Verona punta 53 milioni sulla “strada di gronda”

I 53 milioni dell'A4 accantonati da 20 anni per il traforo vengono reindirizzati a finanziare la strada di gronda, nella zona sud-ovest di Verona. L'amministrazione intende cosi risolvere alcuni problemi di viabilità e rilanciare l'urbanizzazione della Marangona.

Strada di gronda - mappa (2) Tommaso Ferrari
L'assessore Tommaso Ferrari mostra la mappa della strada di Gronda (ottobre 2023)
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Ieri abbiamo parlato della richiesta del Comune di Verona di spostare ad altre opere i 53 milioni di euro allocati da A4 Holding per il traforo delle Torricelle. Oggi c’è l’ufficialità. Via libera anche dal Ministero delle Infrastrutture all’accordo che coinvolge Palazzo Barbieri e la società che gestisce il tratto scaligero dell’A4 per dirottare le risorse alla cosiddetta “strada di gronda”, per collegare l’arco a sud-ovest di Verona dallo svincolo dell’Alpo della tangenziale sud allo svincolo del Fenilon del tronco T4-T9.

Svincoli e intersezioni previsti anche all’altezza di via Mantovana e via Sommacampagna, con un primo tratto a nord già compreso nelle opere previste da Rfi per l’alta velocità e il collegamento a sud con la variante alla Statale 12. Un’opera – presentata questa mattina dalla vicesindaca Barbara Bissoli e dall’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari – che nell’intento dell’amministrazione Tommasi detta la visione sulla città.

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Rendering strada di gronda verona
I tratti rossi a nord e a sud sono rispettivamente quelli riguardanti Rfi e variante alla Statale 12. I tre tratti blu, azzurro e giallo compongono il completamento della nuova strada di gronda.

La strada di gronda, a differenza del Traforo, è considerata realizzabile in tempi certi: i 53 milioni di euro finanziano completamente l’opera, mentre i costi per i lavori pubblici negli ultimi anni sono lievitati.

I tempi previsti: 2024-2025 progettazione e approvazione, poi cantieri e fine lavori con inaugurazione entro il 2027-2028.

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«Si tratta di un importante bypass per varie strade cittadine che a oggi risultano spesso intasate come via Albere e via Mantovana» spiega la vicesindaca Bissoli, «può risolvere molti problemi per la città».

«È un’occasione per rilanciare l’urbanizzazione alla Marangona» dichiara l’assessore Ferrari. «Un’area così infrastrutturata può diventare appetibile per nuovi insediamenti».

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La nota del Comune

Il comunicato del Comune di Verona: «Il nuovo progetto prevede la sistemazione degli attuali svincoli di ingresso e uscita cosi come la realizzazione di una nuova bretella a due corsie per senso di marcia comprensivi di svincoli su via Mantovana. Un’opera che alleggerirà la congestione quotidiana sullo svincolo di Verona Nord.

Prende così forma il grande puzzle per riqualificare a livello di infrastrutture la zona sud della città, sgravando i quartieri dal traffico e rilanciandone l’elevata vocazione logistica e produttiva. La realizzazione della strada di gronda, infatti, si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione viaria di questa parte del territorio di cui fa parte anche la Variante alla Statale 12 e il progetto del ribaltamento del casello di Verona Sud. Una visione di ampio respiro, che si traduce in opere che vogliono essere risolutive e ispirate ad un modello di città sempre più attrattiva e vivibile.

I modelli di simulazione trasportistici non lasciano spazio a dubbi. La bretella sarà un bypass da nord a sud su cui verrà scaricato il traffico che oggi interessa strade cittadine come via Albere e via Mantovana e anche per le direzioni che interessano Viale del Lavoro; si potrà finalmente evitare di entrare in città, nei quartieri o circumnavigare il centro storico, perché ci saranno collegamenti diretti da nord a sud e svincoli ad hoc per inserirsi nelle arterie collegate. Ne beneficeranno tutti i quartieri della città, in particolare a sud e a ovest, sempre più interessati da un traffico, anche di mezzi pesanti, causato dalla mancanza di strade alternative.

Delle nuove infrastrutture beneficerà anche il Quadrante Europa, che avrà finalmente collegamenti diretti per chi arriva dalla parte sud della città così come da Dossobuono, Castel d’Azzano, Sommacampagna, ma anche per chi arriva da nord, che troverà due nuove strade di scorrimento con svincoli di ingresso e uscita in punti strategici del rete viaria cittadina.

La Strada di Gronda rappresenta inoltre un importante volano per lo sviluppo dell’area della Marangona, un triangolo di circa 1 milione 500 metri quadrati a sud est del Comune, in larga parte di proprietà del Consorzio Zai, compreso tra l’autostrada Milano-Venezia (A4), la ferrovia Bologna-Verona e la ferrovia Verona-Mantova. È indubbio che l’infrastrutturazione da qui a pochi anni, di una strada a due corsie per senso di marcia che interesseranno l’area della Marangona, alzeranno in modo esponenziale il valore urbanistico ed attrattivo della stessa.

