Il nuovo presidente: «Non mi interessa il passato: Agsm è patrimonio di tutti»

Prima riunione del nuovo Consiglio di amministrazione dopo l’era Croce. Il presidente Finocchiaro: «Agsm non è un patrimonio di qualcuno, è patrimonio di tutti».

Non vuole essere ritratto con quel quadro che troneggia sulla parete destra della sala cda della multiutility. Un dipinto avvolto da un’atmosfera tempestosa, lontana dall’impronta limpida che Daniele Finocchiaro vuole dare al management della municipalizzata di Verona. Nonostante l’accorgimento, rimangono comunque non del tutto sereni i cieli sopra Agsm.  Negli ultimi giorni ha generato sconcerto il caso dei documenti apparsi sulle bacheche della municipalizzata  che restituivano, in vista dell’aggregazione con Aim e A2A, un piano esuberi dalle conseguenze imponenti con ben 223 licenziamenti. L’assessore alle Partecipate Polato e lo stesso sindaco hanno smentito la veridicità dei fogli e così ha fatto lo studio Advisor Pwc che avrebbe redatto il piano. Il tema rimane comunque quello che si gioca al tavolo di A2A per l’acquisto di alcuni rami dell’azienda Ascopiave Treviso (lunedì scade il termine per presentare l’offerta). In allerta l’opposizione (Pd) ma anche malumori in seno alla maggioranza (Lega e Verona Domani). C’è chi teme, nel dialogo con il colosso A2A, una perdita di leadership della municipalizzata veronese.

«Nessuna bufera politica» rassicura il sindaco Sboarina che elenca le tre le direttrici sulle quali vuole innestare l’incedere del nuovo management «Crescere in un mercato che va molto veloce, tenere sempre come priorità il legame con il territorio, puntare al mantenimento e all’incremento dei posti di lavoro».