Dopo il Citrobacter nuove nomine a Borgo Trento

Tre dirigenti medici erano stati sospesi con l’esplosione del caso Citrobacter. Annunciate dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona le nomine dei nuovi dirigenti e la task forse per il «rilancio dell’attività aziendale».

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Tre dirigenti medici erano stati sospesi lo scorso 5 settembre in seguito all’esplosione della vicenda legata all’infezione di Citrobacter. Ora il Commissario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona Francesco Cobello, comunica la formazione di una nuova task force idonea alla gestione e al rilancio dell’attività aziendale, composta da massimi professionisti, già impegnati durante l’emergenza Covid-19.

Questi gli incarichi:

  • dott. Vincenzo Di Francesco, Direttore U.O.C. di Geriatria che assorbe temporaneamente le funzioni di Direttore Sanitario;
  • prof. Michele Milella, Ordinario Oncologia Medica e Direttore U.O.C. Oncologia, in qualità di Commissario logistico sanitario dell’Ospedale di Borgo Roma;
  • dott. Claudio Micheletto, Direttore U.O.C. Pneumologia, in qualità di Commissario logistico sanitario dell’Ospedale di Borgo Trento.

Nello staff vengono inoltre inseriti:

  • prof. Giovanni De Manzoni, Direttore U.O.C. Chirurgia Generale ed Esofago e Stomaco, per il coordinamento delle sale operatorie;
  • dott.ssa Stefania Montemezzi, Presidente della Consulta dei Primari e Direttore Dipartimento Patologia Diagnostica;
  • Prof. Domenico De Leo, Presidente della Scuola di Medicina presso l’Università di Verona e Direttore U.O.C. Servizio Medicina Legale per quanto riguarda approfondimenti di tematiche medico legali.

I tre medici sospesi sabato scorso sono Paolo Biban, direttore Uoc Pediatria a indirizzo critico, Chiara Bovo, direttore sanitario dell’Aoui, e Giovanna Ghirlanda, direttore medico ospedaliero dell’Aoui.

I commenti politici

«Zaia non può pilatescamente lavarsene le mani, quasi non fosse affar suo la competenza della gestione sanitaria regionale, aziende universitarie comprese – afferma Orietta Salemi, consigliera regionale e candidata per Italia Viva – sulla vicenda del Citrobacter c’è una responsabilità politica, oltre che una responsabilità morale. Una responsabilità politica di chi, il Governatore del Veneto Zaia, nomina i direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere, come Cobello, e i vertici della direzione generale della sanità regionale che a cascata determinano primariati, reparti, servizi, posti letto, i livelli di performance, gli obiettivi di costo stabiliti ogni anno».

Salemi-Orietta
Orietta Salemi

Secondo Salemi, quanto è successo è anche una conseguenza della carenza di personale. «Nell’aprile del 2108 – specifica la candidata di Italia Viva – sono stata la prima firmataria, con altri colleghi veronesi, di un’interrogazione con richiesta di una commissione per far luce su taglio di circa 1 milione di euro di spese per il personale dell’Aoui, nonostante il trend di crescita costante delle attività assistenziali nel triennio 2013-201, con personale sanitario sostanzialmente immutato».

«Tra Verona e Padova – evidenzia Salemi – c’era una differenza tra valore e costi di produzione che attestava Aoui di Verona come virtuosa e in utile rispetto Padova e, nonostante ciò, era stata stabilita una riduzione delle risorse assegnate. Noi avevamo chiesto il ripristino immediato della quota relativa al tetto per il personale sanitario nel 2018. Gli stessi sindacati di categoria dei medici denunciavano la fatica a mantenere gli standard qualitativi a fronte di un continuo depauperamento delle risorse umane»

Manuel Brusco
Manuel Brusco, consigliere regionale del Veneto (Movimento 5 Stelle)

Anche il consigliere regionale uscente e candidato per il Movimento 5 Stelle Manuel Brusco attacca il presidente del Veneto. «La corsa ai ripari di Zaia e dei responsabili della sanità da lui nominati, non solo appare un tentativo di rabbonire l’opinione pubblica in campagna elettorale, ma è quasi un insulto all’intelligenza dei veneti, oltre che alla dignità delle famiglie delle vittime».

«La stampa veronese parlava delle infezione delle morti sospette di neonati nella neonatologia di Borgo Trento, già nel novembre del 2019: come possono i dirigenti dell’azienda ospedaliera affermare di esserne a conoscenza solo da fine maggio di quest’anno? E con che faccia Zaia ci viene a raccontare di averlo saputo a giugno dai giornali? Siamo di fronte a una presa in giro, vergognosa nel momento in cui riguarda una vicenda dolorosa per oltre novanta famiglie»

Conclude Brusco: «Altro che sanità di eccellenza: giornali e cittadini, a quanto pare, ne sanno di più e ben prima di chi è lautamente pagato per amministrarla».