L’accordo a tre stabilisce le attività e gli oneri di ciascuna parte. E, soprattutto, conferma lo stanziamento a favore del Comune della somma di 53 milioni di euro che, a quanto stimato, coprirà per intero i costi dell’infrastruttura».

Cronistoria. I 53 milioni oggi a disposizione del Comune per l’opera sono i 163 miliardi di lire oggetto del primo accordo tra Comune e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per realizzare il Traforo delle Torricelle. Era il 1999. Da allora non solo il progetto è stato più volte cambiato a seconda delle Amministrazioni che si susseguivano, ma con la venuta dell’Euro i 163 miliardi di lire sono stati convertiti negli attuali 53 milioni di euro, somma rimasta invariata dal 2000 ad oggi ma il cui valore non è certo lo stesso. Basta confrontare i prezzi sulle opere pubbliche di oggi con quelli di 10 anni fa per capire il tasso di svalutazione della somma in oggetto. Rispetto al 2005, per realizzare 1 km di autostrada oggi costa il 43% in più (dati Istat). Senza tener conto che le opere in galleria sono soggetti a costi molto più ampi per ottemperare a specifiche misure tecniche e di sicurezza.

L’opera è stata presentata questa mattina in sala Arazzi dall’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari, dalla vicesindaca con delega alle Infrastrutture Barbara Bissoli e dal dirigente alla Mobilità del Comune di Verona Michele Fasoli

«È un gran giorno per Verona – ha commentato l’assessore Tommaso Ferrari – perché annunciamo un’opera importante per la viabilità cittadina e fondamentale per sgravare il traffico, pesante e non, grazie alla realizzazione di un bypass che andrà ad alleggerire il transito nei quartieri a sud della città evitando i nodi ormai sotto gli occhi di tutti. Inoltre va sottolineato come la Strada di Gronda interessi la zona della Marangona, per rimarcare la differenza tra un’area ‘vergine’, che necessita di un coefficiente di sviluppo di un certo tipo, rispetto ad una infrastrutturata, che invece è un volano per la sua espansione. Questa intrastruttura inoltre potenzia l’altro asset della città, il Quadrante Europa, aiutandone la tenuta e l’economia, andando anche nella direzione intrapresa riguardo al tema dello sviluppo della Marangona. Quindi crediamo, come Amministrazione responsabile e che vuole inaugurare una stagione di infrastrutture pubbliche nella nostra città, che investire questi soldi, stanziati da tanto tempo e rischiando anche di perderli, è un’occasione da non farsi scappare. Non è una vittoria dell’Amministrazione Tommasi, ma della città, perché grazie ad un grande lavoro di squadra interessa i quartieri e il comparto economico di Verona. Questa linea tracciata è una parte della nostra visione, che dovrà riguardare anche altri assi di sviluppo, perché una città che non fa infrastrutture e non si sviluppa in modo sostenibile perde attrattività».

«Il nostro pensiero – ha affermato la vicesindaca Barbara Bissoli – si rivolge alle strumentazioni generali della città di Verona e in tal senso abbiamo avviato gli iter, i procedimenti per mettere in campo tutti i professionisti che si occupano di fare revisione del PRC – PAT – PI, e tra questi professionisti abbiamo già incaricato un gruppo di lavoro che si occuperà di viabilità e trasporti. Credo che sia la prima volta ma abbiamo ritenuto sia assolutamente necessario perché la città di Verona è interessata e sarà interessata da una miriade di infrastrutture. Le riflessioni sono sulla necessità di infrastrutture che possano scaricare il traffico che oggi interessa in modo eccessivo strade cittadine come via Albere e via Mantovana”. – E aggiunge la vicesindaca con delega alle Infrastrutture Barbara Bissoli – “Ci siamo resi conto che questo bypass potrebbe essere un intervento veramente risolutivo per questa porzione di territorio e per la viabilità della città. Abbiamo quindi ritenuto di provare ad investire su questo bypass utilizzando un finanziamento che giaceva nei bilanci da più di 20 anni. Grazie al lavoro di squadra siamo riusciti a chiudere questo accordo con il Ministero competente e A4 per avere la disponibilità di questa somma. Auspichiamo che questa arteria viaria non solo risolva importanti problemi viabilistici della città, ma che abbia la capacità di rilanciare il programma di urbanizzazione e sviluppo della Marangona, un volano importante per lo crescita della città. È motivo di particolare soddisfazione riuscire a distanza di 20 anni dall’adozione del PAT mettere a terra quelle che erano state le scelte strategiche che tutt’ora condividiamo e fatte a suo tempo con lungimiranza ma mai attuate. Mi riferisco ad esempio all’iniziativa di dare attuazione al Parco delle Mura e al Parco dell’Adige».

