Festival del Cinema Africano, ieri la serata finale

Si è conclusa ieri l'edizione virtuale del Festival di mezzo del Cinema Africano: annunciati i vincitori della sezione Viaggiatori&Migranti e proiettato il corto made in Kenya "Soko Sonko" di Ekwa Msangi-Omari.

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La regista Ekwa Msangi-Omari.

Si è tenuta ieri la serata conclusiva della Top Ten Africa Short per il Festival di mezzo del Cinema Africano. L’ultimo evento, nella sala virtuale, ha visto la compagnia di Malice Omondi, della direzione artistica del Festival composta da Stefano Gaiga e Giusy Buemi e del direttore del mensile NigriziaFilippo Ivardi che ha accompagnato ogni puntata del Festival, con approfondimenti sul paese protagonista del cortometraggio.

Ieri la Giuria Ufficiale ha proclamato Benzine, di Sarra Abidi il film vincitore della sezione Viaggiatori&Migranti, per «aver dato voce al dramma dei suoi protagonisti, due genitori chiusi nel silenzio rurale e deserto dell’entroterra tunisino, rifiutando i consueti canoni con i quali il cinema europeo spesso presenta l’emigrazione e le sue vittime. Per aver delineato sull’assenza, quella di un figlio scomparso nella ricerca di una vita oltre il mare, uno sguardo che volge all’orizzonte, in attesa di una risposta che tarda ad attraversare le acque del Mediterraneo, in un presente bruciato e precario».

La giuria ha deciso inoltre di assegnare una menzione speciale al cortometraggio Yasmina, di Claire Hélène Cahen e Ali Esmili, «capace di raccontare la solitudine e la rabbia di una vita in bilico tra la solidarietà degli affetti e la violenza di un meccanismo governativo che insegue e conduce lontano, oltre il proprio universo adolescente».

La Giuria dei giornalisti e giornaliste della rivista Nigrizia ha invece proclamato film vincitore Libero, di Michel Toesca. Le motivazioni sono state: «Per averci ricordato che la politica inizia da noi, dai nostri gesti quotidiani. Per averci raccontato quel che accade al confine italofrancese attraverso la figura di Cédric Herrou, un contadino che mette a disposizione quel che ha per aiutare i migranti ad attraversare la frontiera. Per aver mostrato che è possibile una moderna Resistenza, una partigianeria che mette in pratica il passaggio del Vangelo che recita “Ero straniero e mi avete accolto”».

Infine, la Giuria detenuti della Casa Circondariale di Montorio ha assegnato il Premio “Cinema al di là del muro” al film Il mondiale in piazza, di Vito Palmieri, «per l’attualità del tema sottolineando il disagio per chi nasce in Italia da genitori stranieri di non essere riconosciuto italiano mentre  si sente veramente tale, per l’originalità della narrazione utilizzando lo sport come fattore aggregante, per il messaggio che ogni persona ha pari dignità davanti al mondo e davanti a Dio e che la vita di ognuno è importante perché siamo tutti una grande famiglia».