Filobus: Amt scarica l’Ati e chiede i danni

Amt spa chiede la fideiussione di 10 milioni di euro versata dall'Ati a garanzia dell'opera. Il progetto della filovia non cambia.

Risoluzione del contratto per la Filovia, escussione della fideiussione di 10 milioni di euro versata a garanzia dell’opera e avvio delle procedure urgenti per la chiusura dei cantieri aperti in città. Dopo mesi di solleciti per la ripresa dei lavori nei cantieri, Amt Spa ha deciso, con il supporto dei propri legali, di rivolvere il contratto per la realizzazione di Opera Filovia e di chiedere i danni all’Ati per gravi inadempienze.

La lettera raccomandata è già stata inviata e consegnata all’Ati tramite pec. Amt e Comune oggi premono il tasto “reset” con l’Ati: non significa cancellare l’idea dell’opera, e nemmeno rinunciare al finanziamento statale. L’Ati è il consorzio di aziende che si è aggiudicata i lavori per la filovia.

«Dopo lo stop per l’emergenza Covid-19, deciso dall’Ati nel marzo scorso, i lavori nei cantieri non sono più ripresi, nonostante 18 solleciti formali inviati da Amt Spa e da direzione lavori» fa sapere Amt.

«Nel contempo Clea, azienda assegnataria e capofila dell’Ati, ha presentato al Tribunale di Venezia richiesta di concordato preventivo in continuità. L’Ati ha avuto tempo da aprile fino a settembre per ovviare alla situazione e riprendere i lavori, ma non l’ha fatto nemmeno dopo che era stata rappresentata l’urgenza di riaprire le strade alla circolazione per la ripresa dell’anno scolastico» ribadiscono da Amt.

Presidente di Amt Francesco Barini
Il presidente di Amt Francesco Barini firma lettera risoluzione contratto ATI

Di qui la decisione del Cda di Amt Spa di risolvere in danno il contratto e di chiedere il versamento dei 10 milioni di fideiussione versati a garanzia dall’Ati, che prevede l’escussione “a prima richiesta”.

Contestualmente, sono state avviate le procedure amministrative d’urgenza per appaltare a un altro soggetto il completamento dei lavori stradali nei cantieri aperti (via Comacchio, via Tunisi, via Caperle, via Fedeli, via Dalla Corte, via Palladio) e per l’installazione dei nuovi sottoservizi di via Città di Nimes e viale Dal Cero.

«Amt Spa ha sempre agito con attenzione e grande cautela – spiega il presidente Francesco Barini – sia sul piano amministrativo che operativo nella gestione della realizzazione di un’opera che vale 143 milioni di euro. La risoluzione del contratto è frutto di un iter amministrativo complesso ed è stata lungamente ponderata con i legali dell’azienda. Le difficoltà finanziarie di Clea – sottolinea Barini – non sono in alcun modo imputabili ad Opera Filovia in quanto Amt Spa ha regolarmente pagato i lavori effettuati e fatturati versando al Consorzio Integra un totale di 5.057.515,93 euro».

«Prendo atto della decisione del Consiglio di Amministrazione di Amt – ha detto sindaco di Verona Federico Sboarina –. Da sindaco, mi interessa che ci sia il ripristino della viabilità dei cantieri fermi da mesi. Uno stallo che ha creato enormi difficoltà a molti cittadini, alle attività economiche già provate dal lockdown, oltre ai disagi al traffico soprattutto in via Città di Nimes».

