della città, in particolare a sud e a ovest, sempre più interessati da un traffico, anche di mezzi pesanti, causato dalla mancanza di strade alternative.

Delle nuove infrastrutture beneficerà anche il Quadrante Europa, che avrà finalmente collegamenti diretti per chi arriva dalla parte sud della città così come da Dossobuono, Castel d’Azzano, Sommacampagna, ma anche per chi arriva da nord, che troverà due nuove strade di scorrimento con svincoli di ingresso e uscita in punti strategici del rete viaria cittadina.

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Ferrari: «Un’infrastruttura fondamentale»

«Un passo importante per dare avvio alla progettazione e poi all’esecuzione della Strada di Gronda» spiega l’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari. «Un’infrastruttura fondamentale, prevista nel Pums, richiesta dai territori e ritenuta inderogabile anche da Unioncamere Veneto, che si inserisce in una più ampia visione di riqualificazione di questa parte della città. Contiamo di concludete quest’anno la fase della progettazione per approvarla nei vari iter nel 2025 e cominciare a carantierizzare nel 2026».

Tommaso Ferrari
L’assessore alla Mobilità e alla Transizione Ecologica Tommaso Ferrari

«Con la Strada di gronda, insieme alla Variante alla Statale 12, si va a creare un bypass per tantissimi centri abitati che farà transitare la viabilità di alto scorrimento fuori dai quartieri. Uno dei problemi di Verona è che mancano infrastrutture stradali esterne alla città, motivo per il quale molti quartieri sono congestionati dal traffico» conclude Ferrari.

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L’iter per l’opera

Al dirigente della Mobilità e Traffico del Comune Michele Fasoli il compito di illustrare l’iter pianificatorio dell’opera, una strada a carreggiate separate con due corsie per senso di marcia lunga 3,4 km e idealmente suddivisa come segue:

  • nodo svincolo San Massimo: prevede l’adeguamento dello svincolo con l’allungamento delle corsie di accelerazione;
  • tratto 1: compreso tra lo svincolo Fenilon e la rotatoria denominata RA inclusa si sviluppa per circa 460 metri, sarà realizzato in sottopasso alla linea ferroviaria, questo specifico tratto fondamentale per la completezza dell’intervento, è già inserito nel progetto AV/AC Nodo di Verona ingresso Ovest e verrà realizzato totalmente a carico di RFI;
  • tratto 2: si estende per circa 960 metri e per il quale è stato già redatto un progetto definitivo commissionato dal consorzio ZAI. Questo specifico tratto prevede una dorsale principale a due corsie per senso di marcia, si sviluppa in trincea sottopassando l’esistente via Sommacampagna e conclude con una rotatoria (RB);
  • tratto 3: prosegue per circa 1420 metri e prevede il proseguimento della dorsale in trincea, la realizzazione di una rotatoria intermedia (RC) in corrispondenza di via Mantovana e la realizzazione di un sottovia che attraversa la linea ferroviaria Verona – Modena;
  • tratto 4: compreso tra via Chioda e Strada dell’Alpo il quale si estende per circa 500 metri e prevede la realizzazione di due rotatorie, rispettivamente identificate nella planimetria generale come “RD” e “RE”, per tale tratto è stato redatto il progetto definitivo denominato “PUA Corte Alberti”.

La realizzazione della “Strada di Gronda” è stata considerata in più studi di traffico. Oltre al Piano della Viabilità di Verona Sud e al PUMS sono stati condotti ulteriori studi in occasione della procedura VAS per il “PUA Corte Alberti”.

In particolare la strada è presente nello scenario di breve-medio termine che comprende, oltre al presente intervento, tutte le opere interne del comparto urbanistico denominato “Marangona”, la variante alla SS12 (che rispetto al tracciato attuale che determina in corrispondenza di via Forte Tomba viene deviata su Strada dell’Alpo) oltre che i relativi svincoli.

Dal punto di vista trasportistico i modelli di simulazione indicano che nello scenario di medio-lungo periodo (2025-2030), la realizzazione di interventi infrastrutturali quali la Strada di Gronda come sopra descritta, avrebbero un ruolo chiave nella riduzione della componente dei traffico privato nell’area centrale della città di Verona.

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