San Massimo, Lega: «Accolte in Regione le richieste del Comune»

Zavarise e Montagnoli (Lega): «La Regione ha accolto l’istanza della riduzione dal 20% al 16% della superficie commerciale, come richiesto dal Comune di Verona».

centro commerciale a San Massimo, zona dell'ex seminario
San Massimo, zona dell'ex seminario. Immagine da Google Maps

Si accende il dibattito politico sull’ex seminario di San Massimo a Verona. Dopo l’ok in Regione alla variante n.5 al Piano di area Quadrante Europa, si è riaperta nei giorni scorsi la strada alla trasformazione dell’ex seminario diocesano di San Massimo e alla nascita di un centro commerciale.

Dopo le critiche all’operazione del consigliere regionale Manuel Brusco (M5s) e del consigliere comunale Michele Bertucco, anche il Pd aveva sollevato dubbi, soprattutto dal punto di vista viabilistico.

Risponde la Lega con una precisazione sulla proposta avanzata dal Comune di Verona, di ridurre la superficie vocata al commerciale: «Sull’ex seminario di San Massimo i consiglieri di minoranza del Consiglio regionale e del Comune di Verona hanno preso un colpo di sole, Non si può fare campagna elettorale diffondendo notizie false» dicono l’assessore al Commercio del Comune di Verona e commissario provinciale della Lega Nicolò Zavarise e il consigliere regionale della Lega Alessandro Montagnoli.

«La Regione ha infatti accolto e non rigettato, al contrario di quanto sostiene il Pd, l’istanza della riduzione dal 20% al 16% della superficie commerciale, come richiesto dal Comune di Verona». Zavarise e Montagnoli aggiungono: «La possibilità di recuperare l’enorme edificio esistente, ed oggi quasi del tutto inutilizzato, risale a una decisione del 2006. Per l’ex Seminario di Verona, con l’ultima variante approvata, si è semplicemente adeguata la previsione alle norme vigenti, conservando la volumetria ammessa nei limiti già definiti nel 2006, secondo quanto il comune vorrà concedere».

Come termine di confronto, il risultato di superficie sfruttabile sarebbe circa doppio rispetto all’Esselunga alla Fiera.

«Di questa volumetria sono rimasti tutte le altre definizioni di quell’epoca, con un ulteriore limite aggiuntivo suggerito dal Comune: le attività commerciali devono essere limitate al 16% della volumetria ammessa». Inoltre, proseguono Zavarise e Montagnoli «in caso di realizzazione di una eventuale grande struttura di vendita, la stessa deve essere sottoposta alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e allo studio di impatto sulla viabilità elaborato secondo i criteri rigorosi definiti dal Regolamento regionale».