Scuola, ancora incertezze sul rientro in classe

Sarà presentata a breve, dalle Regioni, la proposta in vista del rientro in classe degli studenti italiani. Si tratta di un piano per la gestione dei casi di positività al Covid che, stando al CNR, cresceranno proprio in concomitanza con la riapertura delle scuole.

Scuola

Non si sono ancora dipanati i dubbi riguardo il rientro in classe degli studenti italiani, a pochi giorni dalla fine di queste ultime (e lunghe) vacanze natalizie, contrassegnate da un aumento consistente dei positivi al Covid-19. In particolare, i principali nodi, riguarderebbero la gestione delle classi nelle quali sono stati riscontrati casi di positività al virus e la DAD per i non vaccinati. Un tema, quest’ultimo, sul quale ieri si era espresso fermamente contrario anche il governatore del Veneto Luca Zaia.

Nel pomeriggio di oggi, intanto, il premier Mario Draghi ha ricevuto a Palazzo Chigi i ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi e della Salute Roberto Speranza e il commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo per discutere del nodo scuola. Dal canto loro, stando a quanto riportato dall’Ansa, anche le Regioni sono al lavoro per avanzare una proposta al Governo in vista del rientro in classe di milioni di studenti. Secondo le prime informazioni, la bozza delle Regioni prevede che alle elementari e in prima media, con 4 o più contagi in classe, è prevista una settimana di Dad e la quarantena per tutti gli alunni della classe, oltre al tampone (quest’ultimo necessario solo per i non vaccinati, se quelli con copertura vaccinale non hanno sintomi). Sotto questa soglia è prevista solo l’autosorveglianza per tutti e la raccomandazione di indossare la mascherina ffp2, oltre a quella di astenersi dalla frequentazione di ambienti differenti da quelli familiari. La proposta resta comunque vincolata all’andamento epidemiologico, in particolare della variante Omicron, e a una copertura vaccinale del 70%.

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La posizione di Luca Zaia

Sul tema è nuovamente intervenuto oggi il governatore Zaia, che si è detto favorevole alla riapertura delle scuole, ma solo con il benestare del Comitato Tecnico Scientifico che «deve certificare, dati alla mano, che si può aprire. Potremmo portare i tamponi salivari a scuola, come si fanno in altri paesi» ha proposto Zaia.

In arrivo il picco dei contagi

Secondo il CNR, in Italia il picco dei contagi potrebbe arrivare fra 5-10 giorni e molti di questi potrebbero derivare dalla riapertura delle scuole e dallo shopping per i saldi. A preoccupare, infatti, sono i dati che riguardano i casi di positività tra i più piccoli. Circa un contagio su quattro, come rivela la Società Italiana di Pediatria, riguarda nell’ultima settimana gli under 20.

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