Variante 29, Segala: «Coinvolgere i cittadini? È stato bello e positivo»

L'assessore all'Urbanistica del Comune di Verona, Ilaria Segala, è intervenuta su Radio Adige Tv per spiegare cosa sarà di Verona e del suo futuro con la Variante 29, il documento urbanistico che nei prossimi anni ridisegnerà e riqualificherà alcune aree della città senza consumare nuovo suolo.

Nelle scorse settimane sono iniziati con Borgo Venezia e Croce Bianca i sopralluoghi dell’amministrazione per visionare le zone che dovrebbero essere interessate dalla riqualificazione prevista dal documento urbanistico. Sono 145 le proposte distribuite su tutto il territorio comunale arrivate da privati e aziende per dare nuova vita a diversi ad aree edifici e trasformarli in qualcosa che possa ridare loro dignità e valorizzare i quartieri in cui si trovano. Il tutto, chiaramente, senza portare a consumo di nuovo suolo. A spiegarci quali saranno i prossimi passi da compiere per poter dare il via agli interventi è stata l’assessore all’Urbanistica del Comune di Verona Ilaria Segala.

«Il bando era diviso in diversi moduli: sono arrivate 78 manifestazioni per aree degradate con capannoni e zone dismesse che si vogliono riconvertire. Poi sono arrivate tre manifestazioni legate all’uso temporaneo: persone che vorrebbero anche un uso non consentito dal piano regolatore ma solo per un periodo da tre a cinque anni. Sono arrivate anche 11 proposte per zone da rinaturalizzare: vengono abbattuti gli edifici presenti e torna ad essere zona verde. Il volume esistente viene convertito in credito edilizio da spendere in altre parti della città. Infine tante anche le manifestazioni da singoli cittadini e da comitati per recuperare le zone di degrado» ha spiegato Segala.

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«Abbiamo iniziato dalla parte est e ovest della città perchè erano la sorpresa di questa Variante urbanistica, che sembrava concentrata solo nella Zai. In realtà tantissime sono anche la manifestazioni anche in queste due zone, perchè anche qui ci sono episodi di zone industriali e non che ormai aspettano da tanti anni una nuova vita».

I prossimi passi per l’iter di riqualificazione? «Adesso stiamo facendo l’istruttoria di tutte le manifestazioni arrivate. Intendiamo chiuderla entro un mese. Inizierà quindi il confronto con la commissione urbanistica per arrivare poi in consiglio comunale entro maggio. Da lì poi, una volta che il Consiglio avrà adottato la Variante 29, partirà il periodo di osservazione e la valutazione ambientale in Regione. Chiuso questo periodo a fine anno o inizio del prossimo si potrà tornare in Consiglio comunale e approvare la variante. Da lì ci possono essere interventi di edilizia privata che possono essere veloci, altri più complessi» ha detto l’assessore.

Fondamentale l’apporto arrivato anche dalla cittadinanza che ha suggerito interventi in diverse aree della città: «È stato bello perchè alcuni cittadini e comitati hanno espresso dei progetti su aree private, come l’ex Sapel di Montorio che avevamo già visitato prima che partisse la campagna di manifestazioni, con idee da cui scaturirà anche un dibattito. Questa Variante è centrata anche sui luoghi periferici della città e non solo sul centro storico».

Tra le manifestazioni di interesse pervenute al comune sono molte quelle originali, come la proposta di trasformare il cortile dell’ex poligrafica Cortella in via Galtarossa nel primo bosco termale della città, ma non solo: «Ha destato il mio interesse, e lo vedremo questa settimana durante la terza tappa del tour in Zai, un edificio dismesso composto di più parti e anche da un corpo alto, una specie di torretta. – ha spiegato Segala – I proprietari hanno proposto di aprire nella parte più bassa un birrificio, con produzione e vendita, e nella parte più alta fare una palestra di roccia interna. Sembra una cosa abbastanza nordica ma sarebbe molto carino».