Con il lockdown e il conseguente calo del turismo nelle città d’arte, il 2020 è stato un anno duro anche per gli esercenti veronesi, in particolare per quelli del centro storico. Oltre alla pandemia, infatti, da tempo si discute delle cosiddette locazioni turistiche che stanno portando a uno spopolamento delle città a discapito anche degli esercenti. Ne abbiamo parlato insieme a Alessandro Torluccio, direttore di Confesercenti Verona. 

«Bisogna pensare che il nuovo dpcm firmato dal Presidente Conte contiene nuove norme restrittive per i bar e ristoranti, quindi per noi si tratta di un ulteriore colpo per un settore già estremamente provato dalla crisi economica, dal lockdown e dalle conseguenze dello smartworking che fanno si che ci siano meno clienti» ha affermato Torluccio. «Un danno che prevede un calo di fatturato del 40-60% rispetto all’anno precedente con un possibile ulteriore 10% causato dalle nuove norme».

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«Abbiamo creato attraverso la nostra linea di credito Italia Comfidi dei supporti creditizi per le imprese, poi in rappresentanza delle imprese all’interno della Camera di Commercio sono nati dei bandi di supporto e anche con la Regione Veneto ci siamo spesi per dei contributi alle imprese per reagire al lockdown» continua Torluccio. «In vista di un ulteriore lockdown generalizzato è chiaro che c’è molto timore per le possibili conseguenze».

«Una città a forte locazione turistica come Verona è chiaro che può avere difficoltà in questi momenti, quindi può essere utile lavorare con il turismo di prossimità o locale» conclude il direttore. «Gli stessi esercenti hanno già modificato le offerte per accontentare i veronesi. Chiaro comunque che se arrivasse un nuovo lockdown e quindi la cassa integrazione non arriverebbe il denaro utile per determinate spese. L’assessore Zavarise ha proposto, avendo il nostro supporto, di ampliare anche per l’inverno il plateatico con dei riscaldatori adatti, per evitare il problema dell’interno del locale».

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