Dalla costruzione del Canale Camuzzoni alla costruzione della parrochia di Maria Immacolata fino a quella delle scuole elementari Carlo Ederle. Il quartiere di Borgo Milano è ricco di aneddoti che meritano di essere raccontati e a farlo, negli anni scorsi, ci ha pensato Davide Peccantini, fondatore dell’Associazione Quartiere Attivo, che su Borgo Milano ha scritto due libri (e a dicembre ne uscirà un terzo). Peccantini ci ha parlato del quartiere e della sua associazione questa mattina ai microfoni di Radio Adige Tv.

«L’associazione Quartiere Attivo è nata nel 2014 e l’idea l’ho sviluppata a Berlino quando lavoravo lì. L’obiettivo è quello di valorizzare, attraverso attività didattiche nelle scuole, la storia dei quartieri della città e della provincia. Non si lavora solo con la didattica, ma anche con i social dove si racconta l’evoluzione della storia dei quartieri» ha spiegato Peccantini.

«Borgo Milano, fino a poco tempo fa, si pensava non avesse una storia. – ha detto – Io però ho scritto due libri, e ne uscirà un terzo a dicembre, proprio sulla sua storia attraverso i documenti reperiti all’Archivio di Stato, all’Archivio comunale, a quello della Diocesi. E si è sviluppato un iter storico del quartiere che aveva una vocazione agricola a fine ‘800 e inizio ‘900. Si è trasformato poi in una zona industriale negli anni ’30 e questo ha comportato una sua urbanizzazione come per le villette in via Manzoni e in via Baracca. Poi lo sviluppo e l’urbanizzazione totale è avvenuta negli anni ’50 – ’60 nel secondo Dopoguerra, fino ad arrivare ora a uno sviluppo del quartiere nel settore terziario avanzato, con multiservizi, i centri sportivi o la struttura del Don Calabria. Ci sono tantissimi aneddoti su Borgo Milano: la costruzione del Canale Camuzzoni, la costruzione della parrochia di Maria Immacolata. Ci sono molti spunti raccolti anche grazie agli abitanti».

Sulle criticità del quartiere Peccantini è chiaro: «Prima di tutto, se si deve fare una passeggiata all’interno di Borgo Milano, non c’è gente che gira. Manca l’aspetto socio-culturale nel quartiere. Manca, per esempio, una gelateria per l’estate e nei centri giovanili non c’è quasi più nessuno: serve aggregazione per i giovani. Le associazioni potrebbero mettersi in campo e avviare attività educative e ricreative. Il comune anche può avere delle idee e concedere spazi alla collettività, così come le parrocchie».

IL TEMA DEL GIORNO: BORGO MILANO