Caso “Faccetta nera”: in Consiglio regionale vince l’astensione

Mozione di riserve sull'assessora Donazzan dopo il caso "Faccetta nera". Tre ore di dibattito in Consiglio regionale portano all'astensione di oltre tre quinti dei votanti.

Elena Donazzan faccetta nera

Oltre tre ore di discussione nell’aula del Consiglio regionale del Veneto a Palazzo Ferro-Fini, oggi pomeriggio, per discutere la “Mozione di riserve” in seguito all’uscita di Elena Donazzan alla trasmissione “La zanzara”. L’assessora della Regione Veneto aveva ripreso in radio la canzone, simbolo dell’epoca fascista e dell’imperialismo italiano, “Faccetta nera”, scatenando diverse reazioni avverse.

Ha vinto l’astensione, con questa scelta fatta dalla maggioranza di Lega e Lista Zaia. Contrari i colleghi di partito di Donazzan, Fratelli d’Italia, favorevoli solo i dieci sottoscrittori della mozione. Con 47 votanti, 32 astenuti, 10 favorevoli e 5 contrari.

A proporre la mozione di riserve, istituto giuridico mai utilizzato fino a oggi dal Consiglio regionale, i nove membri dell’opposizione insieme a Stefano Valdegamberi, eletto in Lista Zaia e ora nel gruppo misto, noto per essere leale alla maggioranza, ma anche “battitore libero”.

LA MOZIONE DI RISERVE sottoscritta da 10 consiglieri

Arturo Lorenzoni, candidato per le regionali in Veneto.
Arturo Lorenzoni

La mozione è stata presentata dal leader dell’opposizione Arturo Lorenzoni: «La mozione di riserve, novità assoluta per questo Consiglio, che abbiamo presentato in base all’articolo 128 del Regolamento, non è una mozione contro una persona ma è una mozione per interpellare ciascuno di noi, in primo luogo il Presidente di questa Regione, nei confronti di un regime che ha lasciato un segno drammatico nel nostro Paese. La mozione chiede di esprimere riserva rispetto alle affermazioni pubbliche e al comportamento dell’assessore Elena Donazzan, che ringrazio di essere presente, e invita il Presidente della Giunta a comunicare al Consiglio le determinazioni che intende assumere in riguardo».

Ha poi aggiunto: «Mi rammarica che il presidente Zaia non abbia partecipato ai lavori, evidentemente non ritiene importante il confronto in aula».

La risposta di Elena Donazzan, presente in aula: «Ci troviamo qui oggi dopo una settimana per me molto difficile, ma la vita mi ha insegnato che si affrontano le prove, anche le più dure, passando dalla porta più stretta. Il Consiglio di oggi con questa mozione è l’occasione che mi permette di ribadire in modo ufficiale le mie scuse in quest’Aula: non era mia intenzione offendere nessuno e certamente non mi troverò mai più nella circostanza di rispondere ad una trasmissione qual è “La zanzara”, creando involontariamente imbarazzo alla mia Amministrazione regionale».

«Viviamo un momento estremamente difficile e delicato per la nostra gente e la nostra terra, che deve vederci massimamente impegnati, lo dico in primis a me stessa, con la maggiore attenzione possibile rivolta ai veneti che soffrono e che chiedono risposte».

«Ringrazio il mio Gruppo consiliare ed il mio Partito e, permettetemi, anche i tanti, tra gente comune e colleghi, e da donna permettetemi di ringraziare la collega Venturini che l’ha fatto pubblicamente, che mi hanno manifestato vicinanza umana prima che politica. Vedete, in molti mi sono stati vicini in questa settimana così carica di tensione e dimostra una cosa sola principalmente: su alcuni temi la nostra nazione ha ancora ferite aperte e un clima che non permette leggerezza. Accade nella vita di sbagliare».

Stefano Valdegamberi, firmatario della mozione insieme alle opposizioni: «Molti hanno chiesto perché ho firmato questo intervento a favore delle opposizioni. Innanzitutto è una firma a favore della democrazia. Abbiamo stravinto ed è corretto dare voce alle opposizioni». Per molti passaggi consiliari è necessaria infatti la firma di 10 consiglieri, mentre in questa legislatura l’opposizione può contare solo 9 componenti.

