Gennari passa alla Lega: «Mai stato un uomo di sinistra»

Alessandro Gennari, già candidato sindaco di Verona con il M5S, entra nelle file carroccio. E' il primo passaggio di un consigliere dalla minoranza alla maggioranza.

Vito Comencini, Alessandro Gennari, Alberto Stefani e Nicolò Zavarise.
Vito Comencini, Alessandro Gennari, Alberto Stefani e Nicolò Zavarise.

Cambio di casacca roboante a Palazzo Barbieri. Ieri si è tenuta la conferenza stampa per ufficializzare il passaggio del consigliere Alessandro Gennari, entrato in consiglio nel 2017 dopo essersi candidato a sindaco con il Movimento 5 Stelle, alla Lega.

Ad inaugurare la conferenza è stato il deputato e consigliere comunale Vito Comencini che ha giustificato l’incontro proprio per fare chiarezza sulle tanti voci e le ipotesi sono circolate in questi giorni sulla scelta dell’ex grillino di passare al carroccio.

«Si tratta del primo passaggio di un consigliere di minoranza alla maggioranza, – ha sottolineato poi il coordinatore provinciale della Lega Nicolò Zavarise – questo significa che il nostro partito è attrattivo. Oggi più che mai abbiamo bisogno di concretezza e quando la politica riesce ad essere concreta, come nel nostro caso, diventa anche inclusiva».

«Gennari è una persona di alto profilo, ha uno spessore importante, è già stato candidato sindaco. Il fatto di poterlo avere nella squadra è motivo di orgoglio» ha concluso Zavarise al quale è seguito l’intervento della consigliera Anna Grassi che ha parlato di «scelta di coraggio da parte di Gennari e di valore aggiunto per la Lega».

L’intervento di Alessandro Gennari

Alessandro Gennari, dal Movimento 5 Stelle alla Lega.
Alessandro Gennari, qui nel 2017, passato dal Movimento 5 Stelle alla Lega.

«Ringrazio tutti i presenti che mi stanno sostenendo. Si tratta per me di un percorso nuovo, diverso e inaspettato. – ha commentato l’ex grillino – Premetto che sono sono un uomo di 37 anni, contrariamente a quanto scritto da qualche testata che mi ha “ringiovanito”, e sono sempre stato una persona propositiva. Anche nel Movimento 5 Stelle in cui ho fino a poco tempo fa».

«In seguito alla mia decisione, ho dato le mie dimissioni da vice presidente delle opposizioni a Palazzo Barbieri e oggi sono qui a ribadire che la scelta che faccio oggi è la stessa che feci, assieme allo stesso spirito critico, quando nel 2018 andai a Palazzo Chigi da neo eletto rappresentante del Movimento per le province di Verona per fornire suggerimenti in occasione degli Stati Generali, rimasti lettera morta. E quello fu un primo segnale».

«Penso di poter affermare di aver preso il M5S e di averlo portato ad alti livelli, ma ora non mi riconosco più nel partito. Devo sottolineare che la venuta meno a un’appartenenza politica non dovrebbe mai mettere in dubbio la qualità della persone. I cittadini vedono e percepiscono questo».

«Io non sono mai stato un uomo di sinistra, – ha proseguito Gennari – e se nelle battaglie sui temi cari alle politiche di sinistra, tra cui le politiche sociali, l’innovazione, le politiche giovanili, sono stato protagonista, è perché sono una persona dal pensiero libero e non perché faccio parte di una sigla di un partito. Di tutte le battaglie che ho portato avanti, quella per i teatri e le fondazioni lirico sinfoniche, è quella a cui tuttora tengo di più. Tutte le soluzioni che avevo portato al mio ex partito erano cadute nel vuoto, vuoi per equilibri di governo, vuoi per mancanza di intraprendenza per affrontare il contesto romano».

«Poi le ultime cinque votazioni sulla piattaforma Rousseau, che mi hanno visto sempre contrario. Ho capito che io o il Movimento siamo diventati qualcosa di diverso. Propendo per il secondo. – ha proseguito Gennari – Il Movimento 5 Stelle è diventato altro rispetto all’origine, ha tagliato i ponti col suo DNA, con le sue radici e ha deluso milioni di cittadini. Per rispetto della mia persona e dei dieci che ho dedicato al M5S , cosa avrei dovuto fare?».

«Il dialogo con la Lega è franco, aperto. Scelta sofferta, ma ho apprezzato la concretezza di cui parlava il commissario provinciale Zavarise. La Lega è l’esatto contenitore per le mie battaglie. E su queste non sono cambiato».

Complimenti a Gennari sono arrivati anche da Alberto Stefani, coordinatore regionale del caroccio, ieri presente in conferenza stampa.

La conferenza stampa di ieri a Palazzo Barbieri

Il plauso dell’europarlamentare Paolo Borchia

«La Lega, primo partito in Veneto e in Italia, si dimostra fortemente attrattivo. Serve continuare a crescere e farlo con intelligenza. Il profilo di Gennari va in questa direzione, essendo stato in grado di dimostrare dai banchi dell’opposizione capacità e voglia di lavorare. Spiace per gli attacchi, strumentali e personali, che ha ricevuto ma d’altronde chi ha voglia di concretizzare progettualità per la città vede nella Lega un contenitore politico di riferimento». Così Paolo Borchia, eurodeputato e coordinatore di Lega nel Mondo in missione negli Stati Uniti per il Cpac 2021, in merito all’ingresso di Alessandro Gennari nel Carroccio.

Amareggiato Tommaso Ferrari di Traguardi

«Stimo Alessandro Gennari, ho avuto modo di apprezzarlo in Consiglio comunale, e sono certo avrà riflettuto sulla sua decisione. Ma come nel caso di Edi Maria Neri, non posso sorvolare sulla natura del partito cui ha deciso di aderire. La Lega, soprattutto a Verona, resta il partito nemico dei diritti civili, il partito delle mozioni provocatorie e ideologiche, della gestione opaca sia nella lunga stagione Tosi che durante l’amministrazione Sboarina. Un partito che ha preso parte attiva in tante scelte, a partire da quelle relative a Fondazione Arena, che Gennari stesso ha aspramente contestato. Uscire dal clima di odio e contrapposizione degli ultimi anni fa bene a tutti, ma farlo perdendo del tutto la memoria di ciò che è stato rischia di generare danni ancora peggiori».

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