Istituto Anziani. Polato: «La ragione sta nel mezzo, si medi»

Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia non condivide l'ipotesi di rimozione del CDA richiesta dai sindacati e invita le parti al dialogo.

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Il consigliere regionale Daniele Polato.

Secondo Daniele Polato, assessore comunale alle Partecipate di Verona fino allo scorso autunno, quando si e’ dimesso perche’ eletto in Consiglio regionale veneto nelle file di Fratelli d’Italia, la soluzione delle attuali tensioni all’interno dell’Istituto Assistenza Anziani di Verona non può arrivare con la sostituzione di direttore e consiglio di amministrazione, ma si deve cercare nella mediazione tra le parti, e quindi tra l’Istituto e i suoi lavoratori.

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Il consigliere regionale Daniele Polato.

«Io sono in contatto con diversi membri del consiglio di amministrazione che mi aggiornano costantemente, ho chiesto di relazionarmi rispetto alle manifestazioni e credo che se c’è buona volontà e interesse si sistema tutto, soprattutto nell’interesse delle persone assistite – spiega Polato alla ‘Dire’, sottolineando che – da un punto di vista tecnico l’Istituto non è una partecipata diretta del Comune e la gestione diretta prescinde dall’amministrazione comunale che ne indica la composizione del cda».

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Per Polato, quindi, l’amministrazione comunale non deve essere biasimata per le scelte dell’Istituto e la soluzione è il confronto, anche se la Cgil Veneto nei giorni scorsi ha chiarito che non è più disposta a sedersi ad un tavolo e chiede invece la sostituzione della direzione. «Sono dell’idea che per ricucire non c’è mai un tempo limite, soprattutto negli enti pubblici e in aziende al servizio delle persone. Io darò l’indirizzo politico che si possa prendere iniziative comuni» continua Polato, che giovedì dovrebbe partecipare all’incontro dei sindacati con i consiglieri regionali eletti nella circoscrizione di Verona. «La ragione sta sempre nel mezzo, lavoriamo per i dipendenti, per il servizio e per gli ospiti. Se poi invece c’è esigenza di rottura o altre questioni di tipo politico…» conclude Polato.

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