I sindacati dei lavoratori dell’Istituto Assistenza Anziani incontrano l’Assessore Lanzarin

Con una delegazione dell'I.A.A., i sindacati dei lavoratori dell'Istituto Assistenza Anziani hanno incontrato a Marghera l'Assessore Manuela Lanzarin. «Dopo averle rappresentato la situazione all'IAA e chiesto il Commissariamento dell'ente, ci ha comunicato di aver già dato incarico ai propri uffici di approfondire quanto sta succedendo a Verona» affermano dai sindacati.

Sono giornate difficili per lavoratori e sindacati che stanno ricercando la documentazione necessaria per difendersi in tribunale il 3 di marzo 2021. L’ente, come noto, ha infatti presentato domanda riconvenzionale al Giudice del Lavoro chiedendo che siano i lavoratori a provare la loro “innocenza“.

I 500 lavoratori – e altrettanti cessati e pensionati degli ultimi 10 anni – alle prese con il Covid19 in casa di riposo, anziché pensare alla loro salute (40% si sono infettati) stanno cercando documentazione, già in possesso dell’ente, per evitare di dover restituire oltre 3 milioni di euro della contrattazione aziendale dal 1999. Somme che i diversi Contratti Collettivi Nazionali, che si sono succeduti negli anni, avevano messo a disposizione dei lavoratori.

Un atto senza precedenti in Italia. Nessun ente infatti, spontaneamente, senza alcun intervento della Corte dei Conti, aveva mai osato andare a rovistare le carte di 20 anni fa per cercare falle nelle gestioni precedenti e farle pagare ai lavoratori. Comportamento comunque in linea con le denunce penali e disciplinari fatte dalla direttrice dott.ssa Biondaro a 33 lavoratori in giornata di sciopero il 3 giugno 2019. 

Giovedì pomeriggio c’è stata una chiamata video con la Rsu I Parlamentari Veronese. Hanno partecipato gli onorevoli Comencini, Zardini e Rotta e il senatore Ferro, altri hanno comunicato l’impossibilità a partecipare ma la disponibilità a contattarci altri ancora non hanno risposto o rifiutato l’invito.

«Nell’incontro abbiamo spiegato come gli ultimi fatti accaduti non lascino più alcuna speranza alla possibilità di trovare soluzioni con questo CdA (Presidente avv. Cappiotti) e con questa Direzione (dott.ssa Biondaro)» si afferma in una nota dei sindacati dei lavoratori dell’Istituto Assistenza Anziani. «E’ stato un susseguirsi di attacchi ai lavoratori di tutti i tipi. La richiesta di aiuto è stata chiara: revoca immediata del Cda e della Direzione in modo che in tribunale a marzo ci possiamo andare senza persone che cercano tutte le falle del sistema per colpire i lavoratori. I parlamentari presenti, al di là del merito, hanno condiviso che le modalità in cui sono avvenuti i fatti lasciano basiti e si adopereranno per dare aiuto ai lavoratori». 

Ieri, con una delegazione dell’I.A.A., i sindacati hanno incontrato a Marghera, nella sede della Protezione Civile, l’Assessore Manuela Lanzarin. «Dopo averle rappresentato la disastrosa situazione all’IAA e chiesto il Commissariamento dell’ente, ci ha comunicato di aver già dato incarico ai propri uffici di approfondire quanto sta succedendo a Verona. Siamo fiduciosi» prosegue la nota. 

Sabato 30 gennaio sarà la volta dell’incontro con i consiglieri regionali e martedì 1 febbraio con i consiglieri comunali per chiedere anche il loro aiuto. «I lavoratori “eroi” dell’Istituto Assistenza Anziani non solo non hanno ricevuto premi per aver curato i nostri anziani ed essersi infettati di Covid ma l’ente chiede che la loro busta paga venga decurtata di 300-400 euro al mese, oltre a dover restituire 10 anni di progressioni economiche» continua la nota. 

Sabato 6 febbraio la manifestazione sotto la Procura della Repubblica di Verona. «Chiederemo che fine ha fatto la denuncia delle Organizzazioni Sindacali sul trasferimento all’IAA, come dirigente amministrativo a tempo indeterminato, (palesemente illegittimo in quanto avvenuto senza avviso di mobilità) della dott.ssa Biondaro, attuale direttrice dell’IAA». 

