Rientrati cento volontari veronesi dall’emergenza in Emilia Romagna

Sono rientrati i cento volontari veronesi dei Gruppi Provinciali di Protezione civile che nell'ultimo mese hanno operato nelle aree colpite dall’alluvione in Emilia Romagna.

Alluvione Emilia Romagna

Sono stati cento i volontari veronesi dei Gruppi Provinciali di Protezione civile che, per poco più di un mese, hanno operato nelle aree colpite dall’alluvione in Emilia Romagna.

In tutto erano 25 le squadre coordinate dalla Regione del Veneto e dall’Unità Operativa della Provincia – a cui vanno sommate quelle di ANA – che hanno eseguito oltre una trentina di turni.

Gli sforzi si sono concentrati nel comune di Solarolo, nel Ravennate. Ma i volontari hanno raggiunto anche altre località interessate dall’emergenza, dove hanno portato aiuto a cittadini e aziende: Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio e Bagnara di Romagna.

I primi aiuti il 5 maggio

Le prime squadre a scendere con la Colonna Mobile Regionale il 5 maggio sono state San Bonifacio, San Martino Buon Albergo e Fumane, seguite nei giorni successivi da Caprino, Costermano sul Garda, P.A.C. (Protezione Ambientale Civile), Cologna Veneta, Associazione Nazionale Carabinieri Federazione di Verona e Rovigo, Sommacampagna, Dragons Team 4wd, Nucleo Lupatotino, Mozzecane, Brenzone, Club Subacqueo Scaligero, Tregnago, Castelnuovo del Garda, A.I.S. Marano di Valpolicella, Grifone, Salvamento Verona, San Giovanni Lupatoto, Marinai Lazise, Giubbe Verdi di Sant’Ambrogio di Valpolicella e Malcesine. Le ultime squadre a lasciare, nel fine settimana scorso, le zone alluvionate sono state quelle di Verona e San Pietro in Cariano.

Altri gruppi veronesi, in seguito non attivati, hanno offerto la propria disponibilità a supporto della Colonna Mobile Regionale: Valeggio, Belfiore, Povegliano, Pressana, gruppo comunale di Sant’Ambrogio e Fias.

Le attività dei volontari scaligeri

Le principali attività dei volontari scaligeri nelle aree colpite dall’emergenza hanno riguardato l’aspirazione di acqua e fango, la pulizia di strade e fossi di scolo e lo sgombero dei materiali trasportati dall’alluvione. Inoltre sono stati impiegati diversi volontari specializzati nella preparazione dei pasti, sia per la popolazione residente che per gli altri operatori impegnati nelle diverse aree. I mezzi utilizzati sono stati camion, elettropompe, motopompe, moduli antincendio con motopompa, mini escavatori, idropulitrici, torri faro e veicoli 4×4.

Le attività di coordinamento da Verona sono state seguite dai funzionari dell’Unità di Protezione Civile della Provincia: Carlo Poli, Armando Lorenzini, Vittorio Speri e Antonio Riolfi.

«Tantissimi gruppi, sia della nostra provincia che delle altre province venete, hanno offerto la propria disponibilità – ha ricordato il Presidente della Provincia Flavio Pasini –. Ciò dimostra lo spirito eccezionale dei nostri volontari. A tutti loro, sia a quelli partiti sia a quelli comunque resisi disponibili, va il più sentito grazie a nome dei 98 Comuni veronesi».

«Operare e coordinare in emergenza sono, per definizione, attività delicate e complesse – ha sottolineato il Consigliere provinciale con delega alla Protezione Civile, Michele Taioli –. Esprimo perciò la nostra gratitudine anche agli uffici provinciali e alla Regione del Veneto, che ancora una volta hanno dimostrato sul campo una professionalità riconosciuta in tutta Italia. Come Provincia stiamo lavorando per individuare nuovi spazi per i mezzi e la formazione della nostra Protezione Civile, una realtà insostituibile per la sicurezza dei cittadini veronesi, veneti e delle altre regioni».