Richiedenti asilo a Castagnè, la parola ai residenti

Nuove polemiche sui richiedenti asilo che dovevano essere ospitati in una struttura di Castagnè, in località Valle, data in gestione alla cooperativa San Francesco. A precisare la loro posizione in merito anche alcuni residenti della zona.

Non cessano le polemiche sulla vicenda, salita agli onori della cronaca nei giorni scorsi, riguardo la sorte dei richiedenti asilo che il 13 luglio erano stati trasferiti da Bovolone a Castagnè, in località Valle, sotto la gestione della cooperativa San Francesco.

Le prime controversie erano emerse all’arrivo dei ragazzi nella sede ospitante, una struttura abbandonata da circa vent’anni, di soli 53 metri quadri e con alcune sezioni abusive. A dare il via alle proteste erano stati alcuni residenti a cui avevano fatto eco anche gruppi come Verona ai Veronesi. I richiedenti asilo, sentendosi minacciati, dopo aver appurato anche “l’isolamento” della struttura, si sono rifiutati di sottoscrivere il trasferimento.

Stamane, in presidio di fronte alla Prefettura, alcune organizzazioni tra cui: Assemblea 17 dicembre, Circolo Pink Verona, Potere al Popolo Verona, Laboratorio Autogestito Paratod@s e Associazione Equilibrio Precario si sono riunite per chiedere di riammettere i ragazzi nel sistema dell’accoglienza, dato che dopo il rifiuto del trasferimento ora rischiano l’espulsione. Chiesti a gran voce anche provvedimenti nei confronti delle cooperative che, secondo i protestanti “sfruttano il sistema di accoglienza ai danni dei richiedenti asilo”.  Non si è fatta attendere anche la risposta della cooperativa che ha dichiarato di “aver agito sempre nella totale legittimità”.

Anche alcuni residenti di Castagnè, dove dovevano essere trasferiti i tre richiedenti asilo, si sono fatti sentire per precisare la loro posizione nei confronti della vicenda.

Riceviamo e pubblichiamo la nota di una delle residenti:

La protesta messa in atto dai confinanti non era, non è e non sarà mai rivolta alle persone richiedenti asilo, ma è stata, è e sarà sempre rivolta alle condizioni di sicurezza igenico sanitaria e propria dei confinanti e delle persone ospitate nella casa, motivazioni già in valutazione dal comune di Mezzane di Sotto e già al vaglio della stessa prefettura di Verona, condizioni discusse anche nell’incontro tenutosi presso il comune Venerdì 20 Luglio, sempre per dovere di chiarezza ci teniamo a precisare l’incontro era privato, richiesto dai noi confinanti al Sindaco Sella per avere delucidazioni ed aggiornamenti sugli eventi relativi alla questione ma, visto l’ampio interesse dimostrato dai residenti, si è deciso di svolgerlo in pubblico ed a tale incontro ha partecipato anche la stessa rappresentante di assemblea 17 Dicembre, assieme ad altri rappresentati di altre associazioni con il medesimo scopo, da voi intervistata e con i quali abbiamo intrattenuto un colloquio post incontro dove avevamo già chiarito quanto stiamo scrivendo ora. Ci dispiace che anche chi dice di intervenire in loro tutela riporti delle inesattezze, per non dire calunnie, che riteniamo con l’unico scopo di avere un maggior impatto mediatico, il che ai nostri occhi non li rende diversi da chi li sfrutta con altri fini.

A fronte di quanto fino a qui espresso, vogliamo fare delle puntuali precisazioni

  • Da parte nostra non è mai stato minacciato nessun richiedente asilo (men che meno di morte), sono state usate parole anche dure, ma sempre e solo nei confronti delle persone responsabili della Cooperativa San Francesco in quanto riteniamo che stipare 10 persone, perché questo era il numero comunicato, in 53 mq in uno stabile come quello in questione sia inumano e rischioso per la salute loro e nostra.
  • I primi 7 richiedenti asilo viste le condizioni dello stabile, l’ubicazione del luogo, la mancanza dei più elementari servizi si sono rifiutati di entrare, e questo è stato verificato da pubblici ufficiali del comune e dei carabinieri presenti sul luogo e a noi riportato e chiaramente ribadito dal Sindaco Sella durante l’incontro del 20 Luglio.
  • Siamo dispiaciuti per l’attuale situazione dei richiedenti asilo a cui è stata notificata la revoca di accoglienza, non conosciamo le dinamiche e le normative che regolamentano il tema, ma confidiamo che con il supporto dell’associazione intervistata possano arrivare ad una soluzione del problema.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.