«Naturalmente ad oggi nessuna notizia della messa in mora da parte dell’ente di dirigenti, Presidenti, Consiglieri, Revisori dei Conti che dal 1999 hanno certificato la correttezza della contrattazione e delle somme erogate. Al momento oggetto di attenzione dell’ente sono solo gli “eroi” chiamati “sciacalli” dalla direttrice Biondaro» concludono. «Da tre anni chiediamo aiuto alla politica. Adesso basta».

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La presa di posizione della consigliera regionale Anna Maria Bigon

Presentata il 28 gennaio 2021 dalla Consigliera Anna Maria Bigon una interrogazione in Regione. «A distanza di pochi mesi dall’insediamento del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Assistenza Anziani di Verona, avvenuto nel giugno
2017, i livelli di conflittualità tra il CdA e la Direzione e le Organizzazioni Sindacali sono aumentati con conseguenti ricadute sulla qualità del servizio agli ospiti» afferma.

«Secondo le Organizzazioni Sindacali il trasferimento a tempo indeterminato del dirigente amministrativo tuttora direttore dell’ente, decorso dal 1.1.2018 ai sensi dell’art. 30 comma 2 (ricollocazione del dipendente entro i 50
km) è avvenuto senza che la casa di riposo IPAB di provenienza avesse dichiarato l’esubero della figura e la necessità di ricollocare il dipendente che, al momento del trasferimento, occupava il posto di direttore a tempo determinato
presso l’Istituto Assistenza Anziani di Verona» prosegue.

«I sindacati hanno depositato una denuncia e, successivamente, si sono opposti alla richiesta di archiviazione del P.M. Ad oggi il procedimento è ancora pendente» afferma Bigon. «Considerato che l’Istituto Assistenza Anziani di Verona ha denunciato alla Procura della Repubblica 33 lavoratori perché in giornata di sciopero (3 giugno 2018) avrebbero omesso l’assistenza agli ospiti, gli stessi 33 lavoratori sono stati oggetto di procedimento di contestazione disciplinare, non conclusosi entro i 120 giorni previsti dal D.Lgs 165/2001, l’ente ha denunciato i propri infermieri all’Ordine degli Infermieri di
Verona
, che ha chiuso il procedimento disciplinare dichiarando l’assenza di responsabilità in capo agli infermieri denunciati».

«I lavoratori hanno, in ogni caso, dovuto sostenere i costi della difesa. Secondo quanto riferito dai sindacati, nonostante l’ente abbia formalmente ottemperato alla disposizione del Giudice, nella sostanza non sarebbe stato rispettato l’accordo sui minimi essenziali in caso di sciopero» continua Bigon. «Inoltre, dal gennaio 2018 l’ente ha attivato solo incontri formali di contrattazione, rifiutando in data 2.10.2018 la proposta di accordo compensativo tra quanto dovuto dai lavoratori a
titolo di recupero delle festività infrasettimanali
e quanto l’ente dovrebbe loro per il recupero del “tempo divisa”».

«Sempre secondo quanto riferito dalle medesime fonti sindacali l’ente ha iniziato a maggio 2019 a trattenere la somma di 50 euro al mese a tutti i lavoratori (circa 400 in servizio e altrettanti cessati) per il recupero del debito sulle festività infrasettimanali. Di conseguenza le Organizzazioni Sindacali hanno promosso ricorsi per il recupero del “tempo
divisa
» afferma.

«Le organizzazioni sindacali hanno comunicato che l’ente ha chiesto ai lavoratori la restituzione di tutte le progressioni economiche (dal 1999) dell’indennità di rischio (30 euro al mese) e della produttività (150 euro lordi in 3
anni), mettendo in mora tutti i dipendenti, cessati e pensionati degli ultimi 10 anni» continua. «Le Organizzazioni Sindacali, a seguito della suddetta notizia, hanno indetto presidi, conferenze stampa, incontri con parlamentari, consiglieri regionali, e
comunali nonché un presidio di protesta il giorno 23 gennaio
e due giornate di sciopero per i giorni 25 e 26 febbraio 2021».

«La sottoscritta consigliera chiede all’Assessore regionale alla Sanità se intenda verificare la correttezza della procedura di trasferimento a tempo indeterminato della dirigente amministrativa dell’Istituto Assistenza
Anziani di Verona.
Nonchè se ritenga di intervenire per porre fine all’esasperata conflittualità che impedisce il normale e sereno svolgimento delle attività» conclude Bigon.