È proprio accanto al centro storico e a separarlo da esso c’è solo l’Adige. Il quartiere di Borgo Trento ha una storia antica, ricca di aneddoti e nel corso dei secoli è passato dall’avere una vocazione prettamente agricola all’essere oggetto di una continua urbanizzazione. A parlarci del quartiere e a raccontarci la sua storia è stato Davide Peccantini, fondatore dell’Associazione Quartiere Attivo.

«Il quartiere di Borgo Trento ha origini, per come lo conosciamo noi, verso la fine dell’Ottocento. Prima di questo periodo era chiamato la “zona della campagnola” perchè era tutta una zona adibita ad agricoltura. – ha spiegato Davide – A metà dell’Ottocento, tra il 1852 e il 1856 è stato costruito l’Arenale, che aveva una funzione militare, e da fine Ottocento è stata avviata un’urbanizzazione per l’abbattimento delle servitù militari e le prime abitazioni costruite sono tutte villette in stile Liberty al di là di ponte Garibaldi, concepite secondo l’dea della città giardino, cioè case con il proprio giardino. Negli anni Trenta ha preso il via il piano regolatore e si è costruita via IV novembre, piazzale Vittorio Veneto, via XXIV Maggio e tutta la toponomastica è ricorrente ai fatti della Prima Guerra Mondiale. Per esempio via XXIV Maggio e via IV Novembre sono rispettivamente le date di inizio e di fine del primo conflitto mondiale e si incrociano in piazza Vittorio Veneto, dove è avvenuta la vittoria della guerra. Poi c’è ponte della Vittoria, che è uno spartiacque nei monumenti a ricordo della guerra perchè non è più dedicato ai caduti, ma proprio alla vittoria».

Una particolarità del quartiere è poi la “grotta della Madonnina“, protettrice di Borgo Trento, diventata luogo di culto: «Su Viale della Repubblica, dopo ponte Risorgimento, c’è la grotta della Madonnina, una grotta dove c’è una madonnina costruita negli anni Trenta. Durante il bombardamento del ’45 tutte le case della zona si sono danneggiate e i ponti saltarono, ma si salvò la statua della Madonnina e quindi c’è questo voto a protezione della Madonna per il quartiere ed è diventato un luogo di culto».

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