Le reazioni della maggioranza

Gruppo Damiano Tommasi Sindaco

Per il gruppo consiliare Damiano Tommasi Sindaco, dichiarano la capogruppo Annamaria Molino, Lorenzo Didonè e Paola Poli: «Si tratta di una infrastruttura molto importante, a vantaggio del traffico dell’intera città. In particolare, per Santa Lucia e Golosine, la Strada di Gronda aiuta a eliminare il traffico di puro attraversamento lungo Via Albere, Via Mantovana e Via Carlo Alberto Dalla Chiesa. È un passaggio necessario per riqualificare la vivibilità nei quartieri a sud, dando la possibilità di attivare nuove soluzioni ai collegamenti interquartierali, secondo le logiche della mobilità dolce e sostenibile. L’opera è importante anche come volano per lo sviluppo del Quadrante Europa e della Marangona, un’altra infrastruttura della quale si parla da molto tempo».

«Il rilancio di quest’opera da tanti anni ipotizzata e mai realizzata è il risultato di un grande lavoro di squadra e di ascolto dei bisogni della cittadinanza, nel quale è stato importante il contributo di idee dei consiglieri comunali e circoscrizionali DTS della 4a circoscrizione,
Questa è una delle molte infrastrutture che intendiamo realizzare, come amministrazione, per far diventare Verona una città moderna, europea, con una mobilità dolce e sostenibile».

Partito Democratico

Per il Gruppo consiliare comunale Pd Fabio Segattini, Francesco Casella, Carla Angoli, Alberto Falezza insieme al segretario provinciale Franco Bonfante, dichiarano: «Come Pd respingiamo la politica che pensa di avere la bacchetta magica su tutto. Soprattutto respingiamo i politicanti che pretendono di indicare agli altri gli obiettivi che loro in prima persona non sono riusciti a conseguire quando hanno avuto responsabilità amministrative. E così crediamo la pensi una parte rilevante dei cittadini veronesi che hanno dato la fiducia a questa nuova amministrazione comunale».

«La strada di gronda è un’opera utile al territorio, sia ai quartieri in quanto risolve problemi di attraversamento delle aree situate alle estreme periferie Sud e Ovest della città ma anche di una parte dei comuni della cintura, sia allo sviluppo della Marangona, fissandone allo stesso tempo un limite invalicabile. Inoltre, è interamente finanziabile grazie ai 53 milioni delle Autostrade».

«Coloro che tornano ad invocare il traforo come panacea di tutti i mali dovrebbero spiegare come mai non sono riusciti nemmeno a finanziarlo negli ultimi 15 anni in cui – magari con casacche diverse, ma comunque appartenenti alla stesa area politica – sono rimasti ininterrottamente al governo della città».

«La ragione, arcinota, è riconducibile ad un progetto dai costi immani (330 milioni di euro più Iva nella delibera del 2009, saliti a 524 milioni Iva compresa in una delle ultime delibere del 2011) non bancabile in quanto non sostenibile dal punto di vista finanziario oltre che ambientale. Il traforo corto è stata una opzione considerata che tuttavia non offre lo stesso livello di soluzioni della precedente e costa quasi il doppio della strada di gronda (si comincia a ragionare dai 100 milioni di euro)».

«Ci verrebbe facile rintuzzare i leghisti che ora protestano dicendo che Salvini potrebbe distogliere una parte dei 5 miliardi destinati al ponte di Messina, ma il governo della città è una cosa seria: la scelta è tra tenere sottoterra il “gruzzolo” per altri 5 anni, attendendo la sua ulteriore svalutazione in vista della prossima campagna elettorale, oppure impiegare finalmente queste risorse per un’opera che, come ogni intervento infrastrutturale, non è di per se risolutiva se non viene accompagnata da una politica coerente. E’ questo quanto si appresta a fare l’amministrazione comunale, che come Pd appoggiamo pienamente: smobilitare risorse a favore dei quartieri e dello sviluppo economico e attuare una politica di riduzione dell’uso dell’auto privata in favore del trasporto sostenibile. Il vezzo di fare di un’opera una bandiera politica lo lasciamo alle opposizioni».

Traguardi

«Dopo l’unificazione dei sottopassi di via Città di Nimes, la firma dell’accordo per la realizzazione della strada di gronda. A Verona, possiamo dirlo senza timore di essere smentiti, è stata finalmente inaugurata una stagione di nuove infrastrutture strategiche per il territorio comunale e non solo» è la dichiarazione che arriva dal movimento civico Traguardi.

«È il segno della volontà di questa Amministrazione di tornare a costruire grandi opere pubbliche necessarie alla vita della comunità e, quindi, di far ripartire una città che da troppi anni era ferma e chiusa in se stessa. Tutto questo anche grazie al lavoro messo in campo dall’assessore Tommaso Ferrari. In questi risultati c’è l’impegno di una classe dirigente che sa dare risposte concrete e storiche per lo sviluppo della Verona del futuro».