Europee: Borchia ancora in attesa di conoscere il proprio destino

«Tanti applausi a chi ha fatto meglio. Applausi sinceri, non di circostanza» dice il segretario veronese della Lega. Si attende ancora la collocazione di Vannacci, che potrebbe sbloccare l'elezione di Borchia.

Paolo Borchia
Paolo Borchia

L’europarlamentare veronese uscente Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega, è ancora sulla graticola in attesa del definitivo risultato elettorale.

Con 23.560 preferenze nella circoscrizione Nord-Est è il primo degli esclusi, ma le sue speranze di una conferma a Bruxelles-Strasburgo sono ancora vive. Tutto dipende da quale sarà la circoscrizione scelta per il generale Roberto Vannacci, candidato in tutte le circoscrizioni e risultato il più votato della Lega anche nel Nord-Est. Qui il generale ha preso 142.704 preferenze, superando Anna Maria Cisint a 43.022 e appunto Borchia, primo dei non eletti. «Tanti applausi a chi ha fatto meglio. Applausi sinceri, non di circostanza» dice il segretario veronese della Lega.

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Ieri sera, giovedì 13 giugno, ha affidato ai social una riflessione sulla campagna elettorale. La riportiamo di seguito.

«Cari Amici,

vi ringrazio per i tantissimi messaggi di questi giorni, chiarendo subito che non ci sono notizie definitive in merito alla mia rielezione e che quanto riportato dalla stampa non ha riscontri ufficiali.

Ciò non mi impedisce però di ringraziarvi uno ad uno per il sostegno, il calore e l’affetto che mi avete regalato in questi cinque anni. Intensi, senza tregua. Cinque anni in cui ho dato tutto.

Purtroppo, le 23.560 preferenze che mi avete aiutato a raggiungere non sono state sufficienti per raggiungere la riconferma immediata. E, in questi casi, vanno tanti applausi a chi ha fatto meglio. Applausi sinceri, non di circostanza.

A campagna elettorale ultimata, il mio primo pensiero va ai miei colleghi e ai candidati sindaci che non ce l’hanno fatta; gente valida, che ha lavorato sodo. Ma, ve lo dico spesso, la politica non è mai scienza esatta.

Ma, come tutti i lunghi viaggi, non siamo mai soli. E quindi, ringrazio la mia famiglia che, come sempre, ha fatto i conti con una presenza fatta di assenze. Ringrazio chi mi ha affidato il ruolo di capolista: dopo Umberto Bossi e Matteo Salvini non vi dico come hanno tremato i polsi quando ho letto la notizia. E ce l’ho messa tutta per esserne all’altezza.

L’ultimo pensiero, but not least, lo voglio tenere per la straordinaria squadra che mi ha accompagnato in questa campagna elettorale. L’abbiamo fatta bene, l’abbiamo fatta a modo mio: a mani nude, carichi come le molle, col sorriso, consumando suole e pneumatici. Strada per strada, frazione per frazione, città per città. Andando a prenderci le preferenze, una per una.

Chi ha guidato, chi ha attaccato manifesti, chi inseguiva le siore ai mercati rifilando ogni tipo di gadget, chi suggeriva di “gilale”.

Vi ringrazio tutti – e lo sapete a chi mi sto rivolgendo – perchè lo squadrone più forte ce l’avevo io.

Ho scritto troppo, ora rimetto la testa sui ballottaggi. La fame di vincere non finisce mai.

Non so quando, non so dove, non so in che vesti. L’unica certezza, come sempre, è che il viaggio continua».

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