Filobus: le accuse di Pd, Bertucco e Traguardi

Ieri l'Ati ha replicato nuovamente ai comunicati di Amt. Intanto le opposizioni in città continuano ad attaccare l'amministrazione sulle criticità del progetto filobus.

cantieri del filobus in borgo roma Opera filovia
Cantieri del filobus. Foto d'archivio.

Ieri l’Ati ha replicato nuovamente ai comunicati di Amt, accusando l’azienda di ritardi nei pagamenti e nel dare risposte ai passaggi burocratici necessari per la costruzione delle filovia a Verona. Intanto le opposizioni in città continuano ad attaccare l’amministrazione sulle criticità del progetto filobus.

Il Pd: «Accuse dell’Ati pesantissime»

«Blocco dei pagamenti e delle certificazioni dei lavori eseguiti fin da maggio; blocco unilaterale dei lavori a partire da luglio; mancata consegna delle aree; mancato rispetto delle normative Covid: le accuse che l’Ati muove ad Amt sui cantieri del filobus sono pesantissime e per certi versi inedite» dicono i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani.

«Ci auguriamo che Sboarina e Barini abbiamo consultato qualche bravo legale prima di prendere la decisione della risoluzione unilaterale del contratto affinché le conseguenze non ricadano sulla città in termini di risarcimenti da pagare e di prolungato stallo amministrativo».

Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

«La risoluzione del contratto era sì nell’aria, ma è avvenuta in modo unilaterale e in assenza del famigerato Piano B di cui il Sindaco va parlando da tempo ma che nei fatti non esiste, altrimenti l’uscita dal contratto sarebbe stata condivisa» continuano i consiglieri del Pd.

«Il rischio ora è che si arrivi ad uno stallo burocratico fatto di denunce e contro-denunce destinato a paralizzare la città per chissà quanto tempo ancora. Sì, perché del mezzo di trasporto rapido e di massa Verona ha ancora bisogno, ma la strada presa ci porta in un vicolo cieco» ribadiscono Benini, La Paglia e Vallani.

Benini: «Amt e Ati se la vedranno in tribunale»

«Barini parla dello stallo dei cantieri del filobus come fosse questione degli ultimi mesi, da aprile dice, quando in realtà come Pd comunale e delle Circoscrizioni denunciamo il fermo fin da agosto 2019 su tutti i cantieri aperti a San Michele, Borgo Venezia e altri quartieri tra maggio e giugno 2019» aggiunge il capogruppo Benini. «Cantieri che dovevano terminare in 180 giorni, ben prima del lockdown, e che una determinazione dirigenziale di fine settembre (quindi prima della revoca dell’appalto) ha prolungato, su richiesta delle stesse imprese, fino al 31 dicembre e comunque, citiamo, “fino al termine dei lavori”».

«Durante questo anno e mezzo Amt ha accampato ogni scusa possibile e immaginabile – accusa Benini – nel tentativo di giustificare i ritardi: il troppo caldo, il troppo freddo, la sperimentazione di diversi asfalti, il Covid. Ora è il turno delle imprese. Benissimo. Come cittadini e consiglieri comunali non ci interessa sapere chi ha ragione tra Barini, Sboarina e l’Ati. Se la vedranno tra di loro i tribunale. Ci interessa invece sapere se e quando verrà realizzato il mezzo di trasporto di massa di cui necessita la città».

Bertucco: «Tutti contro tutti, un delirio»

«In tutta la corrispondenza tra Amt e Ati resa disponibile negli ultimi mesi ai consiglieri comunali non emergono i rapporti deteriorati descritti oggi dal presidente di Amt Barini tali da far pensare ad una revoca immediata dell’appalto, anzi, ancora a giugno Il Sindaco Sboarina, nell’annunciare il famigerato Piano B, giurava sulla possibilità di una intesa con le imprese. Cosa è accaduto nel frattempo?» si chiede Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune.

