Accordi al ballottaggio? Forza Italia apre la porta

«Forza Italia, Tosi e la coalizione sono aperti al confronto sui programmi» dichiara Alberto Bozza. Archiviato il primo turno, si discute a Verona di possibili accordi per il ballottaggio.

Forza Italia Palazzo Barbieri
Gli esponenti di Forza Italia insieme a Flavio Tosi

Forza Italia per il ballottaggio attende «un segnale concreto e tangibile» da Sboarina

Chiuso il primo turno, a Verona c’è già fermento per il ballottaggio del 26 giugno. Il candidato Flavio Tosi ha conquistato il 23,88% dei voti. Porta quindi in dote 25.852 voti, che saranno da spartire fra Damiano Tommasi (39,79%) e Federico Sboarina (32,69%).

Pur considerando la libertà degli elettori nell’urna e il tipico calo di affluenza al ballottaggio, sono da valutare eventuali accordi ufficiali fra i candidati o le liste e i partiti che compongono la coalizione.

Alberto Bozza
Alberto Bozza

In questo senso, il capolista di Forza Italia, tosiano di ferro, Alberto Bozza ha diffuso oggi un comunicato in cui afferma, per conto del partito e della coalizione di Tosi: «Siccome Forza Italia, Tosi e la coalizione sono aperti al confronto sui programmi, ci aspettiamo che Sboarina, o chi per esso, dia un segnale concreto e tangibile a tutta la Verona liberale e moderata di centro-centrodestra rappresentata da quel 24% della coalizione che si identifica in Tosi-Forza Italia. E i segnali concreti e tangibili non sono certamente i generici appelli, o asserire di voler parlare con Forza Italia ma non con Tosi e la coalizione».

Oggi alle 18 su Radio Adige Tv è stato ospite il coordinatore provinciale di Forza Italia Claudio Melotti. Il partito ha conquistato 4.464 voti, ovvero il 4,34%. Per preferenze fra i forzisti primo Alberto Bozza con 486, seguito da Salvatore Papadia (377) e Mauro Spada (310).

«Nella sconfitta che dobbiamo accettare, Forza Italia ha avuto questo buon risultato, che ci permette di riguadagnare spazi per un partito moderato, di ispirazione cristiana ed europeista» ha detto Melotti. «Abbiamo sempre detto che Forza Italia è il centro del centrodestra. La nostra cornice è questa. Il richiamo di Sboarina lascia il tempo che trova. Quello che ci interessa è il dialogo con il resto del centrodestra, per non vedere Bertucco alla guida della città».

In serata si terrà un incontro fra i vertici del partito, per decidere come affrontare le prossime ore. In ogni caso, dice Melotti, l’accordo non sarà inseguito «a ogni costo. Non vogliamo che il nostro patrimonio di dignità venga disperso, qualora non si trovasse un accordo soddisfacente con la compagine di Sboarina».

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Claudio Melotti, coordinatore provinciale di Forza Italia.
Claudio Melotti, coordinatore provinciale di Forza Italia

Già ieri sera, lo stesso Flavio Tosi aveva rimarcato: «Io e Forza Italia in primis, avevamo detto di considerare questo voto come le primarie del centrodestra che poi si sarebbe riunificato. Adesso siamo in attesa di ciò che ci verrà detto dai candidati sindaci: c’è un dato e quello bisogna considerare».

Anche Federico Sboarina aveva rivolto le prime dichiarazioni proprio al partito di Berlusconi: «Nei prossimi giorni daremo spazio alle riflessioni, ma è chiaro che ci sarà un canale aperto con Forza Italia. Una strada che ho intenzione di percorrere perché qui è in gioco il futuro della città».

Damiano Tommasi non sembra invece curarsi troppo di accordi con la coalizione tosiana: «Il nostro messaggio è molto chiaro: siamo una novità per Verona, voglio dire che la città ha capito la novità, sorprendendoci. Speriamo che sia così anche il 26, mi dispiacerebbe un calo dell’affluenza, perché credo molto nella partecipazione, al di là di chi si andrà a votare».

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Il deputato della Lega, e consigliere comunale uscente, Vito Comencini a Radio Adige Tv ha dichiarato: «È il momento di iniziare a dare voce, ascolto e coinvolgere l’elettorato di centrodestra a 360 gradi, partendo sicuramente da Forza Italia che, al primo turno, ottenuto un risultato importante, sopra il 4%. L’elettorato (di centrodestra) a questo punto si trova di fronte a una scelta di campo decisiva, importantissima».

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«Dialoghiamo con tutti, ma un accordo di palazzo snaturerebbe la candidatura di Tommasi. Parlare con tutti, ma apparentamenti no» è il punto del senatore del Partito Democratico Vincenzo D’Arienzo.

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