L'assessore Stefano Valdegamberi e l'assessora Elena Donazzan.
L’assessore Stefano Valdegamberi e l’assessora Elena Donazzan.

«Non sono appassionato a Faccetta Nera o Bella Ciao, rappresentano culture e visioni che non mi appartengono. Sono per una visione politica con la centralità dell’uomo, della comunità locale, delle tradizioni e di tutto ciò che rappresenta l’identità territoriale, dove lo Stato non è uno Stato etico, ma è uno Stato semmai che applica dei valori morali, etici; è uno Stato che non riassume la persona, ma semmai è al servizio della persona e del territorio».

La discussione, durata circa 3 ore, ha coinvolto diversi consiglieri, fra cui il capogruppo della Lega Giuseppe Pan, che si era già espresso criticando le esternazioni di Donazzan, ripresa con durezza anche oggi. La scelta del suo gruppo è stata infine l’astensione.

«L’assessore Donazzan gode della fiducia della maggioranza e del Presidente Zaia. Ha ammesso l’errore: ora torni a occuparsi di lavoro e scuola» dicono Alberto Villanova e Giuseppe Pan, capigruppo di Lista Zaia e Lega. «In un momento come questo in cui gli ospedali stanno soffrendo, i medici stanno lottando per tenere in vita i loro pazienti e gli imprenditori per tenere aperte le aziende, non possiamo permetterci di distogliere anche un’ora sola l’attenzione dalla situazione emergenziale che stiamo attraversando. Per questo motivo i consiglieri dei gruppi ‘Liga Veneta per Salvini premier’ e ‘Zaia Presidente’ si sono astenuti».

Delusione sull’esito del voto da parte di Cristina Guarda, Europa Verde, che in aula aveva affermato: «Non è tollerabile che i rappresentanti di questo Consiglio non condannino affermazioni pubbliche di questo tipo».

Cristina Guarda, consigliera regionale Europa Verde Veneto
Cristina Guarda, consigliera regionale Europa Verde Veneto

A voto concluso aggiunge: «È grave che la maggioranza consiliare si sia astenuta dopo aver espresso in Aula le proprie riserve sul comportamento dell’Assessore Donazzan».

«Alle posizioni di condanna espresse nel corso del dibattito consiliare sui gravissimi orrori del Fascismo in Italia e all’estero, è invece conseguita l’astensione al momento del voto. Insomma, un mero rimbrotto sulla scorta delle scuse presentate dall’Assessore: l’unità politica tra Lega e Fratelli d’Italia a livello nazionale, in un’epoca di crisi di governo, vince, evidentemente, ogni contraddizione».

«Al di là delle scuse espresse dall’Assessore, che costituiscono il mimino essenziale di fronte allo scivolone su Faccetta nera, si è deciso, ancora una volta, di soprassedere, come si è soprasseduto in passato su analoghe dichiarazioni. Un’occasione persa, per la maggioranza, per dire finalmente che la democrazia non può e non deve essere velata da fascismi vari, specie in un contesto politico internazionale turbato dal tentato golpe di Trump e dall’arresto degli oppositori politici di Putin. Per questo ho votato sì».

«Apprezzo l’Assessore abbia accolto la richiesta di porgere pubblicamente in Aula le proprie scuse e spero che questa sia l’ultima dichiarazione nostalgica di cui si fa protagonista. Infine, dico poi ai vigliacchi colpevoli della minacce pervenute all’Assessore Donazzan, verso cui esprimo la mia forte solidarietà, che quelle minacce sono la manifestazione della stessa sostanza di cui è composto il fascismo: la violenza, che è da rigettare ora e sempre».

I due consiglieri di Forza Italia Alberto Bozza ed Elisa Venturini non hanno partecipato al voto. Secondo Bozza «l’assessore rimane una figura istituzionale scelta in via fiduciaria dal Presidente della Giunta regionale Luca Zaia, a cui rinnoviamo il nostro sostegno. Pertanto spetta a lui medesimo valutare l’operato e la posizione dell’assessore, non certo a questo Consiglio».

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