Citrobacter a Verona, tre sospesi dall’Azienda ospedaliera

L'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona ha comunicato di aver sospeso il direttore della Pediatria a indirizzo critico Paolo Biban e i dirigenti Chiara Bovo e Giovanna Ghirlanda.

Ospedale della Donna e del Bambino di Verona - Borgo Trento citrobacter tre sospesi
Ospedale della Donna e del Bambino di Verona - Borgo Trento

Lo avevano chiesto a più riprese, i genitori dei bambini colpiti dal Citrobacter koseri all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento. Francesca Frezza, madre di Nina, una dei quattro neonati uccisi dal batterio, nei giorni scorsi ha piantonato l’entrata della struttura per marcare la richiesta «toglietevi i camici».

Ora arriva una prima risposta concreta dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, che ha comunicato di aver sospeso, dalla giornata di oggi sabato 5 settembre 2020, i dottori Paolo Biban, direttore Uoc Pediatria a indirizzo critico, Chiara Bovo, direttore sanitario dell’Aoui, e Giovanna Ghirlanda, direttore medico ospedaliero dell’Aoui.

Il caso nelle scorse ore è diventato di rilevanza nazionale, in seguito alla sanificazione e riapertura del reparto, con la prima relazione che ha indicato la presenza del batterio annidato nelle tubature e nel rubinetto del lavandino utilizzato dal personale della Terapia intensiva neonatale.

AGGIORNAMENTO: Dopo il Citrobacter nuove nomine a Borgo Trento

Francesca Frezza, la mamma di Nina, uno dei quattro neonati morti per citrobacter
Francesca Frezza, mamma di Nina, uno dei quattro neonati morti per citrobacter

Il comunicato dell’Aoui

La direzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona comunica che, a seguito delle risultanze della relazione della Commissione Ispettiva Regionale in merito alla vicenda Citrobacter dell’Ospedale Donna e Bambino di Borgo Trento, a partire dal giorno sabato 5 settembre 2020 vengono sospesi in via cautelare secondo condizioni contrattuali:

  • Dott.ssa Chiara Bovo – Direttore Sanitario AOUI Verona
  • Dott.ssa Giovanna Ghirlanda – Direttore Medico Ospedaliero AOUI Verona
  • Dott. Paolo Biban – Direttore UOC Pediatria ad indirizzo critico AOUI Verona

Minacce di morte agli operatori sanitari dell’Aoui, l’Ordine dei Medici stigmatizza la violenza

Dopo i volantini denigratori che invitavano a vigilare sull’operato dei sanitari, nelle ultime ore sono comparsi insulti e attacchi violenti sui social network indirizzati ai medici e infermieri dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Alcune di queste intimidazioni sono accompagnate da minacce fisiche e di morte.

carlo rugiu ordine dei medici e chirurghi verona
Carlo Rugiu, presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Verona

L’Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona stigmatizza questo clima di violenza verbale nei confronti degli operatori della Sanità.

«Siamo vicini alle famiglie dei bambini vittime del citrobacter e faremo tutto il possibile, per quanto è nelle nostre competenze, perché venga fatta luce sulla vicenda», chiarisce il presidente dell’Ordine, Carlo Rugiu.

«Anche noi, come i genitori dei piccoli, chiediamo giustizia. Motivo per cui confermiamo la nostra fiducia nella Magistratura e condanniamo, invece, il giustizialismo. Il clima, pericoloso, da “caccia alle streghe” rischia di condizionare in negativo il delicato lavoro dei medici della Aoui e della sanità veronese in generale».

Continua il dibattito politico

Continua il dibattito politico intorno alla vicenda. «Le segnalazioni erano state fatte per tempo da parte delle mamme che abbattendo i muri del silenzio sono riuscite a far conoscere a livello nazionale i gravissimi casi di contagio da citrobacter nell’ospedale di Borgo Trento» dice il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, candidato alle regionali per Il Veneto che vogliamo. «Ora di fronte a questo dramma abbiamo bisogno di risposte. Non possiamo accettare l’ormai noto refrain del Presidente della Regione che “non sapeva”, “non era stato informato”, “non è competente in materia di sanzioni disciplinari».

«Il Presidente della Regione Veneto Zaia conosce bene Francesco Cobello perché agli albori della sua carriera politica, quand’era presidente della Provincia di Treviso, l’attuale direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona era il suo responsabile del bilancio, ed era annoverato tra i cosiddetti “Zaia boys”. Fu sempre Luca Zaia insieme a Domenico Mantoan, il potente direttore della sanità veneta, a volerlo a capo dell’Azienda Ospedaliera di Verona strappandolo alla sanità del Friuli Venezia Giulia» aggiunge Bertucco. «Com’è possibile che dal novembre 2018 ad oggi si sia sviluppato un cluster epidemico nell’ospedale di Borgo Trento senza che la Regione Veneto o Azienda Zero si accorgessero di nulla?».

«Se Zaia davvero ha saputo della strage di bambini all’ospedale veronese di Borgo Trento soltanto dalla stampa, i casi sono due: o chi amministra la sanità regionale lo ha tenuto all’oscuro di tutto e in questo caso ci sono dirigenti che devono essere rimossi subito, o ci racconta l’ennesima bugia diventando automaticamente lui responsabile di quanto accaduto» dice Giorgio Pasetto, coordinatore di +Europa Verona e candidato alle regionali per +Veneto in Europa.

