Violenza di genere e parità, a che punto è Verona? IL TEMA DEL GIORNO

Il tema del giorno di mercoledì 6 dicembre è dedicato ai temi della violenza e della parità di genere. Verona a che punto è in questo senso? Ne parliamo con l'avvocata Sara Gini e con la consigliera comunale Beatrice Verzè.

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Il tema del giorno di Daily Verona: violenza e parità di genere

Il tema del giorno di mercoledì 6 dicembre è dedicato ai temi della violenza e della parità di genere. Verona a che punto è in questo senso? Ne parliamo nella puntata di questa sera di Squadra che vince con Sara Gini, avvocata e presidente dell’associazione Ve.G.A., Veronesi Giuriste Associate e Beatrice Verzè, consigliera comunale di Verona delegata alle Pari opportunità.

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Il caso Giulia Cecchettin

Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha sconvolto tutta l’Italia. Per le modalità con cui è avvenuto, la giovane età dei protagonisti, l’iniziale mistero della scomparsa di due ragazzi di paese, la crudeltà di una realtà che si trasformava lentamente da sospetto a triste certezza.

Proprio ieri si è tenuto il funerale ed è subito diventata un simbolo la lettera che il padre Gino Cecchettin ha letto in memoria della figlia.

Funerale Giulia Cecchettin
Funerale Giulia Cecchettin

«Mi rivolgo per primo agli uomini, perché noi per primi dovremmo dimostrare di essere agenti di cambiamento contro la violenza di genere. Parliamo agli altri maschi che conosciamo, sfidando la cultura che tende a minimizzare la violenza da parte di uomini apparentemente normali» ha detto. E poi: «In questo momento di dolore e tristezza, dobbiamo trovare la forza di reagire, di trasformare questa tragedia in una spinta per il cambiamento».

Ha concluso così Gino Cecchettin: «Voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite e voglio sperare che un giorno possa germogliare. E voglio sperare che produca il suo frutto d’amore, di perdono e di pace».

Gino Cecchettin mentre legge la lettera per la figlia Giulia al suo funerale
Gino Cecchettin mentre legge la lettera per la figlia Giulia al suo funerale

I femminicidi

Nonostante la risonanza mediatica straordinaria di questo caso, si tratta però di un fenomeno tragicamente ordinario. Nel 2022 l’Istat ha registrato 322 omicidi in Italia: 126 donne e 196 uomini. Sono 61 le donne uccise da un partner o ex partner, tutti di sesso maschile. Sul totale delle 126 donne uccise, si stima che i femminicidi siano 106.

Femminicidio è l’omicidio di donne uccise in quanto donne, che per il loro aggressore non rispettano canoni di assoggettamento fisico o psicologico. Gli assassini, infatti, non sono solo partner o ex: un rapporto delle Nazioni Unite distingue tre categorie di omicidio legato al genere. Si considerano anche quelli commessi da altri parenti e quelli da parte di un’altra persona, conosciuta o meno, che però avvenga attraverso un modus operandi o in un contesto legato alla motivazione di genere.

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Il dibattito

La personalità e la fermezza della sorella di Giulia Cecchettin, Elena, e del padre Gino hanno contribuito ad accendere il dibattito sulla violenza di genere, ma il rischio dietro l’angolo è sempre quello di dimenticare in fretta. Dice Sara Gini, avvocata e presidente dell’associazione Ve.G.A., Veronesi Giuriste Associate, intervistata sul numero di dicembre del mensile Pantheon: «Non c’è dubbio che ci sia un problema culturale, il patriarcato ha influenzato moltissimo la nostra cultura e la donna è stata esclusa per molti anni. Ora a livello formale abbiamo una parità assoluta, ma poi nella vita concreta non c’è ancora questa parità. Ci sono uomini che non accettano l’indipendenza della donna e agiscono con violenza, che è una manifestazione estrema della concezione della donna come individuo non alla pari».

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Sara Gini
Sara Gini

Gli spunti positivi ci sono: «Non ho mai sentito gli uomini parlare così spesso di questo fenomeno come in questi ultimi giorni, anche con un’introspezione importante» aggiunge Gini. D’altro canto, non mancano reazioni in senso contrario. Secondo Beatrice Verzè, consigliera comunale di Verona delegata alle Pari opportunità, intervistata sul numero di dicembre del mensile Pantheon, «una certa polarizzazione che tende a minimizzare la responsabilità maschile rispetto alla violenza sulle donne è sintomo della paura di perdere il potere e di un’incapacità di autocoscienza. Non vale per tutti, però è significativo che arrivi da parte di una certa classe politica che quel potere ce l’ha e ha paura di perderlo. Io credo che questo dibattito faccia bene per evidenziare questo aspetto».

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Le reazioni

segnali che preannunciano le violenze più gravi spesso non vengono rilevati, o comunque non si dà l’importanza necessaria. «Il comportamento possessivo, il controllo, non accettare che la donna svolga le sue competenze di vita, di lavoro» sottolinea l’avvocata Gini. «In un ambiente di questo genere poi può sfociare in maltrattamento sia psicologico sia fisico. In questi casi la donna deve rivolgersi a un centro antiviolenza, dove ci sono esperte in grado di valutare il rischio».

Cosa può fare un’amministrazione locale per contribuire alla causa? Risponde la consigliera Verzè: «Deve investire più soldi nei servizi antiviolenza, ed è quello che abbiamo fatto con il centro Petra. Servono aiuti da Governo e Regione, perché i comuni hanno il polso della situazione sul territorio. Abbiamo anche iniziato una “campagna preventiva” con incontri nei quartieri e pure le campagne comunicative sono importanti. Il Comune può sostenere le reti territoriali per agire in chiave preventiva, formativa e protettiva».

Beatrice Verzè
Beatrice Verzè, consigliera con delega alle Pari opportunità

Gini e Verzè sono state intervistate sul numero di dicembre del mensile Pantheon e sono ospiti su Radio Adige Tv questa sera alle 18 e in replica 21 a “Squadra che vince”.

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Il tema del giorno su Radio Adige Tv a “Squadra che vince”

Questa sera alle 18 e in replica 21 su Radio Adige Tv appuntamento con il tema del giorno anche a “Squadra che vince“, il programma condotto dal direttore del Gruppo Verona Network Matteo Scolari.

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