Valdegamberi su Elena Cecchettin: «Io travisato dai media»

Nella giornata di sabato 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, abbiamo chiesto al consigliere Stefano Valdegamberi di spiegare la sua posizione sulla vicenda che lo ha coinvolto e che, a suo dire, è stata travisata dai media.

Stefano Valdegamberi

È passata una settimana dal ritrovamento del cadavere di Giulia Cecchettin al lago di Barcis, a Pordenone. Da allora non si sono più contate le manifestazioni, gli articoli, le prese di posizione e le polemiche sulla vicenda. Tra queste ultime ha fatto parecchio rumore quella sollevata dal consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi che, a 48 ore dal ritrovamento del corpo di Giulia, aveva scritto un post sul suo profilo Facebook criticando la sorella, Elena Cecchettin, per l’intervista rilasciata a “Dritto e Rovescio” durante la quale aveva dichiarato che «Turetta non è un mostro, lui è un figlio sano della società patriarcale che è pregna della cultura dello stupro».

«Società patriarcale?? Cultura dello stupro?? Qui c’è dell’altro? Basta andare a vedere i suoi social e i dubbi diventano certezze. Il tentativo di quasi giustificare l’omicida dando la responsabilità alla “società patriarcale”. Più che società patriarcale dovremmo parlare di società satanista, cara ragazza» aveva scritto Valdegamberi sui social. Un post che è stato dato in pasto alla stampa locale e nazionale, che ha portato poi il Governatore del Veneto Luca Zaia a dissociarsi da quanto detto dal consigliere regionale.

Nella giornata di sabato 25 novembre, a margine del convegno sul fine vita, organizzato nell’ambito del Festival della Dottrina Sociale, abbiamo chiesto al consigliere Stefano Valdegamberi di spiegare la sua posizione sulla vicenda che, a suo dire, è stata travisata dai media.

Partiamo dal femminicidio di Giulia Cecchettin. Subito dopo esce il suo commento sulla sorella Elena. Cosa è successo? Perchè ha sentito il bisogno di esternare un’opinione su questa persona?

Il commento nasce la mattina dopo alle sette, bevendo un caffè, scrivendo su Facebook come faccio abitualmente prima di iniziare a lavorare. Era un commento a caldo sull’intervista che Elena Cecchettin ha rilasciato e che mi ha lasciato un po’ a bocca amara. Francamente, muore tua sorella e tu lanci un messaggio politico? Tra l’altro mi sembrava molto confezionato e sembrava che cercasse di diminuire anche la responsabilità individuale dell’assassino per dire “guarda, non è colpa sua, è figlio di una società patriarcale”. Io la società patriarcale francamente non la vedo. Semmai nella società c’è poca presenza dei padri. Poi mi hanno inviato il suo profilo Instagram e sono rimasto sconvolto: c’era lei con la statua di Lucifero, simboli satanici, eccetera. Quindi ho fatto la battuta: “Se l’alternativa alla famiglia tradizionale è la famiglia satanica…”, ma ero ironico. E poi ho detto che, siccome lo ritengo un mondo pericoloso, sarebbe opportuno che la magistratura desse un’occhiata all’interno di questi mondi, anche per la sicurezza della ragazza stessa. Non volevo certamente offendere nessuno, ma l’accusa che mi è stata fatta per la quale le avrei dato della satanista non è vera. Io ho solo espresso un parere e qui c’è ancora libertà di pensiero. Oggi la donna è considerata come oggetto in funzione del mio soddisfacimento e di è lì che dobbiamo lavorare. Non dobbiamo dire che la società è patriarcale. Magari ci fossero più padri presenti.

Ma non erano passate nemmeno 48 ore dal ritrovamento del corpo. Il tempismo forse non era dei migliori…

È stato suo il tempismo sbagliato, perché non era un discorso da fare in quell’occasione. Mi ha scioccato il discorso politico fatto così presto, tra l’altro di una persona che il giorno dopo è andata a fare un’intervista sui giornali nazionali e ha dichiarato che vuole fare politica. Questa è stata la spiegazione dei dubbi che avevo e, quindi, legittimi; perché ben venga che le ragazze facciano politica, però credo che sia stata inopportuna la sua uscita. Io ho semplicemente replicato a dei concetti che non condividevo. Quindi se io sono stato inopportuno, lei lo è stata ancora di più.

Però anche il Governatore Zaia si è dissociato dalle sue parole, visto che lei è anche Consigliere Regionale.

Ma, guardi, il Governatore Zaia si dissocia spesso dalle mie parole perché anche su altri temi, come il cambio di sesso, il fine vita, eccetera, che non erano le priorità del nostro programma elettorale, lui ha preso linee diverse ultimamente. Il governatore Zaia sul contenuto ha già cambiato idea perché ieri ha detto che la società patriarcale non esiste. Quindi vorrei chiedere a Zaia se è già venuto sulla mia linea, quindi deve stare un po’ più attento lui prima di replicare.

Torniamo a Elena Cecchettin. Lei, giustamente, ha detto che vuole fare politica. È un’attivista. Crede sia sbagliato anche questo?

Io prima ho detto che sono felice e rispetto chiunque, anche con idee opposte alle mie. Anzi ammiro i giovani che come lei si impegnano a fare politica. Però ci vuole anche il rispetto degli altri. Per esempio, sono stato attaccato da parte di gruppi che mi hanno scritto minacce di morte da tutta Italia, con parolacce e bestemmie di tutti i tipi. Se questa è la società nuova che si contrappone all’altra, io ho espresso un parere e ritengo che in Italia ci sia ancora la libertà di esprimere un’opinione diversa. Se qui esprimere un parere diverso significa essere messo alla gogna mediatica dalle TV di Stato, da tutto il sistema e da gente che inveisce istigando alla violenza nei miei confronti…Se questa è la nuova società che avanza, io sto con quella patriarcale.

Guarda l’intervista completa