«Quello che emerge dalle carte, e non dalle chiacchiere, è una mancanza di coordinazione allucinante, nessuno che risponda nel merito:

  • il 28 agosto l’Ati chiede una verifica “della copertura economica dell’appalto e della relativa disponibilità finanziaria” lamentando tra l’altro “le generiche prospettazioni in merito ad una radicale rivisitazione dell’oggetto dell’appalto” e una “illegittima e impattante sospensione parziale dell’appalto che si protrae da 40 giorni”. Nessuna risposta da parte di Amt.
  • del 4 settembre è una nota della Cassa Edile di Verona che contestava la mancata iscrizione dei lavoratori dell’impresa Sinergo che ha preso il posto di Clea. Il 7 settembre il Consorzio Integra afferma che la contestazione è stata chiarita ma nessuna conferma o smentita è poi arrivata da Amt.
  • il 31 agosto il Presidente della Provincia chiede al Comune di sapere quando sarà pronto il filobus per regolarsi rispetto al bando di assegnazione del servizio di trasporto pubblico (il famoso bando spezzatino). Il Sindaco in persona risponde confermando la data del 31 gennaio 2022, aggiungendo però che bisogna tener presente dell’emergenza Covid e che sarebbe meglio sospendere il bando…».
Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona
Michele Bertucco

«È evidente che nessuno sa quel che sta facendo e che andiamo verso un lungo scontro giudiziario che porterà ad un blocco indefinito dell’opera: sul cambio di progetto non c’è accordo con il Ministero e tanto meno con l’Ati. Il filobus non sarà pronto nel 2022 e Sboarina non ha una nessuna idea su come assicurare alla città un trasporto pubblico rapido e di qualità» è la valutazione di Bertucco.

Aggiunge Bertucco: «Tra pochi giorni, il 15 ottobre, scadrà l’ennesima proroga disposta dal Sindaco per le nomine in Amt e Agsm e ancora non si sa chi si farà carico della grana del filobus, rivelatosi un autentico Vietnam per tutte le amministrazioni da Zanotto in poi. Con la decisione unilaterale di stracciare il contratto di appalto con l’Ati, Sboarina e Barini (che quasi sicuramente non verrà riconfermato per ragioni di inconferibilità) hanno riportato l’opera all’anno zero, anche perché allo stato non c’è alcuna ipotesi di lavoro dalla quale ripartire, manca qualsiasi ipotesi di accordo anche con il Ministero».

Traguardi contro gli attacchi di Tosi

«Ha una bella sfacciataggine Flavio Tosi nel continuare la sua critica contro la gestione dell’opera filovia da parte di Sboarina. L’approssimazione dell’attuale amministrazione è sotto gli occhi di tutti ormai da tempo, ma ancora peggiore è l’ipocrisia di chi il Filobus lo ha voluto, progettato e approvato, senza alcun tipo di considerazione sull’effettiva efficacia di un progetto che già anni fa appariva superato e di dubbia utilità, e ora si spende in aspre critiche nel tentativo di recuperare credibilità da parte dei cittadini» dichiara Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi.

Tommaso Ferrari traguardi
Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi

«Com’era prevedibile, il filobus si è trasformato in un gigantesco problema per la città, con costi, tempi e disagi aumentati fortemente negli ultimi mesi e con, come ultimo capitolo della storia, una pesante battaglia legale alle porte che comporterà un lungo stallo operativo potenzialmente devastante – prosegue Pietro Trincanato, presidente di Traguardi – ma l’ex sindaco è stato artefice fin da principio di questo fallimento, e vederlo gongolare di fronte alle conseguenze legali e finanziarie che graveranno su tutti i cittadini non è soltanto assurdo, ma inaccettabile».

«Il filobus era una “bomba ad orologeria” piazzata dall’amministrazione Tosi per danneggiare le successive: Sboarina l’ha gestita nel peggiore dei modi, tra accelerazioni, brusche frenate e improvvide dichiarazioni anche in tempi recenti, ma le premesse di questo fallimento portano tutte la firma di Tosi» aggiunge Trincanato.

«I veronesi, specialmente i residenti dei quartieri, sanno bene il Filobus è figlio al 100% dell’amministrazione Tosi – conclude Giacomo Cona, segretario di Traguardi – e non sarà qualche comitato allestito in fretta e furia per cavalcare l’onda a cancellare la memoria dei cittadini. Stiamo pagando il prezzo di dieci anni di scelte mancate, di immobilismo e pressapochismo, di una politica attenta solo al consenso immediato anche quando si è trattato di fare scelte strategiche come quelle sulla mobilità. È tempo di voltare pagina, di ragionare su progetti innovativi,con una visione a lungo termine».

«Tosi e Sboarina sono le due facce della stessa medaglia, e la vicenda filobus è la testimonianza che Verona ha sempre più bisogno di una politica nuova, orientata verso il futuro e non verso il passato».

Giacomo Cona, segretario Traguardi
Giacomo Cona, segretario Traguardi