Il 2020 è stato un anno duro, pieno di insidie per gli esercenti e gli albergatori veronesi. A soffrire, in particolare, è il centro storico della città scaligera, che da tempo sta assistendo allo spopolamento dei residenti in favore dei turisti allettati dalle locazioni private e allo svuotamento dei negozi, che in questo periodo post-covid stanno risentendo della crisi economica generata dal virus. Ne abbiamo parlato con Nicolò Zavarise, assessore alle Attività economiche di Verona.

«Oggi tutto ciò che può rendere attrattivo il centro storico diventa fondamentale. Abbiamo vissuto un periodo duro e tutto ciò che è accaduto a livello di emergenza sanitaria si è trasformato in un’emergenza economica impattante. – ha detto Zavarise – Il centro di Verona ha sempre vissuto il proprio comparto economico grazie ad un flusso turistico che era molto forte: oggi questo flusso non c’è più e dobbiamo ripensarlo. La prima ancora di salvezza è l’imprenditore stesso che deve rimodellare la propria offerta economica non in ottica turistica ma per “il veronese”. Chiaro che c’è stato, nel corso degli anni, uno spopolamento importante dei residenti in favore delle locazioni turistiche: noi siamo in costante dialogo con la Regione per porre tutta una serie di attenzioni per limitare e controllare il fenomeno che oggi è uno dei business che sta prendendo più piede».

Sugli interventi messi in atto dal comune per l’emergenza sanitaria ed economica: «Abbiamo visto quello che abbiamo fatto soprattutto per l’ampliamento dei plateatici, però anche il plateatico non può essere considerato una soluzione, bensì uno strumento. Quello che devono fare le amministrazioni è creare e dare tutte le opportunità ai nostri piccoli imprenditori del centro storico».

L’assessore è poi intervenuto su quello che sarà il futuro di Verona e dei suoi commercianti: «Vedo il futuro degli esercenti molto incerto, soprattutto perchè non abbiamo una certezza e delle linee guida, in primis come amministratori. L’ultimo Dpcm ha una scadenza il 13 novembre e non sappiamo cosa succederà dopo: abbiamo visto delle norme abbastanza assurde. Chiaramente, come è stato per questa primavera, ci ritroviamo nel timore di vivere una situazione di incapacità di prevedere il futuro, con un Governo che non è stato capace di gestire l’emergenza. Questo non può nascondere il fatto che il virus è qualcosa sul quale bisogna essere molto cauti e prudenti, ma c’è necessità per Verona di mantenere il tessuto economico in piedi».

A sollevare polemiche, da parte degli esercenti, anche il caos in via Cappello, davanti alla Casa di Giulietta, dove spesso molti turisti non rispettano le misure di sicurezza anti-covid. Per questo molti commercianti hanno chiesto al sindaco di creare uno spazio al centro con tendinastri alternati a destra e a sinistra: «La soluzione deve essere studiata e valutata per tutelare anche il prestigio di una zona già di per sè vincolata. Sicuramente è un’esigenza, un qualcosa di cui si parla da tanto tempo e bisogna dare delle risposte. C’è una richiesta e deve essere presa in considerazione. E tutto quello che riusciremo a realizzare verrà attuato».