Extralirica, ora cambia la musica: le opinioni della politica

Ha generato dibattito all'interno della politica e tra i cittadini la decisione del Comune di Verona di revocare a Fondazione Arena la gestione degli eventi extralirica, facendo leva sui lavori per le Olimpiadi.

Imagine-Dragons
Il concerto degli Imagine Dragons in Arena nel 2017

Fa discutere il nuovo capitolo della querelle tra Comune di Verona e Fondazione Arena: è giunta infatti ieri notizia della scelta del Comune di togliere alla Fondazione l’organizzazione degli eventi extralirica, che ad oggi sono gestiti attraverso la società Arena di Verona Srl, totalmente partecipata dalla Fondazione e di cui è presidente la sovrintendente Cecilia Gasdia.

La decisione sarà effettiva fra sei mesi, a inizio marzo. La motivazione riguarda i lavori in vista delle cerimonie olimpiche del 2026il Comune vuole avere in mano la situazione per potersi fare garante della migliore organizzazione possibile. Gli interventi saranno infatti piuttosto “invasivi” e la programmazione oculata degli incastri fra spettacoli e lavori risulta fondamentale.

L’annuncio del sindaco Tommasi

LEGGI ANCHE: Ladri di biciclette a Verona, i consigli della Polizia locale e il video del furto

Traguardi Verona: «Ora si possono conciliare il bene dell’Arena, della musica e della città»

«L’extralirica è un tassello importante della programmazione dell’offerta culturale e di intrattenimento, come pure dell’offerta turistica veronese. Per questo motivo siamo convinti che solo la gestione diretta di questo settore da parte del Comune potrà garantire nei prossimi anni un calendario di eventi importanti e di qualità, dal momento che il Comune è anche l’ente preposto alla supervisione dei cantieri a dir poco impegnativi che occuperanno l’anfiteatro da qui al 2026 e con i quali, per forza di cose, dovranno convivere sia le prossime stagioni liriche che quelle extra liriche. Sotto la regia diretta del Comune e attraverso la collaborazione fattiva con la Fondazione Arena, siamo certi che si potranno far conciliare il bene del monumento, quello della musica e della città intera».  

+Europa Verona: «Da anni Arena declassata a concerti di media qualità»

«Il recesso da parte del Comune di Verona dal contratto è sicuramente il frutto di una decisione politica del Sindaco e della giunta che +Europa ha condiviso durante il percorso e apprezzato in nome di un miglioramento della programmazione e della qualità dei futuri eventi, anche in considerazione degli interventi di preparazione alle Olimpiadi invernali che si renderanno a breve necessari».

«Da anni il problema era sotto gli occhi dei cittadini veronesi: l’Arena, monumento millenario, simbolo della città, declassata a palcoscenico di concerti di media, se non mediocre qualità. La giustificazione era insita nel numero dei biglietti venduti, ma questo ha portato solo un turismo “mordi e fuggi”, che lascia uno strascico di problemi (rifiuti, danni materiali al monumento e ai dintorni, aumento esponenziale dell’afflusso veicolare con conseguente inquinamento dell’aria, inquinamento acustico) che ha abbassato notevolmente la qualità di vita degli abitanti del Centro storico».

«A tutto questo si è aggiunta una compressione dei tempi dedicati alla Lirica, con riduzione degli spazi dedicati alle prove, con conseguente danno alla qualità delle rappresentazioni. Si è passati infatti da un numero accettabile di concerti pop e rock prima ai trenta, poi ai quaranta, per superare nelle ultime stagioni i cinquanta eventi».

«Auspichiamo che questo passaggio, sia il preludio anche di una diversa gestione dei concerti dell’extralirica, un nuovo progetto culturale che sappia valorizzare il nostro Anfiteatro, con una maggior qualità degli eventi da programmare, una gestione condivisa e condivisibile, improntata ad una maggior trasparenza, rinunciando al miraggio dei troppo facili incassi. Ovvero il contrario di quanto portato avanti dal management esautorato».

