Nuova protesta di studenti, genitori e docenti in Piazza Bra: «Le scuole riaprano»

Dopo la manifestazione di venerdì scorso a San Giovanni Lupatoto, oggi il movimento di opinione Ridatecilascuola, in collaborazione con la Rete studenti medi di Verona, ha protestato contro la dad davanti a Palazzo Barbieri.

Dopo la manifestazione di venerdì scorso a San Giovanni Lupatoto, il movimento di opinione Ridatecilascuola, in collaborazione con la Rete studenti medi di Verona, ha organizzato oggi, venerdì 22 gennaio alle ore 14.30 in piazza Bra, davanti a Palazzo Barbieri, un nuovo flash mob. Obiettivo, ribadire l’urgenza di riaprire le scuole superiori al fine di tutelare il diritto all’istruzione e al benessere psicofisico degli adolescenti.

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Il primo febbraio è vicino e ancora di un programma per la riapertura in presenza, non si parla nella nostra regione né di rafforzamento dei trasporti né di programmi di screening preferenziali per la popolazione della scuola come fatto in altre regioni. «Crediamo che chi afferma che la scuola si possa fare in “smart working” forse non ha capito il ruolo essenziale di tale luogo quale spazio di crescita culturale, personale e civica per i nostri ragazzi, le case non sono e non possono essere scuole” afferma Rachele Peter cofondatrice di Ridatecilascuola. «I motivi per cui la DAD deve rimanere uno strumento solo emergenziale sono davanti agli occhi di tutti. In primo luogo priva i ragazzi della dimensione del confronto relazionale tra di loro e con gli insegnanti, elemento indispensabile per la loro crescita umana, rinchiudendoli invece in uno spazio di solitudine, profonda demotivazione e sostanziale abbandono. Inoltre la DAD presenta aspetti discriminatori evidenti, penalizzando quelle famiglie che ancora non possono permettersi dispositivi efficienti o che non potranno mai godere di una connessione veloce. Infine, anche quando si fingesse di poter sorvolare su questi aspetti, la fase della valutazione risulta stravolta, a grave discapito della qualità dello studio. In ultima analisi, è la stessa formazione di una generazione che stiamo mettendo in discussione» afferma Olindo Zanotti di Ridatecilascuola, professore di scuola superiore. Inoltre «la dad mina profondamente l’inclusione e estremizza le fragilità, e chi è in posizione di svantaggio sta perdendo terreno perché non sostenuto dalla relazione educativa che si costruisce solo in presenza. Secondo decreti e ordinanze, studenti disabili, con bes e dsa possono frequentare regolarmente, ma a pochi piace un’aula vuota con un insegnante impegnato in video lezione con il resto della classe. Sono poi molteplici le situazioni di marginalità sociale per cui la scuola in presenza rappresenta l’unica prospettiva per un futuro diverso» continua Federica Magnaterra di Ridatecilascuola.

«Stiamo sperimentano la Didattica a Distanza da diversi mesi, e quello che ne emerge è purtroppo catastrofico: le diseguaglianze economiche e sociali tra noi studenti sono sempre più evidenti, e se la scuola poteva essere un ascensore sociale, bisogna farlo ripartire al più presto. Vogliamo rientrare all’interno dei nostri istituti, ma farlo in sicurezza; Servono impegno istituzionale e investimenti seri e mirati in istruzione, oppure il Paese andrà incontro a un’epidemia educativa senza precedenti» afferma Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona.

«La scuola forma i cittadini di domani ed è presidio di integrazione sociale e culturale, pensare poi che non sia uno settore strategico e fondamentale è miope, è negare il fatto che sia la fucina del lavoro di domani perché i nostri ragazzi saranno coloro che alimenteranno la società e l’economia del futuro».

«Si chiede che i giovani e la scuola tornino, insieme alla sanità, a essere la priorità per il Paese e pertanto che Stato e Regioni e istituzioni tutte dimostrino un impegno reale nella rimozione degli ostacoli alla riapertura delle scuole in presenza».