Caos in Agsm, si è dimesso Finocchiaro

Daniele Finocchiaro era stato chiamato alla presidenza di Agsm nella primavera del 2019. Dopo mesi di tensioni sulle aggregazioni, ieri sera si è dimesso dalla carica.

Daniele Finocchiaro ex presidente agsm
Daniele Finocchiaro

Daniele Finocchiaro era stato chiamato alla presidenza di Agsm nella primavera del 2019. Una scelta “tecnica”, dopo la rottura fra l’amministrazione comunale di Verona e il precedente presidente Michele Croce. Ieri sera si è dimesso dalla carica, dopo mesi di tensioni sulle aggregazioni.

Per Croce e Sardos Albertini «un atto dovuto»

«Riteniamo le dimissioni di Finocchiaro un atto dovuto e, anzi, tardivo» dicono due ex presidenti di Agsm, Michele Croce e Gian Paolo Sardos Albertini. «La vendita di Agsm alla milanese A2A non avrebbe portato alcun vantaggio per Verona ed è stata tentata violando le norme di legge sulle gare europee. Ciò lo abbiamo dimostrato addirittura intervenendo e vincendo un ricorso cautelare proprio contro A2A (ordinanza TAR Lombardia n. 869 del 26/06/2020)».

Michele Croce e Gian Paolo Sardos Albertini
Michele Croce e Gian Paolo Sardos Albertini

«Siamo stati costretti a formalizzare nei confronti del dottor Finocchiaro e del sindaco di Verona esposti e denunce, alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti ed all’Anac, oltre che diffide dal proseguire l’illecito percorso di fusione, l’ultima delle quali proprio poche ore fa, il 4 agosto».

«Per tutti questi motivi, nella qualità di cittadini di Verona e, quindi, di azionisti di Agsm, prima ancora di past president di questa gloriosa società, accogliamo le dimissioni del dottor Finocchiaro come atto dovuto e finale di una gestione arbitraria e contra legem, che la Giustizia non tarderà in ogni caso a certificare».

«La Città di Verona ha scampato un gravissimo pericolo e ringraziamo tutti i veronesi per la vicinanza dimostrateci nelle azioni portate avanti in questi mesi» concludono Croce e Sardos Albertini.

Traguardi: «sconfitta per Sboarina»

Tommaso Ferrari

«Le dimissioni di Finocchiaro sono l’ennesima sconfitta per Sboarina che si dimostra ancora una volta incapace di dare una direzione precisa ad Agsm» dice il consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari. «L’alternarsi di due presidenti di Agsm in tre anni rappresenta un record imbarazzante per questa amministrazione, incapace e dilaniata da scontri interni, interessata solo a logiche di potere».

«La Lega infatti, principale responsabile, punta alla stallo chiedendo di fermarsi all’aggregazione con Aim Vicenza, noi invece, come Traguardi, offriamo con la nostra mozione uno scenario opposto: continuare con i percorsi di aggregazione con logiche trasparenti e di mercato, con una visione industriale a lungo termine».

«La totale incapacità gestionale, vittima di una lotta fratricida tra i partiti della maggioranza, reca invece grande danno alla città e rende evidente l’inadeguatezza dell’attuale maggioranza. Una cartina di tornasole dell’immobilismo di questa amministrazione e di una città che negli ultimi vent’anni manca di decisioni strategiche».

Per il Pd «il sindaco deve assumersi tutte le responsabilità»

«Le dimissioni di Finocchiaro erano inevitabili, non avendo più maggioranza in cda già da giungo, ma rappresentano un grave danno per la città, in quanto bloccano un percorso di rafforzamento della nostra principale multiutility, Agsm, di cui c’è ancora assoluto bisogno, anche dopo l’avvio del processo di fusione con Aim» dicono gli esponenti del Pd di Verona Luigi Ugoli, segretario cittadino, e i consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani.

Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani
I consiglieri del PD Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

«Di questa sconfitta il sindaco deve assumersi tutte le responsabilità e trarne le conseguenze: diversamente da quanto promesso in consiglio comunale, non ha saputo garantire una maggioranza e un percorso adeguatamente trasparente ad un processo di crescita che avrebbe dovuto coinvolgere e riflettersi su tutta la città».

«È d’accordo, ora, Sboarina, che Agsm ritorni alle vecchie logiche di azienda isolata al servizio della politica e dei politici, come chiedono esplicitamente il leader di fratelli d’Italia Ciro Maschio e altri leader di maggioranza? Se non è d’accordo con queste vecchie logiche, deve trovare una soluzione per portare avanti, fino alla gara pubblica, il confronto tra le offerte arrivare da A2A, Hera, Alperia e Dolomiti Energia. Altrimenti non gli resta che prendere atto dell’ennesimo grave fallimento e mandare a casa l’intera maggioranza».