Sinistra Italiana – Verona: «Si apre una fase nuova per l’Arena di Verona»

«Il sindaco di Verona Damiano Tommasi ha comunicato che la convenzione con la società srl che gestiva la musica pop a Verona verrà revocata e tornerà nella disponibilità del Comune di Verona, che è il proprietario del monumento areniano. Era stato l’ex sindaco Federico Sboarina ad appaltare l’intero comparto all’attuale sottosegretario di governo Gianmarco Mazzi. Si tratta di una notizia importante e positiva, che in primo luogo mette al riparo il nome della nostra città rispetto ad una gestione clientelare del settore, estranea ai suoi stessi interessi e a quelli delle categorie economiche. Adesso si dovrà discutere in modo sereno e approfondito quali indirizzi gestionali il Comune di Verona intenderà perseguire per ridare slancio e dinamismo alle attività extra liriche, sempre tenendo in considerazione che la priorità assoluta – soprattutto in estate – resta la stagione lirica del nostro Teatro stabile».

LEGGI ANCHE: Verona, entrano in servizio 17 nuovi medici di base (su 213 zone carenti)

«Noi – che da sempre ci siamo impegnati con generosità e disinteresse per la soluzione di revoca e per la difesa del nostro teatro areniano – sosteniamo la gestione diretta dell’extralirica da parte del Comune, così come è sempre stato nel passato prima dei sindaci Tosi e Sboarina. Una Commissione qualificata di esperti, che certo non mancano nella nostra città, potrebbe vagliare tutte le numerose richieste di utilizzo dell’Anfiteatro e decidere poi con criteri seri e ineccepibili, sapendo che queste attività potrebbero anche portare nelle casse del Comune fondi preziosi da destinare alla Fondazione e ai servizi per i nostri cittadini. Non ci sono solo gli spettacoli dal vivo, ci sono i diritti televisivi, il merchandising e altre attività collaterali da mettere a bilancio. Si apre così una fase nuova per l’Arena di Verona e se ne chiude un’altra densa di ombre e di interrogativi senza risposta, sulla quale Sinistra Italiana ha voluto aprire uno squarcio nelle settimane scorse con la presentazione alla Camera e al Senato di una interrogazione nei confronti del sottosegretario governativo Gianmarco Mazzi».

PD: «Non era più possibile una gestione secondo logiche diverse»

«Il recesso da parte del Comune di Verona dal contratto che permette a Fondazione Arena di organizzare gli eventi extralirica in anfiteatro Arena, anche in considerazione degli interventi di preparazione alle Olimpiadi invernali che si renderanno a breve necessari, è frutto di una decisione attentamente ponderata da parte del Sindaco e della giunta che come Partito Democratico condividiamo».

«Più volte abbiamo interloquito con trasparenza e franchezza anche all’interno della maggioranza manifestando i dubbi sull’insostenibilità del dualismo che ha caratterizzato le ultime vicende di Fondazione Arena. Come PD crediamo non fosse più possibile proseguire nella gestione del monumento simbolo della città secondo logiche diverse, opposte, e talvolta confliggenti, come evidenziano i contenziosi tuttora aperti per le nomine in Arena di Verona Srl».

«Ciò è tanto più vero in vista degli impegni importanti per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Auspichiamo che questo passaggio, che il Sindaco ha motivato con grande ragionevolezza, sia il preludio anche di una diversa filosofia di gestione degli eventi dell’extralirica, un nuovo progetto culturale che sappia valorizzare il nostro Anfiteatro per quello che realmente è: la meta più ambita di qualsiasi artista».

LEGGI LE ULTIME NEWS

Verona Domani: «Una scelta puramente politica»

«La verità è che Tommasi ha tolto la gestione ad Arena di Verona srl, come ad AGSM-AIM, per puri motivi politici. Un gesto barbaro che, ancora una volta, si scaglia contro gli interessi della città e di migliaia di veronesi e non solo che ogni estate assistono ai concerti di extralirica. Arena di Verona srl è una macchina rodata che da anni gestiva in maniera impeccabile la stagione concertistica estiva in Arena. Ancora una volta assistiamo ad una mossa “tommasiana” per forse accontentare una qualche promessa fatta in campagna elettorale e “piazzare” un amico. Il dialogo che hanno decantato in campagna elettorale, dovevano impiegarlo ora, con i vertici dell’azienda. Il consiglio che diamo all’amministrazione per il futuro, che vediamo buio e molto opaco, è di impiegare forze e ore di lavoro sulle cose che non funzionano in città, ad esempio i lavavetri ai semafori e tutti i problemi di sicurezza a cui assistiamo ogni giorno, non di provare a fare esperimenti continui per modificare le buone iniziative della Giunta precedente».

LEGGI ANCHE: L’Hellas Verona acquista il centro sportivo Bottagisio