«La sanità è materia di gestione regionale, i responsabili delle aziende sanitarie locali sono nominati direttamente dalla regione. C’è poco da girarci intorno: Zaia abbia per lo meno l’onestà intellettuale e politica di annunciare fin da ora che i dirigenti implicati a qualsiasi titolo in questa spaventosa vicenda non troveranno più posto nella sanità veneta. Purtroppo, invece, si avverte il tentativo dell’insabbiamento e dell’intenzione di scaricare le responsabilità su qualche operatore ospedaliero. Roba da regime nord coreano» dice Pasetto.

«Se sostituiamo il termine “Citrobacter” con “Mose” o “Pfas” ci ritroviamo di fronte a un presidente della Regione Veneto che non sapeva nulla o che quand’è ormai tardi tuona “chi ha sbagliato deve pagare” come se la questione della prevenzione non lo riguardasse». Secondo il candidato consigliere Pd alle regionali Giandomenico Allegri, la pagina del Citrobacter ripropone il problema di una dinamica politica e comunicativa già vista in Veneto. E si chiede: «È giusto che sia direttamente il presidente e non il Consiglio regionale a nominare i direttori generali delle aziende ospedaliere?».

«Ciò che è accaduto nel più grande punto nascite del Veneto ha messo in luce un’infezione che da anni ha colpito la nostra sanità: l’omertà» è l’accusa di Elisa La Paglia, consigliera comunale del Pd e candidata alle regionali. «La paura di parlare, la paura di ritorsioni lavorative se si fanno notare punti critici e omissioni, i reparti che diventano isole indipendenti e in lesiva competizione. Non più al centro i diritti del malato e i suoi bisogni ma i privilegi di una classe politica che nomina per controllare invece che per servire».

«Come si riesce a tenere nascosto per due anni un’infezione batterica letale? Qui in Veneto è il sistema che è ammalato. Coperti dalle eccellenze del settore che vivono di luce e fondi propri, protetti spesso dall’autonomia delle Università, ci sono i limiti e i sacrifici del sistema socio-sanitario» aggiunge La Paglia.

Di «imbarazzante silenzio» parla anche la consigliera regionale e candidata del Pd Anna Maria Bigon. «È inaccettabile per le famiglie ascoltare adesso il presidente del Veneto che afferma di aver saputo tutto dai giornali appena tre mesi fa. «Ci sono dei meccanismi decisionali da cui la Regione non può assolutamente chiamarsi fuori, i plenipotenziari di Zaia nella sanità fanno il bello e il cattivo tempo. La sospensione cautelativa di tre medici va bene, ma non basta. Non possiamo accettare questo indecente scaricabarile sul personale, comodo capro espiatorio per coprire le mancanze, e sono tante, della politica veneta».

«Leggo sui giornali le ultime dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali del Pd. I consiglieri si scagliano contro la Regione sostenendo che non possa dichiararsi estranea alla vicenda» commenta il candidato alle regionali per Fratelli d’Italia Massimo Mariotti. «Fanno specie tali uscite da parte di questi personaggi quando il loro partito, attualmente al governo, è quello alfiere dell’Europa, dei tagli alla spesa e del pareggio di bilancio in Costituzione. Ovvero il più solerte ed entusiasta sostenitore delle folli politiche di austerità euroinomani». Aggiunge Mariotti: «È quindi inutile che si parli delle responsabilità della giunta se si pensa che il Pd con le sue politiche liberiste taglia da anni i fondi destinati al Ssn».

Parla anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco: «“I nostri eroi, orgoglio del veneto” diceva Zaia dei lavoratori ospedalieri che col loro lavoro gli avevano consentito di costruirsi l’immagine di “governatore modello” , durante l’emergenza covid. Quelli che la sua amministrazione ha penalizzato negli anni , privilegiando di fatto la sanità privata e con condizioni di lavoro sempre peggiori. Quelli sui quali ora vorrebbe scaricare la responsabilità dello scandalo sanitario alla neonatologia dell’ospedale veronese di Borgo Trento».

«“Non sono diretti dipendenti della Regione” ha tenuto a precisare Zaia – continua Brusco – ma finge di dimenticare che lo sono i dirigenti delle aziende sanitarie locali. Zaia non provi a scaricare tutto sui camici bianche e pensi ai colletti bianchi che ha nominato lui».

«Di fronte a fatti così gravi l’intero vertice aziendale va rimosso, a partire dal Direttore Generale che per due anni non ha saputo dove stava andando la sua azienda» ha dichiarato Sonia Todesco, segretaria generale Fp Cgil di Verona. «A quanto successo vanno date risposte serie, senza giustizialismi ma anche senza reticenze. Il Presidente Zaia nomini un Commissario con l’obbiettivo di avviare le istruttorie disciplinari interne per individuare le responsabilità e dare garanzia a tutti che i problemi sono sotto controllo. La Magistratura, ci auguriamo, concluda nel più breve tempo possibile le indagine e accerti fatti e responsabilità».