Verona 2022, Damiano Tommasi scioglie la riserva. Sarà lui il candidato di un centrosinistra ampio

Damiano Tommasi sarà il candidato di un centrosinistra ampio alle prossime elezioni amministrative di Verona. Lo ha confermato con un'intervista al Corriere.

Damiano Tommasi
Damiano Tommasi

Elezioni Verona 2022: Damiano Tommasi conferma la disponibilità

Per un Silvio Berlusconi che scioglie la riserva in senso negativo sulla propria “candidatura” a Presidente della Repubblica, c’è un Damiano Tommasi che invece la scioglie in senso positivo sulla corsa alle elezioni amministrative per Verona, che si terranno la prossima primavera.

In entrambi i casi, quello di Berlusconi e quello di Tommasi, la strada sembrava ormai essere segnata e i dubbi erano pochi. Tant’è che oggi, con un’intervista al Corriere della Sera, l’ex calciatore di Hellas e Roma (con cui vinse lo Scudetto) e della Nazionale Italiana, ex presidente dell’Associazione italiana calciatori e fondatore di una scuola in Valpolicella ha ufficializzato la propria candidatura alle prossime elezioni amministrative per il Comune di Verona.

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Già chiaro il sostegno del Partito Democartico, di Verona e Sinistra in Comune, di Traguardi e di varie altre forze di centro e centrosinistra. Da chiarire la posizione del Movimento 5 Stelle, già poco incisivo a Verona e fortemente ridimensionato anche in consiglio comunale, dove il già candidato sindaco Alessandro Gennari è passato alla Lega un anno fa, lasciando a difendere i colori pentastellati solo Marta Vanzetto.

In campo fino a oggi, fra i “big”, di sicuro c’era solo Flavio Tosi, di cui già svettano i manifesti in città. Il sindaco Federico Sboarina, dopo l’entrata in Fratelli d’Italia, attende per la ricandidatura un via libera dal suo partito, che si deve accordare con la Lega.

Anche Damiano Tommasi, come Sboarina cinque anni fa con Battiti per Verona, non sarà un candidato di partito, ma si presenterà con una lista civica «che avrà l’appoggio di tutto il centrosinistra e anche del Movimento 5 Stelle, mi auguro» ha dichiarato a Stefano Lorenzetto sul Corriere.

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I commenti degli alleati

Il capogruppo del Pd in consiglio comunale Federico Benini sceglie un episodio simbolo della carriera di Tommasi per accogliere la candidatura, quando alla Roma, rientrando da un grave infortunio, decise di giocare per il minimo salariale di 1.470 euro al mese. «Potrebbe, una persona con questi valori, permettere che nei cda delle due partecipate i politici si raddoppino gli stipendi mentre le famiglie sono salassate dall’aumento impressionante delle bollette?» è la domanda retorica di Benini.

Continua l’esponente dem: «Potrebbe, l’unico giocatore al mondo che chiedeva 1.400 euro al mese, perpetuare una politica di sprechi, di promozione di amici degli amici a svantaggio della collettività? È anche per questi motivi che sono convinto che Verona abbia bisogno di aria nuova e di estrema trasparenza. E Tommasi da sindaco sarà l’unico in grado di trasmettere questi valori».

«Siamo orgogliosi di sostenere la sua candidatura insieme a una squadra fatta di tante forze politiche che da mesi sono al lavoro per la nostra città» è il commento che arriva dal movimento civico Traguardi. «Serietà e competenza, innovazione ed idee, ma soprattutto una proposta che parli direttamente alle persone, ai veronesi ed alle veronesi. Coinvolgendo tutti per costruire davvero la Verona del futuro».

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