Vannacci lascia il posto a Borchia? Tosi contro Salis

Gli strascichi delle elezioni europee fra dimensione locale e nazionale. Ancora in attesa delle scelte per le candidature multiple Borchia e altri candidati. In Veneto movimenti dopo le elezioni di Donazzan e Polato.

Roberto Vannacci
Roberto Vannacci

Di Europa, durante la campagna per queste elezioni europee, in Italia si è parlato forse poco. E ora, in attesa delle liste definitive degli eletti, la tensione rimane.

Per quanto riguarda la Lega, l’europarlamentare uscente Paolo Borchia, nonché segretario provinciale del partito, attende ancora l’ufficialità dell’elezione, che dipende da quale sarà la circoscrizione assegnata al generale Roberto Vannacci, candidato in tutte le circoscrizioni. Nel Nord-Est il generale ha preso 142.704, superando Anna Maria Cisint a 43.022 e appunto Borchia, primo dei non eletti, a 23.560.

Se la Lega farà scattare il seggio di Vannacci nel Nord-Ovest, dove ha preso 186.886 preferenze, o in qualsiasi altra circoscrizione, si libera il posto per Borchia.

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Intanto in casa Fratelli d’Italia dal Veneto sono eletti al Parlamento europeo l’assessora regionale Elena Donazzan (seconda in lista con 63.309 preferenze) e il consigliere regionale Daniele Polato (sesto con 31.535 preferenze, sarebbe il primo degli esclusi, ma la prima è Giorgia Meloni che naturalmente non andrà in Europa).

Al posto di Daniele Polato in consiglio regionale scatterà l’elezione di Stefano Casali, giunto secondo in lista FdI nella circoscrizione di Verona alle regionali del 2020. Ma chi prenderà il posto di Donazzan in giunta regionale? Se fosse a questo punto lo stesso Casali… Il nuovo eletto potrebbe essere Massimo Giorgetti.

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Intanto Flavio Tosi, coordinatore regionale di Forza Italia, è già sicuro di un posto in Europa, ma è da chiarire se lo accetterà, rinunciando a quello da deputato a Roma. Intanto se la prende con Ilaria Salis, eletta con Alleanza Verdi Sinistra: «La sinistra è allo sbando se si serve di questi discutibili testimonial per raccattare preferenze. La Salis, oltre al processo in Ungheria, ha già due condanne in Italia. La sinistra, per vocazione storica, dovrebbe in teoria stare vicino ai ceti meno abbienti e ai lavoratori, gente onesta che si guadagna il pane, invece candida e fa eleggere gente come la Salis, che certamente piace ai radical chic e ai ceti benestanti progressisti delle Ztl, non certo agli operai. Poi a sinistra si domandano perché perdono tutte le elezioni…».

Tosi sottolinea che «tutti ci siamo mossi per ottenere un trattamento umanitario per Salis in Ungheria, in primis il Vicepremier Tajani, era sacrosanto perché sui diritti umani non si scherza, ma questo è un fatto distinto dal giudizio politico e morale negativo che merita una come lei». Tosi ricorda che «di candidature ed elezioni bizzarre la storia repubblicana ne ha viste, penso a Ilona Staller, in arte Cicciolina, nel 1987 con i Radicali di Pannella, ma lei rappresentava una battaglia e non era condannata».

Alleanza Verdi Sinistra, che sia per Ilaria Salis o meno, in ogni caso è andata molto bene a livello nazionale (6,78%), e nel Nord-Est ha raggiunto addirittura qualche centesimo in più, il 6,81%. Qui, se Mimmo Lucano sceglierà una circoscrizione diversa dalla Nord-Orientale, sarà eletta Cristina Guarda, consigliera regionale di Europa Verde, vicentina con forti contatti nel Veronese.

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