Al via il tour per la Variante 29. Prima tappa in Borgo Venezia

Dare nuova vita ad aree e edifici abbandonati o degradati, per incontrare gli interessi dei privati ma anche per portare valore aggiunto nella zona in cui si trovano. Questo l’obiettivo alla base della Variante 29, che conta ben 145 proposte per altrettante aree pronte ad avviare questo processo di rigenerazione partito oggi con la visita di alcune delle zone interessate.

È partito oggi il tour alla scoperta delle aree dismesse private che verranno rigenerate attraverso la Variante 29. Le manifestazioni pervenute allo specifico bando sono state ben 145, distribuite su tutto il territorio comunale. L’obiettivo dell’Amministrazione è di visitare il maggior numero di aree da recuperare; solo sul posto infatti, ci si può rendere conto delle reali potenzialità di ciascuna area e delle opportunità che la rigenerazione offre per il territorio con servizi aperti a tutti i cittadini. Ma anche per capire se il mix di funzioni richieste dai proponenti sono adeguati allo sviluppo armonico dei quartieri. 

Per l’occasione è stato usato un autobus Atv, addobbato con lo slogan ‘Verona la città che cambia #variante29’. Ci sono saliti il sindaco Federico Sboarina e l’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala, ma anche il vicesindaco Luca Zanotto e numerosi consiglieri comunali. Tre le fermate della prima uscita, concentrate nel quartiere di Borgo Venezia e in particolare nell’area dell’ex Tiberghien, per la quale sono arrivate interessanti proposte di recupero residenziale ma anche di servizi per il quartiere. Per poi proseguire su lungadige Galtarossa, in direzione boschetto, dove si preannuncia l’arrivo di un innovativo parco termale. 

È questa la filosofia alla base della Variante 29, dare nuova vita ad aree e edifici abbandonati o degradati, con destinazioni d’uso che si sposano con gli interessi dei privati ma che portano valore aggiunto nella zona in cui insistono. Il tutto, senza consumo di nuovo suolo, per una città che si rigenera riqualificando intere aree della città. Un filo conduttore che unisce le diverse manifestazioni di interesse e proposte progettuali arrivate, e che ora l’Amministrazione dovrà vagliare nel dettaglio. 

Le aree visitate oggi

L’area dell’ex sede Croce Verde in via del Capitel, oggi fortemente degradata. La volontà dell’ente è quella di farvi ritorno il prima possibile, recuperando l’ampia superficie attraverso un progetto che prevede un mix di funzioni. Oltre agli uffici della Croce Verde, sono ipotizzati spazi per i servizi dei quartieri (1850 mq), laboratori per i cittadini (1000 mq), una parte di residenziale (700 mq) ma anche ampie aree scoperte sempre a disposizione delle attività del quartiere. In via della Barbera sono oggi presenti alcuni capannoni che rientrano nell’area di pertinenza dell’Ex Tiberghien. Ora sono adibiti a magazzini, in parte in disuso; l’obiettivo della proprietà è trasformarli in edifici residenziali, in linea con la vocazione della zona, riservando una piccola quota a commerciale (circa 2700 mq di residenziale complessivi e 500 di commerciale). 

Il tour si è concluso in via Galtarossa 22, nella sede della storica poligrafica Cortella. Circa 6 mila metri quadrati di superficie coperta, 2 mila di cortile centrale che i proprietari, affiancati da un pool di progettisti, vorrebbero trasformare nel primo bosco serra termale della città, sfruttando la presenza di una risorgiva naturale che scende da Montorio che arriva calda e potrebbe essere utilizzata per dare vita ad un’oasi naturalistica a due passi da piazza Bra. Un progetto ambizioso, che punta a sfruttare la posizione strategica dell’area vicina al centro per attirare attività di imprenditoria moderna, che trovano nella tecnologia e nella sostenibilità i propri punti di forza. Il progetto prevede 600 mq di spazi per attività socio-culturali; 500 mq per bar e ristoranti, preferibilmente bio, 150 mq per ciclo officina ovvero un punto noleggio biciclette; mille mq per spazi ricettivi a servizio delle imprese innovative; 1000 mq da adibire a direzionale e co-working. Nella superficie scoperta trovano spazio la piazza lineare, le isole boscate e la fonte termale.  

«La rigenerazione urbana non ci sarà solo in Zai. In molti quartieri ci sono proprietà private che attendono nuovi utilizzi – ha detto il sindaco -. Andiamo sul posto a vedere le aree che faranno parte della grande rigenerazione complessiva della città per capire se sono realizzabili. Lo spirito della variante 29 è proprio questo, togliere dal degrado e dall’abbandono luoghi ed edifici cittadini oggi inutilizzati, per trasformali in grandi opportunità di crescita e riqualificazione. La città che cambia non è più solo uno slogan. Il valore aggiunto di tutte le proposte arrivate è che vanno oltre l’interesse dei privati, proponendo progetti che non puntano alla speculazione fine a se stessa ma all’interesse collettivo. Ci sono ben 145 aree pronte ad avviare questo processo di rigenerazione, puntiamo ad accelerare i tempi perché portarli a termine vuol dire cambiare il volto della città e migliorarne significativamente la qualità della vita». 

«Oggi ci concentriamo su Borgo Venezia, a dimostrazione che gli edifici dismessi non sono solo a Verona sud – ha aggiunto l’assessore Segala-. Il bando ha avuto un grandissimo riscontro, sono arrivate tantissime manifestazioni d’interesse che da sole riqualificheranno oltre un milione di metri quadri urbani. Senza contare la diversità degli interventi proposti, la maggior parte dei quali riguardano i servizi pubblici, a favore quindi dell’intera collettività. Oggi ne abbiamo avuto dimostrazione, tre progetti differenti, tutti di alto livello, che fanno del mix di funzioni la loro forza».