Zaia: «Siamo in zona arancione, è ufficiale»

Il Veneto è in zona arancione da lunedì. Il Presidente della Regione Luca Zaia ha dato la conferma durante la conferenza stampa di oggi, venerdì 5 marzo.

Il bollettino

1.505 positivi nelle ultime 24 ore, 43.750 tamponi: l’incidenza è del 3,44%. I ricoverati sono 1.359, di cui 1.206 in area non critica, +4, 153 in intensiva, -3, i decessi +25.

Il Veneto è in zona arancione

Da lunedì 8 marzo il Veneto è in zona arancione.

«Ci abbiamo messo una settimana per passare alla zona arancione. Capite quanto veloce circola il virus? Io non voglio fare il tragico, ma devo dirvi i dati: abbiamo 1300 pazienti Covid, è una situazione impegnativa. Volete capire che dobbiamo portare la mascherina in maniera corretta? Portarla sotto il naso è come non portarla. Ringrazio i sindaci del Veneto, che sono persone attente alla salute dei cittadini. Sta accadendo quello che avevo già previsto: il virus colpisce i giovani, l’età media si sta abbassando sempre di più, quindi quando dicevo che le scuole dovevano restare chiuse non lo dicevo perché non voglio che riaprano, è da galera chi vuole che le scuole stiano chiuse. Ma è un dato di fatto che al primo posto c’è la salute dei nostri ragazzi. Abbiamo bisogno di vedere i bambini in ospedale per rendercene conto?».

Le misure

  • Chiusura confini comunale: salvo che per comprovate necessità, lavoro, studio e salute. Resta valido lo spostamento al di fuori del proprio Comune (entro i 30 km) se è al di sotto dei 5mila abitanti.
  • Restano aperte, con orari scaglionati e ingressi contingentati, tutte le attività commerciali
  • Bar e ristoranti chiusi, asporto possibile dalle 5 alle 22.
  • Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5
  • Vietati gli spostamenti tra Regioni

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«Dobbiamo continuare a vivere, nessuno sta dicendo che dobbiamo stare chiusi a casa. Però dobbiamo diluire la nostra presenza nel territorio, evitiamo assembramenti in centro città, perché sono occasioni di contagio».

Scuole

«Per ora non cambia nulla. In zona arancione le scuole restano aperte a meno che non si verifichino episodi particolari e noi li valuteremo tutti. Se servirà chiudere le scuole si chiudono, il tema ragazzi ce lo poniamo 24 ore su 24».

Lavoro

«Abbiamo perso 65mila posti di lavoro, anche in Veneto la situazione è critica, ma siamo tra le comunità prese meglio. Le imprese vanno aiutate, già meglio che il decreto si chiami “sostegno” e non “ristori”: non si tratta di un ristoro, ma di un investimento per ripartire domani».

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