Nove anni di giuria detenuti di Montorio al Festival del Cinema Africano

Sono nove anni che il Festival di Cinema Africano di Verona entra nella Casa circondariale di Montorio per vedere, insieme ai detenuti e alle detenute, accompagnato dai volontari e volontarie dell’Associazione La Fraternità, i film in concorso di una delle sezioni del Festival, quest’anno Viaggiatori&Migranti.

Sono nove anni che il Festival di Cinema Africano di Verona entra nella Casa circondariale di Montorio per vedere, insieme ai detenuti e alle detenute, accompagnato dai volontari e volontarie dell’Associazione La Fraternitài film in concorso di una delle sezioni del Festival, quest’anno Viaggiatori&Migranti. Lo fa con la direzione artistica, esperti e registi che cambiano ogni anno, in base alla programmazione.

Quest’anno, causa pandemia, la composizione della Giuria è stata diversa: non erano presenti le due sezioni del carcere, maschile e femminile, e neanche tutti i settori. Nonostante le restrizioni si è riusciti comunque a selezionare un gruppo di giurati del settore maschile di eterogenea provenienza geografica, e seppur numericamente ristretto rispetto gli anni precedenti, ugualmente motivato.

Il Festival rappresenta da sempre un ponte verso l’esterno per chi vive il carcere, e anche l’occasione per poter esprime la propria voce con la consapevolezza che verrà ascoltata fuori da quelle mura. Quella del cinema africano è una proposta culturale unica, non solo perché offre ai detenuti la possibilità di vedere delle opere cinematografiche che provengono da un continente che spesso appartiene a chi le visiona, ma anche di essere accompagnati verso una comprensione della cinematografia da esperti e registi. La comprensione dell’opera poi si mescola a quello che spesso il film rappresenta per chi guarda e riconosce parte del proprio vissuto, avendo poi l’occasione di raccontarlo. Una possibilità di evasione dalla quotidianità verso un altrove che fa parte di sé.

Il Festival di Cinema Africano di Verona diventa così il mezzo per tornare a essere presenti in un mondo esterno che spesso non prende in considerazione chi vive dentro le carceri e, come sostiene la stessa direttrice della Casa circondariale di Montorio, Maria Grazia Bregoli, l’occasione di essere «considerati cittadini a pieno titolo», vivendo questa esperienza culturale come riscatto individuale, in cui si è protagonisti di un momento che altre giurie ufficiali ed esterne stanno vivendo.

La Giuria detenuti della Casa Circondariale di Montorio dopo aver visto tutte le 10 proiezioni dei cortometraggi e lungometraggi della sezione dedicata alla tematica delle migrazioni, Viaggiatori&Migranti, ha scritto e letto la sua motivazione dell’assegnazione del Premio “Cinema al di là del muro” al film Il mondiale in piazza di Vito Palmieri.

Per raccontare questa ricca esperienza in carcere, che ogni anno sa sorprendere gli organizzatori per l’intensità degli interventi dei partecipanti, e la scelta della Giuria detenuti della Casa Circondariale di Montorio, è stato realizzato un video visibile sul canale YouTube del Festival, AfricafestVerona.