Coach Ramagli: «Vi racconto la mia Tezenis»
Coach Ramagli: «Vi racconto la mia Tezenis»
La composizione della squadra, l’obiettivo, l’entusiasmo che è diventato un’onda lunga da “surfare” in questo nuovo anno: coach Ramagli racconta la sua nuova Tezenis all’inizio della nuova stagione dopo l’entusiasmante cavalcata dello scorso campionato.
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L’importanza di lasciare indietro il passato
«Il mio pensiero è che non si vive di passato. Bisogna essere bravi a vivere il presente per preparare al meglio il proprio futuro. Le belle sensazioni rimangono, le immagini che abbiamo tutti quanti negli occhi e nel cuore però dobbiamo dimenticarle, farlo in fretta e sintonizzarci immediatamente su una lunghezza d’onda diversa. Sarà un campionato differente. Le nostre richieste dovranno essere diverse e dovremo essere molto auto esigenti per restare dentro a questo campionato».
La squadra
«C’è una parte di giocatori che sono stati con noi nella passata stagione, ben sei. Abbiamo rinnovato il pacchetto dei playmaker. A Davide Casarin, che già era con noi, si sono aggiunti Cappelletti e Imbrò. Direi che sono tre giocatori molto complementari per caratteristiche anche fisiche anche se ognuno di loro può spaziare anche nella posizione di guardia. Abbiamo tre guardie: Karvel Anderson, Wayne Selden e Liam Udom. Quattro ali. Guido Rosselli, il nostro capitano, Alessandro Ferrari, Xavier Johnson e infine Aric Holman. Poi abbiamo i due centri, che sono diametralmente opposti. Da una parte un atleta grande, grosso e tiratore come Francesco Candussi; dall’altra Taylor Smith. Smith è un giocatore che fa dell’eclettismo, della versatilità e dell’intelligenza cestistica il suo cavallo di battaglia. Due giocatori molto diversi che però avranno la possibilità, secondo me, di dare il giusto completamento nel pacchetto dei lunghi».
«I giocatori vanno visti in campo, soprattutto quelli nuovi. Sembra una squadra che può correre perché ha nei palleggiatori e nei playmaker atleti che possono giocare ad alto ritmo. Una squadra che può giocare anche nei primi secondi, che deve giocare sull’eclettismo dei suoi giocatori base ma soprattutto che deve mantenere un qualcosa che dallo scorso anno ce la dobbiamo portare dietro cioè una solidità difensiva senza la quale si va poco lontano e un controllo dei tabelloni che, per il mio modo di pensare alla pallacanestro, deve rappresentare un elemento fondamentale».
Gli obiettivi
«Il nostro obiettivo è chiaro, dobbiamo salvarci. Non dobbiamo fare tanti giri di parole o voli pindarici. Si tratta di un campionato che secondo me ha mantenuto l’alta qualità che aveva nelle passate stagioni nella parte alta della classifica. Milano e Bologna sono le due squadre che in Eurolega giocheranno per fare i playoff e quindi si capisce che tipo di struttura possono portare in campo. Secondo me il livello medio si è alzato».
I punti di forza
«Sicuramente senza dover usare delle parole troppo scontate, l’entusiasmo dovrà essere il nostro punto di forza. Una squadra che vince il campionato, lo vince senza aspettarselo, lo vince nel modo in cui l’abbiamo vinto noi, con un crescendo di presenze di pubblico e un trasporto importante, deve ripartire da quello. L’onda della promozione è diventata un’onda lunga: qui dobbiamo essere bravi a surfare per portarcela dietro tutta la stagione, anche nei momenti difficili che, in un campionato come questo ci saranno».
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