Et voilà, la Variante 29: «Disegna una nuova città pubblica»

Presentate questa mattina dal sindaco Federico Sboarina, dall’assessore Ilaria Segala le 145 manifestazioni di interessi da parte di privati per rigenerare aree degradate della città.

L'assessore Segala e il sindaco Sboarina presentano la Variante 29

La Variante 29 disegna una nuova ‘città pubblica’. Metà delle 145 manifestazioni d’interesse arrivate per la rigenerazione di aree degradate della città riguardano nuovi servizi. Campi sportivi, edifici scolastici, case di riposo da realizzare in spazi che sono abbandonati ormai da tempo, senza nuovo consumo di suolo. Cantieri che potrebbero partire già nel 2022 e ridare vita a più di 1 milione di metri quadri, ossia un terzo di tutti i ‘vuoti’ cittadini. E il 45 per cento di essi sarà a servizio della collettività. Le restanti proposte riguardano per il 16 per cento il residenziale, per il 14 per cento il commerciale, per il 12 per cento il direzionale, per l’8 per cento il settore turistico-ricettivo e, infine, per il 3 per cento il produttivo. Solo lo 0,05 per cento ha a che fare con l’ambito agricolo.

La presentazione delle manifestazioni d’interesse è scaduta il 30 dicembre e, in 4 giorni gli uffici comunali dell’Urbanistica hanno esaminato tutte le proposte pervenute. Quattro gli ambiti di azione della Variante 29. Il primo, appunto, è la riqualificazione delle aree di degrado urbano, per il quale sono arrivate 78 proposte. Le principali riguardano l’ex carcere Campone, dove troverebbero spazio negozi e uffici per il vicino Tribunale. Ma anche Villa Pullè, l’ex Couver, la sede della Croce Verde di via del Capitel, l’ex camera di commercio Domus Mercatorum, l’ex caserma Riva di Villasanta dell’Azienda Ospedaliera, l’ex banca Cattolica di Cecchini. Ma anche la storica fabbrica Isap nell’ansa dell’Adige, l’ex Sapel di Montorio, cartiere Fedrigoni, al Nassar l’area del Paqe, l’ex Galtarossa, una parte dell’ex Tieberghien, l’ex Croce Rossa Italiana, l’ex Bendazzoli in Borgo Venezia, l’ex centrale del latte. Così come molti capannoni dismessi che potrebbero diventare locali per eventi e pubblici spettacoli, edifici per spesa-drive in, spazi di coworking e startup, social housing, RSA, poli direzionali o scolastici, spazi per aree gioco e sport.

Il secondo ambito riguarda invece la riqualificazione ambientale con demolizioni integrali di opere incongrue o di elementi di degrado: 11 le proposte arrivate, quasi tutte per capannoni dismessi industriali o agricoli anche fuori dal contesto cittadino. Il terzo ambito permette il riuso temporaneo di immobili esistenti dismessi o inutilizzati: 3 le manifestazioni d’interesse pervenute, una per la galleria d’arte di Deiorio, un’altra per trasformare un capannone della Zai in birreria e palestra verticale, l’ultima per un lotto in zona produttiva alla Bassona. Infine 53 privati cittadini hanno sfruttato il quarto ambito per segnalazioni finalizzate alla mappatura di episodi, fenomeni e ambiti di degrado.

Anche i comitati cittadini hanno presentato delle manifestazioni, tra tutti il comitato fossi di Montorio per l’ex Sapel e per la chiesetta di Santa Maria della Rotonda e il comitato ‘Un parco per la città’ per una proposta sull’ex cava Speziala.

Si tratta questa di una prima fase ricognitiva. L’iter per la nuova Variante 29 prevede ora il passaggio in Giunta, nelle Circoscrizioni comunali e in Commissione Terza, per approdare in Consiglio comunale entro l’estate. Dopo l’adozione della Variante scatterà il periodo per la presentazione delle osservazioni ed entro fine anno potrà essere approvata la versione definitiva. Questo potrebbe portare all’avvio dei primi cantieri già ad inizio 2022.

A presentare le proposte arrivate, questa mattina in diretta streaming, il sindaco Federico Sboarina e l’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala. Presenti anche il professor Paolo Galuzzi del Politecnico di Milano che collabora alla stesura della Variante 29 e il dirigente dell’Urbanistica Arnaldo Toffali.

«È davvero una grande soddisfazione, in pochi giorni sono arrivate tantissime proposte, nemmeno noi ci aspettavamo un numero così elevato, significa che c’è grande interesse e partecipazione – ha detto Sboarina -. Ci sono zone della città come la Zai, la Croce Bianca ma anche tanti contenitori sparsi nei quartieri, che verranno completamente rigenerati. Spazi da anni abbandonati e lasciati al degrado dove spesso siamo intervenuti per mantenere la sicurezza, con sgomberi e allontanamenti. Questo percorso, per il quale vogliamo stringere i tempi e accelerare il più possibile, riporterà a nuova vita tante aree della nostra città, con proposte di livello qualitativo importante in quanto la diversità delle manifestazioni d’interesse presentate, e di conseguenza delle tipologie di intervento, è davvero interessante. Seguirà ovviamente un confronto su ogni singola proposta, ma sono tutte una grande soddisfazione perché la risposta di un percorso al quale crediamo tantissimo. Abbiamo voluto giocare in contropiede perché, di fronte a una situazione generale di recessione, noi così diamo uno slancio alla ripresa, consentendo alle nostre attività economiche e produttive di ripartire ancor prima che la ripartenza vera si veda a livello nazionale. Siamo stati colpiti come tutti da una pandemia che ha messo in ginocchio un Paese intero, ma noi ci muoviamo in anticipo e siamo pronti a rilanciare. In questo contesto storico, la Variante 29 diventa anche una grande partita per una ripartenza della città e non solo per il recupero del degrado e degli spazi abbandonati».

«Il bando ha avuto un grandissimo riscontro, sono arrivate tantissime manifestazioni d’interesse che da sole riqualificheranno oltre un milione di metri quadri urbani. Senza contare la diversità degli interventi proposti, la maggior parte dei quali riguardano i servizi pubblici, e quindi sarebbero a favore dell’intera collettività – ha aggiunto Segala -. Un chiaro segnale che è proprio nelle aree dismesse il futuro della città, coerentemente con l’obiettivo di non consumare più nuovo suolo. Al bando hanno aderito anche edifici abbandonati da tantissimo tempo come Villa Pullè e l’ex Campone. Tanti spazi dislocati in tutti i quartieri. Proposte di livello qualitativo alto che ci hanno davvero stupito soprattutto per il primo modulo della rigenerazione urbana. Ma anche negli altri ambiti, tra cui 11 riqualificazioni ambientali».

«Il tessuto della città ha dimostrato di saper proporre idee davvero interessanti e innovative – ha concluso Galuzzi -. C‘è una forte sintonia, almeno in una buona parte delle proposte arrivate, con i criteri di sostenibilità e di riqualificazione urbana. Così come sulla sperimentazione di funzioni completamente nuove, sia per gli usi temporanei che per la rigenerazione vera e propria. Questo nuovo modo di fare urbanistica a Verona permette non solo di dare il via a progetti singoli ma di costruire una riqualificazione d’insieme, un passo molto interessante per il futuro cittadino».