Zaia: «Vaccini cinesi e russi? Ho chiesto che vengano valutati»

Il Governatore del Veneto ha fornito i dati aggiornati del bollettino: l'incidenza dei positivi sui tamponi è scesa al 3%. Sulla riapertura delle scuole il 1 febbraio c'è ancora qualche riserva: «vedremo i dati». Si apre la strada per la valutazione dei vaccini russi e cinesi

Il bollettino

I positivi in Veneto rispetto a ieri sono +1.198 positivi, l’incidenza sui tamponi è del 3%. I ricoverati sono 2.737, i decessi +72 nelle ultime 24 ore.

Passaggio in fascia gialla o ancora arancioni?

«Vedremo cosa deciderà il Comitato, i dati sono buoni, non so ancora se passeremo in zona gialla. Il virus circola ancora, quindi potrebbero non esserci cambiamenti».

AGGIORNAMENTO: Il Veneto resterà in zona arancione.

Scuole

Il Tar del Veneto ha dato ragione a Zaia, ma i genitori sottolineano il fatto che «i ragazzi sono in gabbia». «Il Tar si è espresso, noi abbiamo agito scegliendo la dad solo perché abbiamo dato priorità al tema sanitario. Siamo i primi che vogliono che i ragazzi tornino in classe, ma i dati dell’epidemia ce lo hanno impedito. Faremo il possibile affinché riaprano, ma dobbiamo sempre tenere in considerazione i dati scientifici».

GUARDA IL SERVIZIO: Nuova protesta di studenti, genitori e docenti in Piazza Bra: «Le scuole riaprano»

Vaccini

«Tutte le regioni avevano chiesto maggiori vaccini influenzali, avevamo proposto di provare il vaccino cinese, ma il Ministero della Salute non ha portato avanti la pratica. Per quanto riguarda il vaccino cinese anti-Covid, mi risulta che la Cina abbia chiesto l’autorizzazione all’Ema per rifornire l’Europa, ma deve ancora essere approvata. Ho chiesto che sia il vaccino cinese sia quello russo vengano valutati per la somministrazione, noi siamo aperti».

AGGIORNAMENTO: Sono stati avviati contatti preliminari con l’azienda cinese Sinovac Biotec da parte dell’Ema, Agenzia europea dei medicinali.

Il commento dell’Associazione anziani e pensionati

Sul ritardo di Pfizer è intervenuta anche l’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati, che in una nota stampa inviata ai giornalisti chiede l’individuazione immediata di alternative al vaccino della multinazionale statunitense e sottolinea: «il ritardo di Pfizer può costare la vita di migliaia di anziani. Soluzioni subito!»

«Siamo allibiti per la battuta d’arresto nel piano di vaccinazione contro il Covid-19. In Italia, ogni giorno, continuano a morire, nonostante tutte le misure di prevenzione, circa 500 persone con un’età media di 80 anni», sono le parole di Gianni Peruzzi, Presidente di ANAP Confartigianato Verona, in relazione alle notizie riguardanti la decisione della casa farmaceutica Pfizer di ritardare la consegna dei vaccini nelle quantità concordate con l’Unione Europea.

«Proprio in questi giorni dovrebbe iniziare la somministrazione del vaccino agli ultraottantenni – continua Peruzzi – ed invece le dosi di cui dispone attualmente l’Italia saranno utilizzate, giustamente, per le seconde iniezioni di richiamo a quanti hanno già ricevuto le prime. La distribuzione alla fascia di popolazione di debole e più colpita dalla pandemia, dunque, slitterà e così dovremo continuare a piangere i morti».

«In questa situazione – prosegue il Presidente di Anap Verona –, riteniamo necessario che si faccia anzitutto il possibile per reperire sul mercato altri vaccini validati, anche se ciò comporterà una spesa aggiuntiva rispetto a quella prevista e, in secondo luogo, che si riveda il piano vaccinale nel senso di accelerarlo, quando sarà possibile ripartire, incrementando i centri di somministrazione ed aumentando il personale dedicato, gli orari di somministrazione e quant’altro sia utile a tal fine. Non possiamo permetterci che oltre 15.000 persone continuino a perdere la vita ogni mese. Di fronte ad un’ecatombe di questa portata – conclude Gianni Peruzzi –, va fatto ogni sforzo, a qualsiasi costo!»