Bertucco: «Sindaco incapace di gestire la maggioranza»

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona
Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona

«Al di là delle divergenze politiche sul futuro di Agsm, le dimissioni di Finocchiaro sono un brutto colpo per la città, perché oltre a bruciare il terzo presidente di Agsm in tre anni, lasciano l’azienda nel guado di una delicata transizione che rischia di mettere in pericolo anche il futuro del personale della multiutility veronese» dice il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco.

«Si dimostra ancora una volta l’incapacità del Sindaco nel gestire la propria maggioranza, prima compattamente a favore dell’operazione per la ricerca del partner industriale, senza gara ad evidenza pubblica, ma poi divisa quando si è trattato di arrivare al “dunque”. Il compiacimento espresso oggi da Gasparato di Verona Domani, mostra come l’unico valore capace di guidare le scelte della maggioranza sia la spartizione delle poltrone nelle aziende».

Salemi: «Un’opportunità persa»

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Orietta Salemi

«Le dimissioni di Finocchiaro rappresentano l’ennesimo atto di una città ormai votata alla paralisi di iniziative e un’opportunità persa a causa di veti e controveti che rispondono solo a logiche provincialiste» dice Orietta Salemi di Italia Viva, consigliere regionale.

«Se la politica abdica al suo ruolo, non c’è crescita e sviluppo, non c’è futuro. La politica è responsabilità e coraggio: questa amministrazione, assodata la correttezza di una procedura, doveva uscire dalla miopia di una non scelta, ma “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, come diceva Manzoni, così i professionisti se ne vanno e la città è sempre più povera».

Giorgetti: «Una sconfitta per Verona»

Massimo Giorgetti

«Le dimissioni di Daniele Finocchiaro da presidente di Agsm sono una sconfitta per Verona, un duro colpo alla credibilità della città e la dimostrazione che è impossibile gestire qualsiasi operazione, tantomeno una delicata come l’aggregazione, senza il coinvolgimento profondo e trasparente di tutte le parti sociali e della Politica, che deve tornare a essere protagonista nelle scelte dell’azienda» commenta Massimo Giorgetti, di Fratelli d’Italia, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto.

«L’errore strategico è del sindaco, ma adesso non si perda tempo con le polemiche e si rimetta in moto la macchina con la nomina di un nuovo presidente che abbia esperienza, autorevolezza agli occhi delle forze politiche ed economiche e, soprattutto, sappia interpretare gli indirizzi degli azionisti. Perché non accada come con Amia, sulla quale nulla ancora è stato deciso, nonostante il Consiglio comunale si sia espresso chiaramente sulla gestione dei servizi ambientali, che deve rimanere in capo al Comune di Verona». 

Per Tosi le dimissioni di Finocchiaro sono «il funerale politico di Sboarina»

Flavio Tosi

«Le dimissioni di Finocchiaro sono, fortunatamente, la pietra tombale sull’operazione di svendita di Agsm alla milanese A2a. E celebrano anche il funerale politico dell’attuale e precario Sindaco Sboarina» spiega il consigliere comunale Flavio Tosi.

«È un bene per i veronesi che Finocchiaro abbia rassegnato le dimissioni, sarebbe utile per Sboarina fare lo stesso, ma sappiamo che invece si inchioderà alla sedia ancora di più per disperazione. Questo per i veronesi non è positivo perché per un anno e mezzo avremo una maggioranza e un Sindaco ancora più immobili di quanto non siano già stati in questi tre anni e oltre, ma la buona notizia per i cittadini è che non si troveranno l’azienda più importante della città regalata ad A2a con tanto di taglio di posti di lavoro, aumento di bollette e tassa rifiuti e riduzione dell’indotto per il nostro territorio».

Tosi aggiunge: «L’operazione di Agsm con A2a aveva contorni oscuri e opachi, potrebbe anche essere stata illegale, di certo non è un caso che appena il sottoscritto si è mosso con Procura e Anac per denunciare che Sboarina stava procedendo senza gara europea giustificandone l’assenza con l’infungibilità di A2a, proprio Sboarina con la coda tra le gambe è tornato indietro e ha optato per la gara europea, negando tra l’altro che lui avesse mai parlato di infungibilità di A2a. Sappiamo che non è così e lo dimostra il verbale dell’aprile del 2019 del cda di Agsm, in cui il Sindaco spinge per la fusione con A2a parlando espressamente di infungibilità della multiutility milanese. Quindi abbiamo un Sindaco che non solo ha spinto e sponsorizzato un’operazione con seri dubbi di legalità, ma che è anche un bugiardo conclamato».

Chi è Daniele Finocchiaro

Già presidente e amministratore delegato di GlaxoSmithKline spa, Daniele Finocchiaro è anche presidente del Consiglio di amministrazione dell’Università di Trento. Il 10 aprile 2019 è stato nominato dall’assemblea dei soci presidente di Agsm, succedendo a Michele Croce. Ha ricoperto tale carica fino a ieri, 5 agosto 2020.