Caso Palach, il Movimento Nonviolento anticipa la serata in memoria

mao valpiana
Mao Valpaina

“Ristabiliamo la verità sulla Primavera di Praga” annuncia il Movimento Nonviolento, che fissa per venerdì 18 gennaio una serata “di memoria e omaggio alla Primavera di Praga e a Jan Palach”. Un giorno in anticipo, quindi, rispetto al discusso evento organizzato dall’associazione Nomos.

Il Movimento Nonviolento annuncia una serata dedicata alla Primavera di Praga e a Jan Palach, in risposta all’evento organizzato dall’associazione Nomos in programma sabato 19. “Celebriamo il suo ricordo, a 50 anni dal sacrificio, con rispetto e osservanza della verità storica. Strumentalizzare i morti è orribile” dichiarano dal Movimento tramite un comunicato stampa.

Liberissimi i gruppi di estrema destra di fare concerti dedicati a chi vogliono (se devono scomodare il giovane cecoslovacco, evidentemente sanno che i volti del loro pantheon nazi fascista, come Hitler e Mussolini, non sono presentabili), ma è scandaloso e inaccettabile che il Consiglio Comunale di Verona, come la Provincia, abbia concesso il patrocinio ad una iniziativa provocatrice, di revisionismo storico, definita “oltraggiosa” anche da Senatori della Repubblica Ceca” continua il comunicato.

“Benissimo hanno fatto gli Stimatini a ritirare la disponibilità che il concerto si tenesse nel loro Teatro. Comune, Provincia e Serit seguano lo stesso esempio” affermano dal Movimento Nonviolento. Sul ritiro della disponibilità non abbiamo al momento conferme. In mattinata il responsabile del Teatro Stimate ci aveva spiegato come tutto fosse ancora sospeso.

“Per riparare a tale maldestra operazione politica”, il Movimento Nonviolento organizza quindi una serata di memoria e omaggio alla Primavera di Praga e a Jan Palach che si terrà venerdì 18 gennaio, alle ore 21, alla Casa per la Nonviolenza di via Spagna 8. “Vedremo filmati originali d’epoca, ascolteremo la musica del tempo, leggeremo le cronache riportate sulla rivista Azione nonviolenta del 1968, sentiremo le testimonianze di chi era a Praga in quei giorni”.

Jan Palach non è un eroe, non è un mito, non è un simbolo. Non abbiamo bisogno di eroi, di miti, di simboli” continua il comunicato. “Era uno studente ventenne, socialista libertario e antiautoritario, che ha messo in gioco la propria vita per gli ideali di giustizia e libertà. Il giovane ventunenne era un sostenitore delle riforme socialiste di Alexander Dubček, il leader cecoslovacco del “socialismo antiautoritario dal volto umano”. Jan Palach, per il suo gesto estremo, si ispira – è lui stesso a dirlo – ai monaci buddhisti del Vietnam che trasformavano il loro corpo in un tempio ardente d’amore, come una estrema lotta nonviolenta contro la guerra. Niente a che fare con un eroe romantico combattente fascistoide”.