«Da sindaco non potevo ignorare le centinaia di segnalazioni su queste criticità causate alla città. E comunque da socio unico di Amt. Il Comune non ha mai interferito né partecipato alle autonome determinazioni del cda, che auspico siano utili allo sblocco dello stallo. Ognuno ha le sue prerogative e, in quanto sindaco, non potevo non segnalare all’azienda le criticità soprattutto in vista della riapertura delle scuole e della ripresa dl traffico urbano chiedendo il ritorno alla normale configurazione delle nostre strade».

amt Federico Sboarina Francesco Barini

«L’opera della Filovia, che ricordo abbiamo ereditato con appalti, aziende e contratti già stipulati, non è in discussione, ma certamente Verona non può permettersi di restare con le strade chiuse, i buchi, l’asfalto rimosso chissà per quanto tempo ancora. Anche perché, da metà aprile, alcuni codici Ateco hanno ripreso le attività e le aziende avrebbero potuto tornare a lavorare. Oggi Amt ha preso la decisione che ricordo è relativa ad una situazione contrattuale e non riguarda la cancellazione dell’opera, che deve portare un vantaggio al trasporto pubblico locale. Dopo mesi di richiami all’Ati Amt ha intrapreso un’azione, il socio unico non ha né il ruolo né elementi per contrastarla ma la determinazione di fare il bene della città», ha concluso Sboarina.

Le reazioni

Pd lingua veneta
Federico Benini (Pd)

«Il filobus si avvia a fare la fine del Traforo, altra grande opera inaugurata nella prima amministrazione Tosi con il voto decisivo di Sboarina, Padovani, Polato e via elencando» affermano i consiglieri comunali del Pd Federico Benini e Stefano Vallani. «Oggi come ieri l’amministrazione risolve il contratto con l’Ati minacciando richieste di risarcimenti ed escussioni di fideiussioni che mai arriveranno. E pensare che hanno appena prorogato la durata dei cantieri fino al 31 dicembre e “comunque” citiamo “fino alla conclusione dei lavori”. Siamo nella più assoluta incertezza».

«È il fallimento del Sindaco e del presidente di Amt Barini che ha gestito i cantieri in maniera assolutamente lacunosa. Si spera per lo meno che ora riescano a chiudere i cantieri aperti in tempi ragionevoli. Si tratta inoltre di un altro grave danno alla città, che resta indietro rispetto a Padova, Brescia e tutte le altre città contermini che un mezzo rapido di massa sono riuscite a realizzarlo. Di fatto l’ultima grande intervento sulla viabilità di Verona, resta quello dei Mondiali Novanta. Trenta anni fa!».

Commenta Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune: «Era il 18 gennaio 2016 e l’allora sindaco Tosi consegnava in pompa magna all’Associazione Temporanea d’Imprese (ATI) capitanata dal Consorzio Cooperative di Costruzione di Bologna i cantieri per la realizzazione del Filobus. L’allora primo cittadino dichiarava: “Anche a livello locale abbiamo i nostri “gufi”, che fino all’ultimo hanno sperato che i lavori non partissero: oggi invece è un momento importante per Verona e per i suoi cittadini, perché ha finalmente inizio un’opera fondamentale per il trasporto pubblico, che ha richiesto un finanziamento di 140 milioni di euro, coperto per il 60 per cento dallo Stato”».

«Si riparte quindi da zero» è il caustico riassunto di Bertucco. «Ora è necessaria una gara pubblica per assegnare i lavori per la chiusura dei cantieri ancora aperti nonostante le proteste dei cittadini e il voto del consiglio comunale sulla mozione che avevo presentato a fine luglio e poi sarà necessaria una nuova gara pubblica per assegnare nuovamente i lavori per la realizzazione del sistema di trasporto pubblico».

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona
Michele Bertucco

«Il sindaco dovrà presentare, come previsto nella mozione, entro fine ottobre al Consiglio Comunale la “soluzione” al progetto filobus come annunciato lo scorso 4 giugno. Una soluzione completa di tutte le varianti urbanistiche necessarie, future e pregresse. Il tempo delle chiacchiere è finito, dopo più di 30 anni che si discute del mezzo di trasporto rapido di massa la città ha diritto di sapere che cosa si riuscirà a fare in concreto, ma è evidente l’incapacità del Comune e di Amt» continua Bertucco

«Non è il caso di tornare sui colpevoli ritardi del passato, fatto sta che gli errori commessi sia dal Comune che da Amt denotano l’incapacità di dotare la città di un sistema di trasporto pubblico rapido ed efficiente» conclude Bertucco.