Scuole in presenza al 100%? Zaia: «Mancano i mezzi di trasporto»

«Sì all'apertura delle scuole, ma dobbiamo farlo in sicurezza» ha detto il presidente Zaia. In Veneto «con la didattica al 100% in presenza servono altri mille autobus».

Luca Zaia
Luca Zaia

Si avvicina lunedì 26 aprile, giornata di riaperture, con l’obiettivo di riportare in presenza gli studenti e le studentesse di tutte le scuole. In programma oggi un appuntamento della conferenza delle regioni. «Uno dei punti nevralgici da discutere è quello dei trasporti» ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. «Non può passare l’idea che non ci siamo organizzati: è impossibile trovare sul mercato tutti questi mezzi. Sia su gomma, sia treni».

Per quanto riguarda i bus «avevamo 2400 mezzi, per 27mila corse al giorno. A questi abbiamo aggiunto 500 privati e assunto 130 persone come steward. Questo con il 50% di capienza dei bus e il 50% di didattica a distanza. Lo scenario nuovo prevede la didattica al 100% in presenza, quindi servirebbero altri mille autobus. Da 2900 dovremmo arrivare a 3900: sul mercato non ci sono».

Le soluzioni da escludere, secondo Zaia, sono il mantenimento della didattica a distanza al 50% e l’aumento della capienza dei bus oltre il 50%. Da valutare, invece, «una presenza a scuola superiore al 50%, ma inferiore al 100%». Altra soluzione possibile, secondo Zaia «dare la facoltà di scegliere fra presenza a scuola o dad agli studenti e alle famiglie. Pur essendo questa una via molto difficoltosa».

«Sì all’apertura delle scuole, ma dobbiamo farlo in sicurezza» ha ribadito Zaia

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Cna: «I bus ci sono»

Per quanto riguarda i bus, secondo Cna Fita Veneto «con la ripresa della didattica in presenza necessario reperirne circa altri 100-150. Cna Bus Fita Veneto si sta attrezzando». Numeri ben diversi rispetto a quelli citati dal presidente Zaia.

Sono 350 in Veneto le imprese che si occupano di trasporto di persone su gomma, iscritte nell’Albo Regionale, per un totale di circa 3mila mezzi destinati a scuolabus, minibus e servizi turistici di vario tipo.

Già dallo scorso 1 febbraio, con le prime riaperture delle scuole, i privati hanno messo a disposizione della Regione Veneto 500 mezzi ad integrazione del servizio di trasporto pubblico degli studenti, all’incirca 100 mezzi per ogni provincia del Veneto.

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Rientro a scuola - Stazione Porta Nuova - autobus Atv
Studenti alla stazione degli autobus di Verona Porta Nuova, 1 febbraio 2021

«Attualmente in regione sono appunto circa 500 i mezzi utilizzati a sostegno di quelli di linea per il trasporto integrato degli studenti» dichiara Massimo Fiorese, Portavoce Regionale Trasporto Persone NCC Bus Cna Fita Veneto. «Per alcune tratte sono riempiti sino al massimo della capienza disponibile rispetto ai posti indicati sulla carta di circolazione (circa 26 passeggeri), mentre per altre i bus sono utilizzati solo parzialmente o in minima parte».

«Con il prossimo 26 aprile, quando avverrà la ripresa della didattica in presenza al 100 per cento per quanto riguarda gli studenti degli istituti superiori, si prevede che il quantitativo di mezzi disponibili potrà essere eventualmente aumentato circa del 30 per cento, vale a dire reperire all’incirca altri 100-150 mezzi. Come CNA Bus Fita Veneto ci stiamo già attivando – prosegue Fiorese –, ma è necessario poter avere indicazioni al più presto, così da reperire ed informare gli autisti sulle varie tratte da coprire ed essere pienamente attivi da lunedì prossimo».

«Siamo lieti di constatare che la sinergia pubblico privato funziona – conclude Massimo Fiorese – e che fino ad ora gli studenti si sono dimostrati attenti e collaborativi, consapevoli nell’adottare i corretti comportamenti anti contagio che divengono così buone pratiche condivise. Da parte nostra tutto l’impegno per proseguire in questa collaborazione mettendo a disposizione i mezzi necessari in modo da agevolare gli utenti».

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Ferrari (Traguardi): «Piano dei trasporti sempre in ritardo»

«Durante l’ultimo anno le istituzioni, a tutti i livelli, hanno appoggiato il ritorno in classe di studenti e studentesse delle superiori, salvo poi dover rincorrere i provvedimenti di riapertura senza mai programmare in anticipo i possibili scenari e trovandosi puntualmente impreparate» commenta il consigliere comunale di Verona Tommaso Ferrari, esponente di Traguardi.

Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi
Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi

«A Verona il Piano dei trasporti elaborato a fine 2020 prevedeva due ipotesi di rientro in classe: al 50 e al 75 per cento. Solo in questi giorni ci accorgiamo che non esiste un programma operativo che consenta di portare i ragazzi a scuola tutti insieme con la capienza attuale dei mezzi, nonostante questa eventualità dovrà verificarsi prima o poi, con buona pace di chi afferma che la decisione del governo ha preso tutti in contropiede».

«Il risultato? La responsabilità viene scaricata sul mondo della scuola, che già da tempo si è data un’organizzazione, ma ancora una volta dovrà adeguarsi a un sistema di trasporto che non è in grado di soddisfare le esigenze della propria utenza» continua Ferrari.

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«A un mese e mezzo dalla conclusione dell’anno scolastico e dopo l’ennesima mancanza di programmazione, c’è solo una cosa da fare: rimboccarsi le maniche e sfruttare in particolar modo i mesi estivi per mettere nero su bianco un Piano dei trasporti che garantisca condizioni di sicurezza per il rientro a scuola del cento per cento degli studenti, a settembre. Anche in accordo anche con partner privati, se dovesse servire. Il Comune di Verona, attraverso l’assessore alla Mobilità e traffico Luca Zanotto, si faccia parte attiva per promuovere questa iniziativa. Si tratta di rendere un servizio alle famiglie veronesi» conclude il consigliere di Traguardi.

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