Rete studenti Medi di Verona, Velotta: «Investire nel futuro del Paese»

Camilla Velotta, Coordinatrice della rete degli studenti Medi di Verona, è intervenuta ai nostri microfoni per manifestare il dissenso degli alunni all'allungamento fino al 31 gennaio 2021 della DAD per le superiori.

A tenere banco in questi giorni il tema della scuola e della DAD per le superiori in Veneto fino al 31 gennaio. Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta hanno invece riaperto le porte ai ragazzi per il 50% della capienza. Le altre regioni avranno invece il rientro nel periodo che va dal 18 al 31 gennaio 2021. La decisione del Governatore Zaia in Veneto ha destato non poche perplessità e anche alcuni dubbi sulla gestione dell’emergenza. Per parlare di questa tematica è intervenuta ai nostro microfoni Camilla Velotta, Coordinatrice della rete degli studenti Medi di Verona.

Partiamo subito dalle criticità della DAD. «La didattica a distanza evidenzia un paio di problemi strutturali, sicuramente dal punto di vista sociale è la morte del diritto allo studio e in questo momento è “bloccato” l’ascensore sociale che la scuola rappresenta. Le diseguaglianze sociali sono pressanti, soprattutto nelle famiglie numerose. Rispetto a marzo dei miglioramneti sono stati fatti, molte scuole hanno fornito degli strumenti ma la situazione non è facile. Dal punto di vista psicologico crea molti problemi, perché si è davanti ad uno schermo ogni giorno e sale il livello di isolamento».

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«Leggevo ad esempio di un rapporto di Save the Children secondo il quale sono 34mila gli studenti che vorrebbero abbandonare gli studi e questo è qualcosa che rattrista e mi fa arrabbiare, perché significa che non sono stati tutelati» prosegue. «Da marzo, dopo tre mesi di DAD, credevamo che nel periodo estivo ci fossero i tempi per strutturare un piano di rientro in sicurezza prolungato. Purtroppo quel tentativo, iniziato a settembre, poco dopo si è drasticamente interrotto. Da novembre è infatti ricominciata la DAD. I nodi cruciali sono sicuramente l’edilizia scolastica e i trasporti e quello che chiediamo alla nostra regione è di investire in questi campi perché si possa rientrare al più presto in classe».

«In questo momento non si sta investendo nell’istruzione, qualcosa che non si fa da molti anni ma che in questo momento è ancora più evidente. Si dovrebbe iniziare ad investire sul nostro futuro che poi è anche il futuro del nostro Paese» conclude. «Abbiamo manifestato il nostro dissenso contro la decisione di prolungare la DAD fino al 31 gennaio in un sit in il 7 gennaio scorso ma in realtà è da fine agosto stiamo chiedendo in Regione un tavolo di confronto perché pensiamo che chi vive la scuola debba essere coinvolto in queste decisioni. In realtà poi il confronto non c’è mai stato».

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