Maltempo su Verona e provincia, tanti alberi danneggiati

I Vigili del fuoco dal pomeriggio di ieri hanno svolto oltre 80 interventi nella provincia di Verona per allagamenti, rimozione di piante pericolanti e messa in sicurezza di tetti danneggiati.

Vento e forti piogge hanno messo a dura prova il territorio veronese ieri pomeriggio. I Vigili del fuoco hanno svolto oltre 80 interventi nella provincia di Verona per allagamenti, rimozione di piante pericolanti e messa in sicurezza di tetti danneggiati. Verona e San Martino Buon Albergo le zone più colpite.

La Protezione Civile del Veneto aveva diramato il seguente comunicato sull’allerta meteo, rivelatosi accurato: «è prevista una marcata instabilità con precipitazioni a prevalente carattere di rovescio/temporalesco dapprima sulle zone alpine e prealpine, in estensione nel pomeriggio/serata anche alla pianura. Saranno possibili fenomeni localmente intensi (forti rovesci, grandinate, forti raffiche di vento)».

Meteo a giugno, l’analisi Arpav

Guardando al mese appena passato, giugno si è dimostrato ancora piuttosto instabile e fresco, specie nella prima parte, con temperature diurne mediamente inferiori alla norma, la media delle massime è risultata essere tra le più basse dal 1992, e molto piovoso, il secondo più piovoso della serie storica, preceduto di poco dal lontano giugno del 1995.

Critiche all’amministrazione di Verona dal Pd e da Bertucco

Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

«Quella di ieri è la seconda alluvione, dopo quella di inizio giugno, che mette a nudo l’inadeguatezza dei lavori di gestione delle acque realizzati a Porta Borsari alla fine del 2018» dicono i consiglieri comunali del Pd Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani. «Un’altra promessa mancata da parte di Sboarina che in occasione dell’inaugurazione dei nuovi impianti disse solennemente: “Mai più Verona allagata”. Invece Porta Borsari continua ad essere allagata, Veronetta anche, e numerosi altri quartieri della città soffrono dell’insufficiente manutenzione delle caditoie».

«Tutto ciò deve finire. Vogliamo che il Sindaco venga a riferire sulla congruità dei lavori svolti a Porta Borsari il cui difetto sembrerebbe essere strutturale. Ritorniamo a chiedere una programmazione accurata e permanente per la pulizia delle caditoie, un’operazione di ordinaria manutenzione che deve diventare costante e non episodica. E poi persone competenti ed esperte alla guida delle aziende partecipate. Meno politici e più tecnici» continuano i tre consiglieri del Partito Democratico.

«Chiederemo la convocazione di una commissione consiliare in cui audire i responsabili di Acque Veronesi – annunciano – con i quali approfondire i piani di investimento previsti per risolvere le criticità che continuano a mettere sotto acqua la città. Se tale commissione non verrà convocata con urgenza, raccoglieremo le firme per un consiglio straordinario sul tema».

Michele Bertucco
Michele Bertucco

«Ancora una volta gli intensi eventi meteorologici che si sono abbattuti sulla città hanno messo in ginocchio non soltanto il centro storico con Porta Borsari e Veronetta ma anche numerosi quartieri, a partire da Santa Lucia» registra il consigliere comunale Michele Bertucco, di Verona e Sinistra in Comune.

«“Mai più Verona allagata”, “Porta Borsari ok ora tocca a Veronetta”, “Il sindaco assicura: le immagini di Verona sott’acqua saranno soltanto un lontano ricordo”. Questi alcuni annunci che accompagnarono i lavori a Porta Borsari alla fine del 2018. Leggerli oggi all’indomani di nuovi allagamenti sempre a Porta Borsari e Veronetta oltre che nei quartieri, suonano come una autentica beffa» continua il consigliere.

«È evidente – dice Bertucco – la necessità di adeguare alle mutate condizioni il sistema di gestione delle acque e delle fognature, facendo meno annunci e più fatti. Parliamo, ad esempio, di una maggiore attenzione alla pulizia delle caditoie e dei tombini e al continuo monitoraggio delle reti, stabilendo magari un canale di comunicazione diretto con la popolazione che spesso segnala le disfunzioni».

«Chiamiamole pure bombe d’acqua o con altri nomi a effetto, ma è evidente che questi fenomeni atmosferici sono e saranno sempre più frequenti. Negli scorsi anni non si è adeguata la rete fognaria e ora se ne pagano le conseguenze» conclude Bertucco.