Martorana, Confarca: «Criticità per le autoscuole e la PA»

Benedetto Martorana, presidente provinciale e coordinatore regionale di Confarca, ha fatto il punto sulla situazione delle autoscuole a Verona e delle difficoltà della Motorizzazione Civile.

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Dalla pagina Facebook di Autoscuola Arena.

Le autoscuole stanno vivendo un periodo difficile per quanto riguarda cali di ragazzi, chiusure e raddoppiamento dei tempi normali d’esame. Verona detiene da tempo il triste primato di maggiori bocciati all’esame per la patente in Italia, che nel 2019 si attestava al 30,7%. I fattori sono molteplici, e a parlarcene è Benedetto Martorana, presidente provinciale e coordinatore regionale di Confarca.

In merito alle criticità che stanno vivendo le autoscuole: «Noi abbiamo delle grosse difficoltà a svolgere il nostro lavoro. le regole del Covid pongono una serie di prerogative che ostacolano il lavoro: abbiamo dovuto moltiplicare le lezioni in aula, in quanto è diminuito il numero di soggetti che possono partecipare in presenza; abbiamo dovuto adottare una serie di sistemi di gestione, pulizia e sanificazione dopo ogni ora di guida. Ne consegue che il lavoro è moltiplicato rispetto a prima. La clientela sta in parte diminuendo: un processo che secondo me si sentirà nel tempo. Le persone cominciano ad avere meno soldi, ad avere paura per il perdurare della pandemia. Si sta cominciando a sentire una diminuzione delle iscrizioni, anche per la mancanza di liquidità per lo svolgimento delle lezioni di guida. Dunque da una parte c’è il peggioramento della preparazione e una diminuzione del numero di iscritti perché la patente non è una prima necessità e viene quindi rimandata».

Per quanto riguarda invece la Pubblica Amministrazione e le problematiche correlate: «La Pubblica Amministrazione ha i suoi problemi, il numero di soggetti che vi lavorano continua a diminuire a fronte di pensionamenti senza sostituzioni. L’ing. Baldari, e lo capisco, si trova in difficoltà e non ha personale sufficiente per coprire le esigenze. E qui ritorna in campo il Covid: tre mesi e mezzo di sospensione degli esami del 2020 hanno portato ad un numero di soggetti che deve sostenere l’esame che è andato ad accavallarsi con i successivi esaminandi. Quindi gli esami si sarebbero dovuti moltiplicare, ma non è stato possibile farlo. Da una parte c’è il problema di tempistiche, il numero di persone incaricare a svolgere gli esami non è aumentato, a fronte invece di un notevole aumento di richiesta di soggetti che devono dare l’esame. Ci sono numeri che sono diventati insopportabili per una struttura come la Motorizzazione civile che non riesce a ottemperare le richieste di servizio per questioni logistiche. Non ha personale e non ce la fa. Si sono cercate una serie di soluzioni alternative: abbiamo pensato agli esami di teoria in modalità cartacea, dove abbiamo preso delle sale civiche dove riuniamo un determinato numero di persone. Le persone che svolgono gli esami sono persone rubate però agli esami di guida: o l’esaminatore segue l’esame teorico, o scende in strada per quello pratico. C’è un ping pong tra il numero di allievi che devono fare la teoria e il numero di persone che devono fare l’esame di guida».

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In merito alle nuove modalità d’esame: «Anche gli esami di guida sono cambiati: non esiste più l’esaminatore che sale in auto con l’istruttore e l’allievo e svolge l’esame in 35 minuti. Adesso bisogna disinfettare il veicolo, scendere quando i ragazzi fanno le manovre, la misurazione della temperatura; l’esame dura chiaramente di più e quindi diminuisce il nastro operativo. Quindi il numero di ragazzi giornaliero è decrementato, a fronte di tempistiche di messa in sicurezza più lunghe. Se prima gli esami si svolgevano in quattro ore, ora ce ne vogliono sei».

Conclude con un appello importante: «Noi dobbiamo assolutamente portare avanti la preparazione dei ragazzi. La chiusura non ha portato solo a una sospensione delle attività, ma anche a un regredire della preparazione, data da uno stop dell’insegnamento di tre mesi e mezzo. Noi abbiamo organizzato qui a Verona il GAO, il Gruppo Autoscuole Organizzate, per coordinare gli esami. Ci siamo resi conto che dobbiamo essere uniti, raccogliere i numeri di tutte le autoscuole per esigenze di esami di teoria e di guida, presentare queste richieste alla Motorizzazione e farci sentire. Abbiamo chiesto mille e duecento posti per poter sostenere gli esami teorici di febbraio, ma la risposta è stata la metà. Il direttore e anche io abbiamo contattato l’onorevole Borchia per cercare delle soluzioni, ma è una situazione difficile. Il servizio della Motorizzazione è pagato dall’autoscuola, non dallo Stato: gli esami e gli esaminatori sono pagati da noi. E sono cifre importanti, mediamente sui sette-dieci mila euro all’anno, oltre ai bollettini».