Gli alpini veronesi salutano il 2023 con un messaggio di pace e solidarietà
La Basilica di San Zeno ha ospitato questa mattina la tradizionale messa di Natale delle Penne Nere veronesi. La celebrazione, in una Basilica gremita di alpini, è stata presieduta da monsignor Giuseppe Zenti, vescovo emerito, e officiata anche dall’abate di San Zeno don Gianni Ballarini e dal cappellano sezionale don Rino Massella.
L’appuntamento, una tradizione ormai da molti anni, saluta un anno che ha visto gli alpini veronesi – 21mila persone, tra alpini, aggregati e amici degli alpini, divise in ben 195 gruppi – continuare ad essere un presidio forte e solidale capillarizzato su tutto il territorio. Anche nel 2023, le penne nere veronesi sono state presenti nei teatri del bisogno sia a livello locale che nazionale. I volontari di Protezione civile, recentemente premiati da Verona Network con il premio Pantheon, sono intervenuti tempestivamente tra Emilia Romagna e Toscana nelle città e nei paesi colpiti duramente da alluvioni e da dissesti idrogeologici. E l’ultima, in ordine di tempo, mobilitazione di decine e decine di alpini è stata imposta dalla piena dell’Adige di ottobre quando i volontari hanno sorvegliato sull’ondata d’acqua schierando paratie e sacchi di sabbia affinché passasse senza causare danni al territorio. A tutto ciò vanno aggiunge le attività che i gruppi svolgono localmente, attorno alle baite che sono tornate a vivere a pieno regime dopo gli anni bui della pandemia.
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«Se ci diamo la mano i miracoli si fanno e il giorno di Natale durerà tutto l’anno». Ha esordito così, citando Gianni Rodari, il presidente dell’ANA Verona Maurizio Trevisan nel suo messaggio vocato alla pace. «Che bello se riuscissimo tutti a prenderci per mano per una pace universale. Purtroppo, dalla storia, dal sacrificio delle Aquile del 6° Reggimento alpini e di tutti i militari che sotto un unico cielo, un’unica bandiera, hanno dato la vita per la patria non abbiamo imparato nulla. È anche compito nostro, dunque, continuare a far memoria e a gridare affinché la pace non rimanga un sogno ma diventi realtà – ha proseguito Trevisan tra le navate della Basilica -. Questo 2023 è stato il primo anno del mio mandato: mesi intensi, di costruzione. E i prossimi non saranno da meno, continueremo a lavorare in gruppo, per la collettività e con spirito di servizio, dimenticando gli individualismi ed evitando l’isolamento territoriale», è stato il messaggio del presidente alle sue Penne Nere.
La messa, animata dai brani magistralmente intonati dal coro ANA “Tremonti” di Montecchia di Crosara, è stata preceduta e seguita dal corteo alpino che ha sfilato lungo la piazza. Il gonfalone della città di Verona ha aperto il corteo cui hanno preso parte anche autorità civili e militari tra cui l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, il presidente della Provincia Flavio Pasini, numerosi sindaci della Provincia, il parlamentare veronese Flavio Tosi, i consiglieri regionali Anna Maria Bigon e Alberto Bozza.
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E ancora, i vertici della Protezione Civile provinciale con con il consigliere Michele Taioli e il responsabile Unità Operativa PC Armando Lorenzini. Sono entrati a decine e decine, uno dopo l’altro, fino a riempire le navate della Basilica anche i gagliardetti dei gruppi veronesi insieme a una numerosa rappresentanza dell’Unità Sezionale di Protezione Civile della Sezione Alpini di Verona. Al termine delle celebrazioni – una buona abitudine ripresa ancora l’anno scorso dopo la sospensione obbligata dal Covid – la festa si è spostata in piazza San Zeno per lo scambio di auguri e un caldo ristoro a base di minestrone, vin brulé e una zuccherata fetta di Pandoro della Solidarietà Alpina; il dolce natalizio con cui le penne nere veronesi raccolgono fondi a favore dei progetti di solidarietà che l’ANA Verona porta avanti. Il Pandoro della Solidarietà Alpina è ancora acquistabile nelle baite alpine in città e in provincia.
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