Anna Maria Bigon: «Non è questo il modo di governare il Veneto»

Sul numero di febbraio di Pantheon abbiamo raccolto le voci di tre consiglieri regionali sull'operato della giunta Zaia dopo i primi quattro mesi. L'intervista integrale ad Anna Maria Bigon.

Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Veneto per il Partito Democratico
Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Veneto per il Partito Democratico

Seconda delle tre interviste ai consiglieri regionali sul primo quadrimestre del terzo mandato del presidente Luca Zaia alla guida della Regione Veneto.

Fra le pagine del mensile Pantheon, per ragioni di spazio, è riportata una sintesi delle risposte di Marco Andreoli della LegaAnna Maria Bigon del Partito Democratico e Alberto Bozza di Forza Italia. Questa è la seconda intervista integrale pubblicata, dopo quella a Marco Andreoli. Seguirà quella ad Alberto Bozza. In rigoroso ordine alfabetico. Le interviste sono state realizzate a fine gennaio.

Un bilancio del primo quadrimestre del terzo mandato di Zaia

Sono passati infatti quattro mesi dalle elezioni regionali in Veneto, che hanno consegnato nelle mani del “Doge” una maggioranza schiacciante.

È stato un voto segnato dalla pandemia e dal decisionismo mostrato dal Presidente, il quale – Covid a parte – durante la campagna elettorale era tornato a sventolare la bandiera dell’autonomia. Per il numero di febbraio del mensile Pantheon abbiamo chiesto ad alcuni consiglieri di fare un primo bilancio dell’operato della Giunta.

L’intervista ad Anna Maria Bigon

Gestione sanità e vaccini: Zaia ha sempre difeso il proprio operato (soprattutto per quanto riguarda i test). I risultati gli danno ragione? O si poteva fare meglio?

Si poteva fare di più e meglio. Noi fin dall’inizio della seconda ondata avevamo chiesto un periodo di zona rossa, in modo da diminuire le relazioni fra le persone e i casi di contagio. Zaia ha presentato un piano con mille posti in terapia intensiva, quindi il numero di posti letto ha fatto in modo che il Veneto andasse in zona gialla.

Inoltre è stato fatto un uso eccessivo dei test rapidi, quelli delle prime generazioni erano troppo poco affidabili. Sono stati usati nelle case di riposo, per gli operatori sanitari: e questo ha determinato la situazione che abbiamo avuto.

La Regione ha gestito adeguatamente i trasporti pubblici? Con la riapertura delle scuole, è stato fatto tutto il necessario per il rientro in sicurezza?

Avremmo dovuto riaprire prima le scuole. Se avessimo fatto un periodo di zona rossa subito come chiedevamo, il 7 gennaio avremmo potuto avviare il rientro a scuola come previsto dalle disposizioni nazionali. Ovviamente con trasporti in sicurezza come previsto dalle direttive nazionali.

L’INTERVISTA: Trasporti, Bettarello (Atv): «Gli interventi hanno dato ottimi risultati»

Car fluff a Sorgà, Ca’ Filissine, Ca’ del Bue, impianto fanghi a San Martino. Sindaci e associazioni si stanno esponendo sui temi ambientali, dovrebbe farsi sentire di più anche la Regione?

Tra l’altro a dicembre è scaduto il piano dei rifiuti. Ora la Regione deve rinnovare immediatamente il piano, adottandolo in sintonia con le direttive europee e non può fare diventare Verona una discarica. Stiamo seguendo tutte le vicende con un tavolo costituito nel Veronese.

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Anna Maria Bigon
Anna Maria Bigon durante la campagna elettorale lo scorso agosto 2020

Covid a parte, i Veneti hanno votato Zaia anche per le promesse sull’autonomia. Sono solo parole o il Veneto si muove concretamente in quella direzione?

Non solo sono parole al vento, ma sono stati anche buttati 16 milioni di euro (Bigon si riferisce al costo del referendum sull’autonomia del 2017, ndr). E non si muove assolutamente nulla, come per molti altri temi.

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Voto secco per il primo quadrimestre della giunta Zaia da 1 a 10.

Il voto secco non può che essere 4, per questo inizio di mandato. Salute, ambiente, non è questo il modo di governare il Veneto. Doveva avere la responsabilità di gestire meglio questo consenso.

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