Anticorpi monoclonali, parte il grande studio: Verona protagonista

Al via da Verona un grande studio di livello nazionale sugli anticorpi monoclonali. Coordina la professoressa Evelina Tacconelli.

Anticorpi monoclonali Evelina Tacconelli
Seduti da sinistra: l'assessora Manuela Lanzarin, la professoressa Evelina Tacconelli, il presidente del Veneto Luca Zaia

Dal Veneto, e in particolare da Verona, parte un grande studio sugli anticorpi monoclonali. Su questo oggi ha fatto il punto la dottoressa Evelina Tacconelli durante la conferenza della Regione Veneto. Saranno coinvolti pazienti su tutto il territorio nazionale, ma poi i dati

«In Italia a oggi sono state somministrate poco più di 2mila terapie con gli anticorpi monoclonali. Di queste 410-420 sono in Veneto. Vengono somministrate dalle varie Ulss e dalle due aziende ospedaliere di Verona e Padova. Di queste 420 dosi, a Verona sono circa 120» ha spiegato la professoressa Tacconelli.

Questi pazienti sono stati seguiti anche nel tempo successivo alla somministrazione. Si tratta di persone con più di 70 anni (con qualche rara eccezione), tutti con almeno un’altra patologia. «Senza monoclonali, secondo i dati Iss e americani, 30-35 finirebbero in ospedale. Di questi 6-7 andrebbero incontro al decesso» ha ricordato Tacconelli.

Dati ben diversi grazie agli anticorpi monoclonali: «Nel gruppo di 115 trattati, ne abbiamo ricoverati 14, rispetto ai 30-35 che sarebbero di media. Uno di loro senza bisogno di ossigeno, l’abbiamo ricoverato per cautela, perché estremamente fragile. Nessun decesso».

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Chi può ricevere gli anticorpi monoclonali

«Vanno somministrati immediatamente alla scoperta della positività. I 14 che sono stati ricoverati con noi sono arrivati tardivamente. Aifa raccomanda il trattamento entro i 10 giorni, ma abbiamo visto che è importante che gli anticorpi vengano dati quando il paziente non ha ancora i propri» ha spiegato Tacconelli.

«Venerdì Aifa ci ha contattato per uno studio anche sui pazienti non a rischio». La proposta del Veneto, coordinata dalla professoressa Tacconelli, è lo studio “Mantico”: i pazienti over 50 con un solo sintomo e un tampone, anche rapido, positivo, si potranno candidare entro 4 giorni per questo studio. Non devono aver bisogno di ossigenoterapia, devono essere pazienti nelle fasi iniziali della malattia.

«Con 1200 pazienti avremmo un’evidenza scientifica sulla base della quale dare indicazioni alle altre regioni su come utilizzare al meglio gli anticorpi monoclonali» ha detto Tacconelli. Per ora i fondi allo studio sono tarati su 1260 somministrazioni.

Lo studio inizierà fra alcune settimane, mancano ancora alcuni passaggi burocratici-amministrativi. Questo tipo di terapia potrebbe ridurre anche la necessità di utilizzo di ossigeno a casa, oltre ad avere il vantaggio di ridurre per esempio i giorni di lavoro persi.

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Ricoveri, vaccini e scuole

Sul dato dei ricoveri in Veneto, secondo il presidente della Regione Veneto Luca Zaia «stiamo scontando le vacanze pasquali», questi i dati che emergono dal contact-tracing. «Lunedì si riapre: ci vuole attenzione» ha detto Zaia, richiamando i cittadini alla responsabilità individuale.

«Oltre alla fornitura “canonica” delle 120mila dosi di vaccino Pfizer settimanali, nelle prossime ne avremo circa 50mila in più» ha aggiunto Zaia. Circa il 5 per cento degli ultraottantenni non ha voluto vaccinarsi e circa l’1 per cento non è reperibile, ha detto il presidente del Veneto.

Sulle riaperture delle scuole: «C’è il problema dei mezzi di trasporto. Non ne abbiamo a sufficienza, e non ci sono sul mercato. Mi appello al Governo affinché prenda in mano questa situazione».

Tacconelli sulle riaperture

«È facile dire che sarebbe meglio non riaprire. Però credo che a questo punto sia una questione di consapevolezza della comunità: quello che occorre è l’utilizzo della mascherina e l’igiene. Se uniamo questa consapevolezza a vaccini e monoclonali, davvero possiamo passare un’estate più serena» ha detto Tacconelli.

«C’è una riduzione dei ricoveri ospedalieri e dei pazienti in terapia intensiva». Secondo Tacconelli è interessante osservare il dato della mortalità che nel febbraio 2021 è comparabile agli anni precedenti, non in aumento come è stato per altri mesi.

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