Car fluff a Sorgà, le osservazioni di Confagricoltura Giovani in Regione

Continuano le manifestazioni di opposizione alla discarica di "car fluff" nel territorio di Sorgà. Tornano a farsi sentire i Giovani di Confagricoltura con le osservazioni depositate in Regione Veneto.

Piergiovanni Ferrarese, presidente dei Giovani di Confagricoltura Verona car fluff a sorgà
Piergiovanni Ferrarese, presidente dei Giovani di Confagricoltura Verona

Continua il dibattito sulla discarica di car fluff a Sorgà

Rischio di percolazione in falda e sottrazione di ettari di superficie agricola. Sono i due punti principali delle osservazioni depositate in Regione Veneto dai Giovani di Confagricoltura contro il sito di stoccaggio di car fluff, che la società Rmi – Rottami Metalli Italia vorrebbe realizzare in località De Morta a Pontepossero, nel comune di Sorgà e a pochi metri dal Comune di Castelbelforte in provincia di Mantova.

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Già negli scorsi mesi i Giovani di Confagricoltura si erano espressi contro il progetto, e continuano nella loro battaglia contro l’apertura di un impianto per il trattamento di rifiuti speciali derivanti dalle rottamazioni di auto, che andrebbe a occupare un’area di 455mila metri quadrati, con la previsione di accogliere in poco meno di sette anni circa 950mila tonnellate di rifiuti, con un andirivieni di oltre una ventina di tir al giorno.

«Le troppe perplessità e le non esaustive risposte fornite dalla proprietà in questi mesi ci hanno portato a depositare in Regione le nostre osservazioni – sottolinea Piergiovanni Ferrarese, presidente dei Giovani di Confagricoltura Verona –, con l’obiettivo che il progetto possa essere definitivamente bloccato dagli uffici di competenza. La prima osservazione verte sul fatto che gli ettari interessati dal progetto sono previsti in un’area agricola di tipo E, che ospita coltivazioni agricole di grande importanza e valore, fra cui il riso Vialone Nano Veronese Igp. Ma non solo riso: anche verdure, come il radicchio, il basilico, le zucchine, pomodori, oltre ad alberi da frutta e colture a pieno campo come mais, grano e soia».

Continua Ferrarese: «La seconda osservazione depositata pone l’attenzione sui pericoli di percolazione in falda di quanto stoccato nel sito. Ricordiamo che oltre alla cittadinanza, la falda alimenta l’irrigazione delle colture oltre che degli allevamenti zootecnici presenti nei Comuni limitrofi. Infine abbiamo posto l’attenzione sulla viabilità».

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Durante l’incontro pubblico dello scorso 22 maggio, per quando riguarda i percolati, i progettisti avevano assicurato l’impermeabilità dell’area favorita dallo strato di sottosuolo argilloso e dall’impianto di raccolta dei liquidi.

«Le criticità di questo folle progetto sono evidenti – rimarca Ferrarese -. Oltre ai danni all’agricoltura, va messo in conto un potenziale e prevedibile impatto ambientale i cui costi ricadranno sulla cittadinanza di Sorgà non solo nei prossimi sette anni, ma sulle future generazioni. Un prezzo, questo, che la comunità non può sostenere. Noi vogliamo che Sorgà rimanga nota ai veronesi, ai veneti e ai consumatori italiani non per uno dei più grandi centri di smaltimento di car fluff italiano, ma per le eccellenze agricole che produce, lavora ed esporta».

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